Programmazione

LA FORMA DELL'ACQUA
un film di Guillermo Del Toro
in sala dal 6 al 15 agosto 2018
spettacolo ore 21.00
prezzo unico 3 euro

[giovedì 9, venerdì 10 agosto 2018 O.V.]
versione originale del film con sottotitoli in italiano

"Visionario, romantico, rimane impresso negli occhi e nel cuore. L'atto d'amore di Guillermo del Toro nei confronti del cinema"

https://www.youtube.com/watch?v=lr8D5D92lCc

Trama. America, anni Sessanta, sullo sfondo della Guerra Fredda. Elisa lavora in un segretissimo laboratorio governativo di massima sicurezza. Intrappolata in una vita fatta di silenzio e isolamento, la donna vede la sua esistenza cambiare per sempre quando insieme alla sua collega Zelda scoprono uno strano esperimento non classificato.

GOLDEN GLOBES 2018 PER: REGIA E COLONNA SONORA
OSCAR 2018 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, COLONNA SONORA, SCENOGRAFIA


Il mostro della laguna nera si trasforma nel principe azzurro, e la favola di Cenerentola in chiave dark si dimostra un atto d’amore verso il cinema. The Shape of Water è un film visionario, romantico, che rimane impresso negli occhi e nel cuore. Difficilmente si potrà dimenticare il ballo in bianco e nero tra “la bella e la bestia”, sulle note dell’intramontabile You’ll Never Know.

Guillermo del Toro conferma il suo stile onirico, in una storia dove il sole non sorge quasi mai. L’oscurità regna sovrana in ogni sequenza e rispecchia il dolore intimo dei personaggi, che soffrono per una vita perduta. La creatura è stata strappata da un fiume in Amazzonia per diventare una cavia da laboratorio, mentre Elisa, l’eroina della storia, è muta per un trauma passato e vive ai margini della società, perché si sente diversa. Lei lavora come donna delle pulizie in un laboratorio segreto, dove gli esperimenti sono all’ordine del giorno.

Siamo nel 1962, quando i potenti si sfidavano a colpi di scoperte tecnologiche e cominciavano ad alzare lo sguardo verso le stelle. I russi e gli americani si contendevano il mondo e la paura del nucleare evitava la guerra. I servizi segreti made in Usa si scontrano col KGB, e tutti pensano a quale animale potranno mandare per primo nello spazio. Elisa scopre la passione per quell’essere che il Governo vorrebbe usare come una cavia da laboratorio, e il suo mondo si colora all’improvviso.

L’anima nostalgica di The Shape of Water prende vita con le Cadillac che sfrecciano per le strade, con il mito del sogno americano che muore sotto i colpi dell’incomprensione. Del Toro attacca la politica intransigente di Trump verso gli immigrati e presenta la caricatura del self made man con il villain Michael Shannon. Lui ha una famiglia perfetta e una moglie bellissima, ma l’ambizione lo divora. Il progresso e la smodata ricerca della conoscenza distruggono la bellezza della quotidianità.

Del Toro si rivela ancora una volta un grande narratore, dopo il convincente e sempre sanguinoso Crimson Peak. Anche qui non mancano le inclinazioni gore che contraddistinguono la sua regia, e le scene “spinte” attirano gli adulti e lasciano a casa i bambini. Non si tratta di un ritorno all’horror, ma di un richiamo a Il labirinto del fauno, a quella dimensione fanciullesca che aveva rapito pubblico e critica.
Al regista messicano non interessa la verosimiglianza, e lo stesso cantastorie di The Shape of Water, un eccentrico Richard Jenkins, lo conferma durante i primi minuti. “Come potrei raccontarvi questa storia? Come potreste credermi?”, recita l’attore dopo i titoli di testa. La finzione è la vera realtà, e i mostri camminano tutti i giorni sui marciapiedi. Sembrano persone normali e l’anima avvelenata la nascondono sotto un bel vestito.

The Shape of Water va oltre le apparenze, scava nel profondo, ed esalta con la sua cinefilia. Non a caso Elisa vive sopra a una sala cinematografica, per ricordarci che dobbiamo ancora sognare e credere nell’impossibile. Gian Luca Pisacane

 

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continua l'appuntamento con la rassegna CINEMA estate 2018_DAUTORE

IDENTITÀ E DIVERSITÀ

[i codici, sensibilità individuali e collettive, i nostri valori e quelli che vengono da lontano, visti attraverso il cinema]

THE POST di Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks

in sala da giovedì 16 a martedì 21 agosto 2018
proiezione ore 21.00 / biglietto 3,00 euro

Ogni notizia è la prima bozza della Storia. E il cinema di Steven Spielberg, ancora una volta, è la Storia che torna a compiersi sotto i nostri occhi: The Post, soprattutto per questo, è un film bello e necessario. Capace di raccontare un fatto noto mettendosi sul piano degli attori che in quel momento storico lo hanno vissuto, ma non per questo dimenticandosi degli spettatori (soprattutto i più giovani) che, oggi come oggi, non hanno ben chiaro quale fosse il peso e l’autorità che gli organi di stampa avessero (e dovrebbero avere tuttora) nell’(in)formare l’opinione pubblica ... (continua la lettura)

Trama_1971: Katharine Graham è la prima donna alla guida del The Washington Post in una società dove il potere è di norma maschile, Ben Bradlee è lo scostante e testardo direttore del suo giornale. Nonostante Kay e Ben siano molto diversi, l'indagine che intraprendono e il loro coraggio provocheranno la prima grande scossa nella storia dell'informazione con una fuga di notizie senza precedenti, svelando al mondo intero la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam durata per decenni. La lotta contro le istituzioni per garantire la libertà di informazione e di stampa è il cuore del film, dove la scelta morale, l'etica professionale e il rischio di perdere tutto si alternano in un potente thriller politico. I due metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà nell'intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni.
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A CASA TUTTI BENE un film di Gabriele Muccino

prossimamente

Una grande famiglia si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a restare bloccati sull'isola e a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, con gelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine.

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“Muto Musicale” è una rassegna di 4 appuntamenti, realizzata dalla cooperativa Passo Uno in collaborazione con l’associazione Lu ‘Mbroia art&lab e la cooperativa Kama, che avrà luogo tra febbraio e marzo 2018 presso il Nuovo Cinema Elio di Calimera (Le). Un’iniziativa che identifica la nuova gestione dello spazio, che alla programmazione tradizionale affianca eventi che coniugano il cinema alla musica, alle arti visive, al teatro.

In “Muto Musicale” alcune delle opere fondamentali del cinema delle origini saranno sonorizzate dal vivo da musicisti del panorama nazionale e internazionale. Una sperimentazione unica, in cui le scene fissate nell'immaginario comune da quasi un secolo ispirano un flusso musicale irripetibile, fatto di contaminazioni, avanguardia e allo stesso tempo valorizzazione del passato. Il cinema come esperienza totalizzante, collettiva e intima insieme.  

Due proiezioni al mese, il venerdì sera. 

09/02 Il Monello (1921, Charlie Chaplin), concerto di Emanuele Coluccia e Rocco Nigro.

23/02 Il Gabinetto Del Dottor Caligari (1920, Robert Wiene), concerto di Valerio Daniele e Giorgio Distante.

09/03 L’uomo Con La Macchina Da Presa (1929, Dziga Vertov), concerto di Admir Shkurtaj.

23/03 Omaggio a George Méliès, concerto di Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe.

Spettacolo+buffet (prenotazione consigliata) : 10 euro, dalle ore 20:00

Spettacolo: 5 euro, ore 21:00

per info 335 5464107
338 6606640

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IL VEGETALE un film di Gennaro Nunziante con Fabio Rovazzi

in sala sino a mercoledì 7 febbraio 2018 (vedi programmazione settimana su homepage)


"Ha il sapore di un film d’altri tempi, pur raccontando il mondo di oggi, Il vegetale punta tutto su un personaggio gentile e onesto fino al midollo.Il pregio de Il vegetale è quello di mettere di buon umore tutti, inclusi i genitori che possono accompagnare i figli al cinema a vedere un film che non sia d’animazione o di stampo straniero per un divertimento unico per tutta la famiglia."

SINOSSI. Fabio è un giovane neolaureato che non riesce a trovare un lavoro ed è alle prese con un padre ingombrante e una sorellina capricciosa e viziata. Entrambi lo considerano un "vegetale", ma un evento inatteso cambierà improvvisamente i ruoli. Fra situazioni comiche e trovate paradossali, il protagonista dovrà reinventare la sua vita.

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BENEDETTA FOLLIA un film di Carlo Verdone

in sala da giovedì 11 gen 2018


"la nuova commedia del regista, anche protagonista insieme a Ilenia Pastorelli, Lucrezia Lante Della Rovere "e tante altre attrici, tutte perfette". Un uomo mollato dalla moglie, una ragazza sfrontata e una app per incontri: cosa non si farebbe pur di non restare soli"


SINOSSI. Lui è Guglielmo, uomo di specchiata virtù e fedina cristiana immacolata, proprietario di un negozio di articoli religiosi e alta moda per vescovi e cardinali. Uno di quelli che "una moglie è per sempre". Se non fosse che la sua Lidia, devota consorte per 25 anni, decide di mollarlo proprio nel giorno del loro anniversario, stravolgendo il suo mondo e tutte le sue certezze. Ma poi nel suo negozio arriva un'imprevedibile candidata commessa: Luna, una ragazza di borgata sfacciatissima e travolgente, volenterosa ma altrettanto incapace, e adatta a lavorare in un negozio di arredi sacri come una cubista in un convento. Da quel giorno niente sarà più come prima: Luna lo iscrive a "Lovit", la "app" più "hot" del momento, e Guglielmo, single allo sbaraglio, scoprirà il sorprendente mondo degli appuntamenti al buio e gli esilaranti tentativi di donne disposte a tutto pur di trovare l'anima gemella. E visto che la realtà supera l'immaginazione, le vite di Guglielmo e Luna avranno dei risvolti totalmente inaspettati. Perché anche le vie dell'amore sono infinite.

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COCO ultimo capolavoro Disney/Pixar

in sala da giovedì 4 gennaio 2018

"... un cartone animato visionario, una vera gioia per gli occhi. Le tinte sfavillanti dell’Aldilà si fondono con la cultura latinoamericana, in un tripudio di emozioni. Si ride, si piange, ci si dispera, per poi ritrovare la gioia di essere ragazzi."

SINOSSI. Il giovane Miguel ha un sogno: diventare un celebre musicista come il suo idolo Ernesto de la Cruz e non capisce perché in famiglia sia severamente bandita qualsiasi forma di musica, da generazioni. Desideroso di dimostrare il proprio talento, a seguito di una misteriosa serie di eventi Miguel finisce per ritrovarsi nella sorprendente e variopinta Terra dell'Aldilà. Lungo il cammino, si imbatte nel simpatico e truffaldino Hector; insieme intraprenderanno uno straordinario viaggio alla scoperta della storia, mai raccontata, della famiglia di Miguel.

NOTE.
"La musica, allo spegnersi delle luci in sala, accende la nostra voglia di sognare, di andare oltre il grande schermo per guardare le stelle con gli occhi di un bambino. I cartoni animati targati Disney rappresentano un’unione perfetta tra canzoni e racconto di formazione. "... un ragazzino con la chitarra insegue la sua passione, nel silenzio di una famiglia maledetta dal tempo. La bisnonna proibisce melodie e arpeggi, e il piccolo Miguel deve rassegnarsi a una gioventù perduta. Il suo futuro sono le calzature, le suole da lustrare fino a quando non scintillano: il colorato Messico non offre opportunità, e Miguel deve scendere agli inferi per riscoprire se stesso. Il suo Viaggio al centro della Terra è appena iniziato, mentre i cumuli di ossa prendono vita durante il mitico Dia de los Muertos (31 ottobre). La tradizione americana lo chiama Halloween, la festa che il Jack Skeletron di Nightmare Before Christmas protegge da secoli. Ma anche lui, alla fine, si è innamorato dei fiocchi di neve e dei regali sotto l’albero."

La Disney ci invita a trasformarci in pionieri del nostro tempo, a superare i confini conosciuti per non naufragare nell’ansia quotidiana. L’uomo nasce esploratore e i piccoli eroi creati dal gigante di Burbank hanno sempre affrontato imprese straordinarie per scoprirsi adulti. Crescere è forse la sfida più difficile, in un mondo che rifiuta il diverso e che, invece di includere, diventa sempre più selettivo.

Miguel si immerge nella Terra dell’Aldilà, un’enorme metropoli verticale che non sembra essere lontana dal panorama che ci accoglie ogni giorno guardando dalla finestra. I tram corrono veloci sui binari, gli uffici si alternano alle case, e ci sono anche le dogane. L’idea non è originale. Nel 2014, la 20th Century Fox aveva raccontato una storia simile ne Il libro della vita, con Jorge R. Gutierrez dietro la macchina da presa. Il regista è un amico di Lee Unkrich e ha dichiarato di avere grandi aspettative per questa nuova avventura Disney.

In Coco la colorata terra dei morti torna a vivere attraverso gli occhi di un dodicenne innocente e coraggioso. Ma non è un moderno Orfeo alla ricerca della sua Euridice. E allora quali misteri lo attendono? La ricerca delle proprie origini, il diritto di abbracciare con spensieratezza la sua età e di continuare a far vibrare le corde della chitarra.

Il Messico è una realtà poco conosciuta dai personaggi computerizzati della Pixar, ma qui l’iconografia latinoamericana colpisce per le sue tinte sfavillanti. Però è la musica la vera protagonista di questo anomalo lungometraggio d’animazione, che abbandona l’esotismo di Oceania e si spinge oltre il muro che il presidente Trump vorrebbe costruire.

I cartoni, che una volta offrivano avventure solo a chi non aveva ancora compiuto dieci anni, oggi si rivolgono anche agli adulti. Ci invitano a superare le barriere, sia mentali che fisiche, costruite dai nostri politici e da un’incontenibile tendenza all’omologazione. Distinguersi, specialmente in positivo, è un’impresa ardua, ma dobbiamo almeno provarci, anche solo cogliendo i significati nascosti di un’apparente fiaba da raccontare sotto l’albero.
È un inno alla memoria, ai ricordi e alla necessità di non essere dimenticati. Anche dopo la morte, si continua a vivere nel cuore dei propri cari. “I morti hanno più potere su di noi di quanto ci piaccia ammettere, o addirittura di quanto immaginiamo, e il loro potere può essere bello forte”, scriveva Cormac McCarthy in Non è un paese per vecchi.
L’ultraterreno diventa realtà, una macabra dimensione parallela ci spinge a riflettere sul significato della famiglia: un porto non sempre sicuro nella tempesta, che richiama alle radici. Aprire la mente degli altri, eliminare i pregiudizi, questa è la missione. Gli scheletri col sombrero forse trasformeranno l’audacia di Miguel in responsabilità. E di sicuro ci regaleranno un po’ di tepore durante le feste natalizie. Gian Luca Pisacane

 

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VENTO DI SOAVE di Corrado Punzi
giovedì 4 gennaio 2018_spettacolo ore 21.00
ingresso unico 5 €



interverranno:
Marco Potì,
Davide Barletti ,
Corrado Punzi,
Stefano Martella,
Trebble,
coordina Luca Bandirali

Brindisi è una città del Meridione d’Italia, affacciata sul Mediterraneo. Grazie al suo porto naturale fu un importante crocevia commerciale e culturale, privilegiata Porta d’Oriente, dall’Impero Romano fino alla Compagnia delle Indie.
Visse il suo massimo splendore con l’imperatore svevo Federico II, citato nella “Divina Commedia” come “vento di Soave”, per indicare la potenza impetuosa con cui la sua dinastia ottenne il dominio sull’Italia meridionale.
Oggi Brindisi è un importante centro industriale. Nel suo porto ogni giorno navi cargo scaricano tonnellate di combustibili fossili che riforniscono il petrolchimico Eni e la centrale a carbone Enel, tra le più grandi d’Europa.

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LA STORIA
Storie di ostinata ma contraddittoria opposizione al gigante industriale raccontano il conflitto tra le narrazioni del progresso e i danni sociosanitari in un territorio a vocazione agricola.

Come si vive in una città del sud Italia, a pochi metri da una centrale a carbone e da un petrolchimico tra i più grandi d’Europa? Cos’è rimasto delle iniziali promesse di progresso? Due agricoltori che vivono e lavorano sotto le centrali e un sub ambientalista dal profilo contradittorio, cercano di dimostrare i danni economici e sanitari subiti dalle industrie. Eppure, l’addetto stampa della Centrale, racconta una realtà diametralmente opposta. Così, mentre la città assiste agli eventi culturali e sportivi finanziati dalle industrie, la verità e la giustizia sembrano rimanere sospese e indecifrabili, come in un processo kafkiano.

DATI AMBIENTALI E SANITARI
Dal 1997 Brindisi è classicata come “Area ad Alto Rischio Ambientale” e attende la bonica di oltre 5.800 ettari di terra e 5.600 di mare.
Nel 2013 uno studio del CNR e di alcuni medici dell’ospedale di Brindisi dimostra che le malformazioni cardiache neonatali sono il 68% più alte della media europea.
Nel 2017 la Regione Puglia pubblica il primo rapporto epidemiologico sul territorio brindisino: gli inquinanti delle Centrali sono associati all’aumento esponenziale dei tumori, delle leucemie, delle malformazioni congenite e delle malattie cardiovascolari e respiratorie.

NOTE DI REGIA
«Quest’è la luce de la gran Costanza
che del secondo vento di Soave
generò ‘l terzo e l’ultima possanza».
( Dante Alighieri, Paradiso, Canto III)
Vento di Soave è l’espressione con cui Dante Alighieri si riferisce alla dinastia sveva, Soave, degli Hohenstaufen, paragonando il loro dominio sull’Italia meridionale alla potenza impetuosa del vento. Il terzo vento di Soave e l’ultima possanza è l’imperatore Federico II, che succede a suo padre Enrico VI, secondo vento e marito di Costanza d’Altavilla. Con Federico II, conosciuto anche come Stupor mundi e puer Apuliae, la città pugliese di Brindisi visse i suoi migliori anni di prestigio culturale e commerciale.
Oggi però, a testimonianza di quel passato glorioso, è rimasto solo qualche monumento e il nome dell’imperatore richiama soltanto il nome della Centrale a carbone Enel Federico II, tra quelle in Europa che emettono più sostanze inquinanti e più CO2.
Ora il vento trasporta i fumi di questa centrale e del petrolchimo Eni nell’aria della città e unisce, come un soffio soave, le vicende di quattro persone che raccontano i due lati di un conflitto apparentemente irrisolvibile e immutato, come il ripetersi ciclico dei giorni e delle stagioni. L’intento del film è restituire la complessità del tema, attraverso la molteplicità delle prospettive e una narrazione che tenta di limitarsi ad osservare: sia la quotidianità di chi si ritiene vittima dell’impatto ambientale delle industrie, ma continua a viverci a ridosso o a lavorarci, sia di chi ricopre incarichi istituzionali per queste stesse industrie, lavorando alla costruzione della loro immagine. L’idea non era realizzare tanto un’inchiesta su Brindisi e
la sua zona industriale, quanto piuttosto un film con un carattere più universale, capace di affrontare un problema cruciale dei nostri giorni: il conflitto moderno tra progresso e danni ambientali e sociosanitari.
Osservare Brindisi, quindi, signica soltanto osservare l’archetipo di un modello di sviluppo insostenibile, perseguito in diversi Sud del mondo e riproposto ancora, come dimostra quello che sta avvenendo tuttora nello stesso territorio salentino con la costruzione del gasdotto Tap.

 

 

FERDINAND di Carlos Saldanha, tratto dal libro di Munro Leaf
in sala da giovedì 28 dic a mercoledì 3 gen - SPETTACOLO UNICO ore 17.00


"Dal libricino di Munro Leaf, manifesto pacifista bandito dalla Spagna franchista, alla bellissima animazione di Carlos Saldanha"


SINOSSI. Ferdinando è un giovane toro dal cuore grande e gentile, che adora stare seduto sotto gli alberi e annusare fiori profumati invece di battersi a cornate come usano i suoi simili. Tuttavia, grande e forte, un giorno viene scambiato per una toro da combattimento e, dopo essere stato catturato, finisce Spagna per essere impiegato nelle corride. Ferdinando, però, non vuole combattere nell'arena ed è deciso a tornarsene a casa sua, così insieme a una squadra di animali emarginati si avventura nel lungo viaggio di ritorno...

NOTE. "C’era una volta un grande toro madrileno che non voleva combattere. Tutti gli altri torelli correvano, saltavano e si prendevano a testate e il loro più grande desiderio era quello di essere scelti per la corrida. Lui invece non voleva gareggiare. Preferiva annusare le margherite piuttosto che usare le sue enormi corna. Si chiamava Ferdinando. Questa storia del toro contro la violenza viene da lontano e precisamente da un piccolo libricino del 1936. Il nuovo film d’animazione di Natale della 20th Century Fox, dal titolo Ferdinand, è infatti un adattamento de La storia del toro Ferdinando di Munro Leaf. Un piccolo libro, molto popolare, che all’epoca divenne un’icona del pacifismo tanto da essere vietato in Spagna durante la dittatura di Franco. Poco dopo Walt Disney ne produsse un adattamento con il cortometraggio Ferdinand the Bull(Oscar nel 1938) e ora il toro pacifista arriva anche al cinema diretto da Carlos Saldanha. Lontano dalle vecchie illustrazioni in bianco e nero di Robert Lawson, il pluripremiato cineasta brasiliano (regista diRobots, Rio e di tre dei film dell’Era Glaciale) mette in scena un film coloratissimo e sempre molto attuale in cui il vincitore non è chi sconfigge il nemico, ma chi evita di combattere. Eh sì, perché il toro, se avesse voluto, avrebbe potuto uccidere il torero, ma sceglie di non farlo. EFerdinand è proprio una riflessione sulla possibilità di scegliere. E allo stesso tempo di reagire all’oppressione, in questo caso rappresentata dal matador con baffi lunghi, cappa rossa e spada. Si può scegliere per esempio di non partecipare alla corrida o di non mangiare più la carne (e non puoi non pensarci quando vedi il terribile mattatoio). Allo stesso tempo si può scegliere di rimanere puri come i bambini che tanto ameranno questo grande animalone goffo e pesante. Ma questo non esclude che sarà amato anche dagli adulti. Insomma ricordiamoci che nella vita tutto si può fare basta avere il coraggio e la gentilezza di Ferdinand. Giulia Lucchini

 

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in sala sino a mercoledì 10 gennaio 2018

WONDER un film diretto da Stephen Chbosky, con Julia Roberts e Owen Wilson

Dal romanzo di successo di R.J.Palacio, #Wonder, la coinvolgente ed emozionante storia di August Pullman, detto Auggie, il suo coraggio di combattere i pregiudizi e lo straordinario amore della sua famiglia.
Dal 21 dicembre al cinema con Julia Roberts, Owen Wilson e Jacob Tremblay

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Gli amici sono la famiglia che ti scegli :)
Dal 21 dicembre al cinema arriva Wonder‍ la storia di un'amicizia molto speciale!

Sinossi.Il film racconta la coinvolgente storia di August Pullman, detto Auggie che, nato con una rara malattia, si trova ad affrontare il mondo della scuola per la prima volta. Come sarà accettato dai compagni e dagli insegnanti? Chi sarà suo amico? L’amore della sua meravigliosa famiglia, una grande dose di coraggio e la sua travolgente gentilezza lo aiuteranno a trovare il suo posto nel mondo e nel cuore dei compagni di scuola. Julia Roberts e Owen Wilson danno il volto a Nate e Isabel, i genitori di Auggie mentre Jacob Tremblay, il cui nome è ormai famigliare per la sua interpretazione del piccolo Jack accanto a Brie Larson in Room, interpreta August Pullman. Nel cast anche Mandy Patinkin (Homeland), Daveed Diggs e, la tre volte candidata all’Oscar, Sonia Braga.

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NICO,1988 un film di Susanna Nicchiarelli con Trine Dyrholm


evento speciale del #SoundLookMusicVideoFest
in sala giovedì 7 novembre 2017 ore 21.00
biglietto unico 4 euro

Sinossi. Christa Päffgen, in arte Nico, è stata una delle più importanti icone pop del secolo scorso. Famosa modella negli anni Sessanta, habituée della Factory di Andy Warhol, cantante del gruppo musicale Velvet Underground e musa di Lou Reed, che nell'ultima parte della sua vita intraprende la carriera di solista girando per l'Europa e interpretando i suoi brani con una band inglese. Il film, ambientato tra Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, nella campagna polacca e il litorale romano, racconta gli ultimi tour di Nico e della band negli anni Ottanta: anni in cui la "sacerdotessa delle tenebre", così veniva chiamata, ritrova sé stessa, liberandosi del peso della sua bellezza e ricostruendo un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. È la storia di una rinascita, di un'artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona.

Note. Ambientato tra Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, nella campagna polacca e sul litorale romano, è un road-movie dedicato all’ultimo periodo della carriera e della vita di Nico, già icona per Andy Warhol, membro dei Velvet Underground, autrice di colonne sonore per Louis Garrel. Negli anni ’80 si ripuliva dall’eroina, ricostruiva il rapporto con il figlio (avuto da Alain Delon), partiva in tour europeo trovando poco pubblico (ipse dixit, era molto selettiva…), esibendosi perfino al pianobar di hotel (Anzio), ma perfezionando la cifra della sua poetica d’artista, senza infingimenti, eterodirezioni, prevaricazioni. E, soprattutto, senza più sottostare alle regole impostele dalla sua bellezza di 25enne bionda, magra, strafiga.
A quasi 50 anni era mora, in carne, ed era questo una promessa di felicità.
Susanna Nicchiarelli firma il suo film migliore: solido, empatico, sensibile, totalmente issato su e devoto alla straordinaria attrice – e cantautrice – danese Trine Dyrholm, senza cui il film semplicemente non esisterebbe.
È da premio, Trine, per come si impossessa senza sforzo di corpo e memoria di Nico, conferendole autenticità e nerbo senza sforzo apparente. Bene anche gli altri interpreti, indovinati nei volti- a partire dalle donne – e nei modi: su tutti, John Gordon Sinclair, nei panni del manager Richard, ma non sono da meno Sandor Funtek (il figlio Ari) e Annamaria Marinca (La violinista Sylvia), e pure il nostro Thomas Trabacchi.

 

scheda

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GLI SDRAIATI di Francesca Archibugi con Claudio Bisio

in sala da giovedì 30 novembre 2017


Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti che si scontrano all'interno di un appartamento a Milano. Giorgio è un giornalista di successo, celebre volto di un programma televisivo, stimato da colleghi e circondato da amici. Solo la sua ex moglie non gli rivolge parola e suo figlio si limita a farlo il minimo indispensabile. Tito, d'altronde, è un adolescente e in quanto tale è mosso da un insieme di emozioni complesse che non si preoccupa di articolare o esprimere, soprattutto a suo padre. È pigro come solo un adolescente può essere. Giorgio fa il possibile per cercare di capirlo. Il suo sogno è portarlo sul Colle della Nasca, per la vendemmia, ma lui non ne vuole sapere. Tito si sente soffocato dalle attenzioni di suo padre e preferisce passare tutto il giorno con il suo gruppo di amici, mangiando, parlando di niente e giocando ai videogiochi. Finché un giorno, senza preavviso, comunica a suo padre che l'avrebbe raggiunto in Liguria per la vendemmia. Dopo una serie di incidenti e malintesi, alla fine, in qualche modo padre e figlio troveranno il modo di comunicare... o almeno ci proveranno.

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lunedì 5 febbraio 2018_spettacoli ore 18.20 e ore 21.00
ultimo appuntamento
DISCONNECT un film di Henry Alex Rubin


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nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18
organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
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SINOSSI. Un poliziotto vedovo si converte a detective privato
per avere più tempo per il figlio, un bulletto che, tramite un
falso profilo di facebook, gioca con i sentimenti di un
coetaneo più introverso. Un avvocato di grido non può
staccare occhi e orecchie dal telefono, nemmeno a cena, e
non vede quel che accade in casa sua, ai suoi figli. Una
produttrice televisiva intravede lo strumento per
confezionare un reportage di successo in un ragazzo che si
vende sulle videochat hard insieme ad altri minorenni.
Un'altra donna, reduce da un lutto profondo, cerca conforto
presso uno sconosciuto on line, mentre il marito accumula
debiti. Immerse nel virtuale, sconnesse l'una rispetto
all'altra, le vite di queste persone vengono brutalmente
sconvolte dalla realtà e intrecciate tra loro dal destino.

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lunedì 29 gen 2018
UN BACIO un film di Ivan Cotroneo
spettacoli ore 18.20 e ore 21.00

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nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18
organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
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PROSSIMO APPUNTAMENTO lunedì 5 feb 2018
DISCONNECT di Henri Alex Rubin - programma rassegna
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sinossi. Lorenzo, Blu e Antonio hanno molte cose in comune: hanno sedici anni, frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est, hanno ciascuno una famiglia che li ama. E tutti e tre, anche se per motivi differenti, finiscono col venire isolati dagli altri coetanei. La loro nuova amicizia li aiuta a resistere, fino a quando le meccaniche dell'attrazione e la paura del giudizio altrui non li colgono impreparati...

Lorenzo: "Io non la faccio la loro fine... io ho tanti buoni motivi per vivere"Blu: "E se arrivato a quarant'anni non hai amici... be', datti da fare. Perché sono loro che ti salvano, loro e basta"Blu: "Devi raccontarla questa storia, devi raccontare quello che ci è successo. Ma soprattutto devi raccontare che non doveva andare così. Non doveva andare per forza cosi. Che poteva essere tutto diverso, potevamo essere diversi noi. Potevamo essere più bravi, più forti. Questo devi raccontare un giorno."


Critica. "Prima si detestano e poi si adorano i tre adolescenti diversamente borderline di un liceo del nord-est. Lorenzo ("il frocio") è gay e spavaldo, Blu ("la troia") è audace e trasgressiva e Antonio ("l'idiota") riservato e insicuro: pur con famiglie attente e affettuose i tre sedicenni hanno il talento di farsi isolare dai coetanei ma - si sa - l'unione di debolezze può attutire il colpo e la loro amicizia in qualche modo li aiuta in un cammino di formazione per nulla semplice. Ispirato al racconto omonimo (Bompiani) dello stesso autore,'Un bacio' rileva e rivela i tumulti più acuti del nostro vivere e ci (ri)porta con passione e tenerezza laddove tutti abbiamo sofferto le pene dell'inferno. Piccolo film personale, appassionato e dal timbro assai riconoscibile nello sguardo di un autore versatile e coraggioso." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 31 marzo 2016)

"Uno studio di caratteri, un'analisi attenta e forse anche sottile delle reazioni di sedicenni proprio nel momento della loro crescita. Con la possibilità di animarvi attorno altri personaggi, altri caratteri, arrivando alla proposta di un coro abilmente costruito per ridarci un ritratto preciso e sincero dei sedicenni di oggi, visti sui banchi di un liceo e poi in casa con le loro famiglie, in sintonia con alcune, in polemica con altre. Dominano questo coro, tre interpreti quasi esordienti per quel che riguarda il cinema: l'italoaustriaco Rimau G. Ritzberger, nelle vesti da protagonista del fiero e un po' narcisista Lorenzo, Leonardo Pazzagli, il solitario Antonio, Valentina Romani, l'amica comprensiva di entrambi. Bella la colonna sonora con canzoni note a tutti i giovani e le calde, suggestive immagini firmate dal migliore autore della fotografia che abbia il nostro cinema, Luca Bigazzi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 marzo 2016)

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lunedì 22 gen 2018
GRAND BUDAPEST HOTEL un film di Wes Anderson
spettacoli ore 18.20 e ore 21.00

trailer


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nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18
organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
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PROSSIMO APPUNTAMENTO lunedì 29 gen 2018
UN BACIO di Ivan Cotroneo - programma rassegna
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GRAND BUDAPEST HOTEL
“Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità.”
Attori: Ralph Fiennes, Bill Murray, Saoirse Ronan, Tony Revolori, Jude Law, Willem Dafoe, Adrien Brody, Léa Seydoux, Edward Norton.
Sceneggiatura: Wes Anderson - Fotografia: Robert D. Yeoman
Durata: 99’- Anno: 2014- Genere: Commedia

SINOSSI. Una ragazza depone una chiave di una stanza d'hotel ai piedi del busto dedicato a uno scrittore scomparso. Lo stesso scrittore racconta delle origini del suo romanzo. Un uomo oramai anziano e stanco racconta in un albergo semideserto ad un giovane scrittore la storia di Gustave H., il leggendario concierge del Grand Budapest Hotel, e del suo giovane protetto Zero, alle prese con il furto e il recupero di un dipinto rinascimentale inestimabile e la battaglia per un enorme patrimonio di famiglia.

NOTE. La costruzione è a scatole cinesi: The Grand Budapest Hotel è un film nel quale uno scrittore racconta di come il suo romanzo (il suo racconto) sia nato dal racconto orale di uno dei protagonisti delle vicende, Zero, a sua volta depositario dei
racconti del concierge M. Gustave.
E nella più piccola e profonda di queste scatole c’è il senso di questo raccontare, simboleggiato dal personaggio di Ralph Fiennes: un uomo a suo modo gaudente ma non decadente, un esteta amante del bello soprattutto quando è funzionale, eccentrico ma sempre inflessibile, impegnato a combattere a colpi di educazione, amore, e profondissime dignità e dedizione (tanto professionali quanto umane) le barbarie e le cattiverie del mondo e dei suoi abitanti.
Così come l’albergo che dirige e amministra, M.Gustave è un angolo di soave e confortevole distacco dal caos che lo circonda, capace di contagiare chiunque (o quasi) con la sua irreprensibile e composta cortesia.
Una figura fuori dal tempo, dal nostro ma perfino dal suo, intrisa della stessa malinconia del film che lo racconta, perché inevitabilmente destinata al decadimento e alla rovina, a soccombere al brutto e al grigiore, all’aridità degli uomini e ai loro egoismi.
La placida e determinata battaglia di M. Gustave non è però inutile, sebbene perdente: perché la sua eredità continuerà a vivere in Zero Moustafa. Nei suoi ricordi, in quell’amore che il concierge stesso ha benedetto tra il suo giovane fattorino e una bella pasticciera, fondamentale alla risoluzione dell’intreccio giallo e avventuroso che infiocchetta la sua storia.
E se anche quell’amore, con amaro realismo, Anderson lo racconta come spezzato dalla vita, il virus benigno di M.Gustave, malinconico ma determinato, non si arresta. Continua il suo contagio tramite il racconto, passando dalla memoria e dalle parole di Zero Moustafa alla vita a quelle di un giovane scrittore che a sua volta le racconterà in quel libro che Anderson racconta a noi sotto forma di film.
Perché in fondo, da sempre, è questo fa Wes Anderson, questo per lui è il cinema e il suo messaggio: il racconto malinconico e suadente della possibilità del bello e dell’amore, della dignità e dell'eccentricità in un mondo (cinematografico e non) sempre più barbaro, grigio ed egoista. (Federico Gironi – Comingsoon.it)

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WELCOME di Philippe Lioret lunedì 15 gennaio 2018

spettacoli ore 18.20 e ore 21.00

nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18
organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
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PROSSIMO APPUNTAMENTO lunedì 22 gen 2018
GRAND BUDAPEST HOTEL di Wes Anderson
programma rassegna

WELCOME diretto da Philippe Lioret
con Vincent Lindon - Simon, Firat Ayverdi - Bilal, Audrey Dana - Marion, Derya Ayverdi - Mina - Durata: 110'

SINOSSI. Bilal, un ragazzo curdo di 17 anni, lascia l'Iraq per ritrovare la sua fidanzata emigrata con la sua famiglia a Londra. Il viaggio attraverso l'Europa e la sosta in Francia saranno tutt'altro che semplici e di breve durata.

CRITICA. “Welcome” racconta il dramma dei rifugiati, per lo più afgani, che si ritrovano nella cosiddetta “giungla di Calais”. All'epoca dell'uscita nelle sale nel 2009 ha suscitato in Francia moltissime polemiche. Nel mirino, l’articolo L622/1 della legge sull’immigrazione voluta da Nicolas Sarkozy, che punisce con cinque anni di reclusione i cittadini francesi che aiutano i clandestini, come quelli della “giungla” di Calais. Sul banco degli imputati sono finite pure l’organizzazione umanitaria Emmaus fondata dall’abbé Pierre e una casalinga 59enne rea di aver ricaricato il cellulare di alcuni irregolari. “Quello che accade oggi a Calais ricorda ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca: aiutare un clandestino è come aver nascosto un ebreo nel ’43, vuol dire rischiare il carcere” ha commentato Lioret subito dopo l’uscita del film nelle sale francesi, scatenando una violenta polemica a cui ha risposto lo stesso ministro dell’immigrazione Eric Bresson, definendo improprio il paragone. Non è si fatta attendere la controreplica del regista che dalle pagine di “Le monde” ha confermato la sua posizione. “Non voglio mettere in parallelo la Shoa con le persecuzioni di cui sono vittime gli immigrati di Calais e i volontari che tentano di aiutarli- ha detto- bensì i rispettivi meccanismi repressivi che stranamente si somigliano”.
Al di là delle polemiche “Welcome” è un film bello ed emozionante, che racconta con estrema semplicità l’incontro tra due persone diverse che non riescono a rassegnarsi alle ingiustizie e ad accettare il fallimento. “Simon come tutti noi è una persona ben lontana dall’essere perfetta - sottolinea Lioret - all’inizio non è interessato ai problemi degli immigrati di Calais. Quando incontra Bilal lo aiuta per motivi sbagliati, ossia per far impressione su Marion, da cui si sta separando. Poi le cose gli sfuggono di mano: aiutare un immigrato è un reato punibile dalla legge, ma la cosa va avanti, è sempre più coinvolto nella vicenda di Bilal, di cui capisce la profonda ingiustizia. Entrambi stanno lottando per salvare il loro amore e la loro storia può riassumersi come quella di due destini contro l’assurdità del mondo”.
Il progetto è stato portato avanti con un lungo lavoro sul campo, coadiuvato dalle organizzazioni no profit impegnate a Calais. “Abbiamo seguito i volontari venendo a contatto con i rifugiati. Quello che ci ha sorpreso di più è stata l’età: il più vecchio aveva 25 anni - ha detto il regista -. ... abbiamo saputo che molti, come tentativo estremo, provano ad attraversa la Manica a nuoto. Mentre tornavamo a Parigi, le nostre menti erano così prese che in macchina non abbiamo scambiato una parola”. La causa è stata sposata subito anche da Vincent Lindon. “Spero che le cose cambino in Francia- ha detto-. Non ho mai fatto un film per ragioni politiche ma se questa legge cambiasse anche grazie a Welcome sarebbe davvero un motivo d’orgoglio”.
"Difficile trovare titolo più ironico e amaro per un film secco ed efficace come pochi, che concentra una tragedia dei nostri giorni in un pugno di figure e conflitti tanto essenziali da togliere davvero, rieccoci, il respiro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 dicembre 2009)
"regia sapiente e profonda di Philippe Lioret, interpretazione come sopra di Vincent Lindon. Faccia storta e schiena dritta, icona di dolce forza e sensibile fragilità. Una storia d'amore, ma anche politica, sentimentale e militante. Attraverso un'avventura ai confini della realtà, ma neanche tanto visto che un tentativo di traversata è avvenuto, entriamo nella selva di pregiudizi scivolosi e rabbia repressa, di una legge che, come dice lo stesso Lindon, rende reato «lo stare su questo mondo, ma su altri confini rispetto a quelli in cui sei nato, e l'aiutare chi è in difficoltà». E già, perché a Calais se ospiti o sfami un clandestino, puoi pagare 30mila euro di sanzione e andare in carcere anche per cinque anni. Welcome dice tutto questo, e anche molto di più. Perché di Calais, nel nostro paese, ce ne sono tante, troppe." (Manlio Dolinar, 'Liberazione', 10 febbraio 2009)

 

 

 

SUFFRAGETTE/CINEFORUM 17/18

lunedì 8 gennaio 2018 ore 18.20 e ore 21.00
per questo appuntamento sono previsti due spettacoli:ore 18.20; ore 21.00
nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18

organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
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PROSSIMO APPUNTAMENTO lunedì 15 gennaio"WELCOME" di Philippe Lioret
programma rassegna

SUFFRAGETTE diretto da Sarah Gavron
con Helena Bonham Carter, Carey Mulligan, Meryl Streep
Durata: 106'
SINOSSI. La storia delle militanti del primissimo movimento femminista, donne costrette ad agire clandestinamente in uno Stato sempre più brutale. In lotta per il riconoscimento del diritto di voto, molte sono donne che appartengono alle classi colte e benestanti e tra loro alcune lavorano, ma sono tutte costrette a constatare che la protesta pacifica non porta ad alcun risultato. Radicalizzando i loro metodi e facendo ricorso alla violenza come unica via verso il cambiamento, queste donne sono disposte a perdere tutto nella loro battaglia per l'eguaglianza: il lavoro, la famiglia, i figli e la vita. Un tempo anche Maud, giovane donna dell'East End londinese, è stata una di queste militanti. Questa è la storia della sua lotta, insieme alle altre Suffragette, per conquistare la loro dignità.

CRITICA. "Una storia poco nota di lotta e di dolore. Ecco le bellicose suffragette inglesi, così diverse dalle timorate cugine Usa. Londra primo '900, si rievocano figure come Emily Wilding Davison, prima martire della causa, e la leader Emmeline Pankhurst (Meryl Streep), che meriterebbe un film a sé. Al centro l'immaginaria Maud (Carey Mulligan), lavandaia sposata a un dipendente della stessa enorme tintoria (uno dei punti di forza del film, più a fuoco nello sfondo che nel racconto). Sottolineando la natura interclassista di questo movimento che non esitava a incendiare edifici (vuoti) e cassette postali per vincere indifferenza e censura. Difficile non essere emotivi con una materia simile, e il film non risparmia le scene forti. Tra le cose belle di questo film diseguale ci sono le immagini d'archivio dei solenni funerali con cui Londra salutò l'attivista morta 'in diretta' all'ippodromo di Epsom, sotto l'occhio delle cineprese di tutto il mondo." (F. Ferzetti, 'Il Messaggero')

NOTE. Il termine, usato fino a pochi anni fa in senso deteriore, si riferisce alle donne che, in Inghilterra si batterono per il diritto al voto, in favore della popolazione femminile. Il movimento delle suffragette costituì un momento della lotta più generale per l’emancipazione della donna, benché, già dal 1838, la Corte dei Diritti e della Libertà avesse previsto, in Gran Bretagna, il voto femminile di cui fu appassionato sostenitore il Primo Ministro della regina e poi imperatrice Vittoria, Lord Beaconsfield (Benjamin Disraeli). Ma fu, nel 1865, con l’elezione in Parlamento di John Stuart Mill, favorevole al voto femminile che sorsero numerose associazioni di Suffragette. Nel 1869 le donne furono ammesse a votare per i consigli municipali e, in un secondo tempo, nel 1880, per quelli di contea. Emmeline Parkhurst, femminista da sempre, nel 1903, fondò, con le figlie Christabel e Sylvia, l’”Unione sociale e politica femminile” che conobbe un notevole sviluppo nel 1906 con l’avvento al potere del partito liberale. Si cominciarono a organizzare cortei, comizi e manifestazioni di propaganda in tutta l’Inghilterra. L’opposizione al movimento di Lord Herbert Henry, Primo Ministro dal 1908 al 1916, provocò agitazioni violente da parte della polizia. Furono così effettuati numerosi arresti di donne che volevano continuare a manifestare liberamente e che reagirono, provocando attentati. Fu il più brutto momento per le Suffragette. Emmeline Parkhurst, le sue due figlie Christabel e Sylvia e Flora Dummond, (praticamente la testa del Movimento), vennero arrestate, processate e condannate. Quando furono liberate si diedero (soprattutto la Parkhurst) alla clandestinità, pur continuando a dirigere l’Unione.
Le donne inglesi continuarono così la loro lotta vivendo una situazione sempre più tragica. Venivano cacciate di casa dai loro mariti che impedivano loro di vedere i figli (la potestà genitoriale era riconosciuta solo all’uomo) e, se arrestate e iniziavano lo sciopero della fame, venivano nutrite in modo violento dentro camicie di forza in uso ai malati mentali. Queste donne che lottavano per un diritto di tutte, spesso avevano contro le altre donne che non capivano o non volevano capire, schiave o, comunque, costrette da una società maschile che poteva accampare, su di loro, ogni specie di diritto. Esistevano anche altre donne, soprattutto nell’alta società, come Violet Asquit, figlia del Primo Ministro che aveva una profonda antipatia per le Suffragette e le loro rivendicazioni. Man mano che la situazione si faceva sempre più esplosiva, il governo inglese cominciò a comprendere quanto fosse necessario evitare che il movimento avesse una vittima. Eppure una donna morì per il Movimento, davanti a tutta l’Inghilterra, il 4 giugno 1913 durante il Derby di Epsom. Era Emily Wilding Davison. La notizia, in breve tempo, si sparse in tutto il mondo che cominciò ad avere moti sentiti di solidarietà per queste donne che volevano solo veder riconosciuto un loro diritto. Poi arrivò la Prima Guerra Mondiale e per quattro anni non si parlò più di suffragio universale femminile. Nel 1918 con la fine della guerra e la vittoria il voto alle donne venne finalmente riconosciuto, come diritto, dal Parlamento inglese, limitato però a mogli di capifamiglia e che avessero almeno 30 anni. Nel 1925 il Parlamento anglosassone riconobbe parità di diritti a entrambi i genitori nei confronti dei figli. Nel 1928 il suffragio venne esteso a tutte le donne

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TUTTO QUELLO CHE VUOI / CINEFORUM 17/18


lunedì 11 dicembre 2017 ore 18.20 e ore 21.00
per questo appuntamento sono previsti due spettacoli:ore 18.20; ore 21.00
nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18

organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
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IL PROSSIMO APPUNTAMENTO CON IL FILM "DISCONNECT" PREVISTO PER IL 18 DICEMBRE VERRA' SPOSTATO ALLA FINE DELLA RASSEGNA LUNEDì 5 FEBBRAIO.
programma rassegna


SINOSSI. Alessandro ha 22 anni, ed è un trasteverino ignorante e turbolento; Giorgio di anni ne ha 85 ed è un poeta dimenticato. I due vivono a pochi passi l'uno dall'altro, ma non si sono mai incontrati, finché Alessandro accetta suo malgrado un lavoro come accompagnatore di quell'elegante signore in passeggiate pomeridiane. Col passare dei giorni dalla mente un po' smarrita dell'anziano poeta e dai suoi versi, affiora progressivamente un ricordo del suo passato più lontano: tracce per una vera e propria caccia al tesoro. Seguendole, Alessandro si avventurerà insieme a Giorgio in un viaggio alla scoperta di quella ricchezza nascosta e di quella celata nel suo stesso cuore.

NOTE.
"La regia dell'eccellente sceneggiatore Bruni è semplicemente strepitosa. C'è tutto: avventura (...), humour linguistico (...), speranza (...), amore (...). Bruni è ossessionato dai tempi dell'esordio registico 'Scialla!' circa la costruzione di un ponte comunicativo tra vecchie generazioni e giovani italiani vittime di questo ventennio disgustoso. La soluzione è Giorgio e quindi Giuliano Montaldo. Un regista, attore, icona e simbolo di quanto eravamo belli, dignitosi, ricchi. Che film. Che poesia."

"A mezza via tra commedia e dramma, Francesco Bruni riesce a trovare ancora l'intonazione giusta. Un piacevole viaggio nella terza età e nel disagio giovanile, raccontato con sensibilità, tenerezza e una buona dose di umorismo."

"Francesco Bruni narra un incontro quasi impossibile e un viaggio alla ricerca della vera ricchezza. Un film sulla memoria, quella che si sgretola e quella che va ripescata in fondo a un lago, sulla bellezza della poesia e sulle relazioni umane. Un film che guarda oltre lo stretto orizzonte di tanto cinema italiano."

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IL DIRITTO DI CONTARE / CINEFORUM 17/18
lunedì 4 dicembre 2017 ore 18.20 e ore 21.00
per questo appuntamento sono previsti due spettacoli:ore 18.20; ore 21.00
nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18

organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore“Salvatore Trinchese” di Martano

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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €

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prossimo appuntamento lunedì 11 dicembre 2017 TUTTO QUELLO CHE VUOI  di Francesco Bruni
programma rassegna

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IL DIRITTO DI CONTARE di Theodore Melfi (durata 127')

L'incredibile storia, mai raccontata, di Katherine G. Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afro-americane che hanno lavorato alla NASA e che hanno collaborato a una delle più grandi operazioni della storia: il lancio in orbita dell'astronauta John Glenn, un risultato sorprendente che ha riportato fiducia alla nazione statunitense e ha segnato una svolta nella corsa verso la conquista dello spazio, galvanizzando il mondo intero. Un trio visionario che ha attraversato tutte le barriere di genere e razza ispirando le future generazioni a sognare in grande.

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OGNI TUO RESPIRO (Breathe) un film di Andy Serkis
in programmazione da giovedì 23 novembre 2017



in collaborazione con IO POSSO
nella settimana di programmazione il film sarà preceduto dal cortometraggio:
Gaetano, il mare e la SLA: il progetto "Io Posso"
realizzato da Nicola Gennari Storyteller
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giovedì 23.11.'17 OGNI TUO RESPIRO ore 21.00
venerdì 24.11.'17 SALA RISERVATA
sabato 25.11.'17 OGNI TUO RESPIRO ore 17.00; 19.00; 21.00
domenica 26.11.'17 OGNI TUO RESPIRO ore 17.00; 19.00; 21.00
LUNEDÌ 27.11.2017 CINEFORUM 17/18 - IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE - ORE 18.20; ORE 21.00
martedì 28.11.'17 OGNI TUO RESPIRO ore 21.00
mercoledì 29.11.'17 OGNI TUO RESPIRO ore 21.00
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Sinossi. Andy Serkis (The War - Il pianeta delle scimmie, Star Wars: Il risveglio della Forza) esordisce dietro la macchina da presa con il lungometraggio OGNI TUO RESPIRO. Basato su una sceneggiatura dell'autore due volte candidato agli Oscar William Nicholson (Everest, Les Misérables e Il gladiatore), OGNI TUO RESPIRO è la vera storia di un amore senza confini di grande ispirazione per tutti.
L'avventuroso e carismatico Robin Cavendish (Andrew Garfield - La battaglia di Hacksaw Ridge, Silence) ha tutta la vita davanti quando si ritrova paralizzato a causa della poliomielite che contrae mentre è in Africa. Contro il parere di tutti, sua moglie Diana (Claire Foy - vincitrice di un Golden Globe per la serie The Crown e Anna Bolena nella miniserie Wolf Hall) lo fa dimettere dall'ospedale e lo porta a casa dove la sua dedizione e la sua intelligente determinazione trascendono la disabilità. Insieme, si rifiutano di diventare prigionieri della sofferenza di Robin e incantano gli altri con il loro umorismo, il loro coraggio e la loro sete di vita. OGNI TUO RESPIRO è una commovente celebrazione del coraggio e delle possibilità dell'essere umano che scalda il cuore, una storia d'amore che insegna a vivere ogni respiro come se fosse l'ultimo.
Ispirato alla vera storia dei genitori del produttore Jonathan Cavendish, OGNI TUO RESPIRO mostra come il modo in cui Robin ha affrontato la sua malattia, reagendo al suo destino, ha avuto un enorme impatto sulla mobilità e l'accesso dei disabili.
Il gruppo degli attori non protagonisti comprende Hugh Bonneville (Paddington, la serie Downton Abbey) e Tom Hollander (Jungle Book: Origins, la serie The Night Manager) nei panni dei devoti amici d'infanzia di Robin. Stephen Mangan (Rush) e la leggendaria attrice Dame Diana Rigg (la serie Trono di spade) completano il cast accompagnati dalla colonna sonora dell'acclamato compositore Nitin Sawhney. 
Il film è prodotto da Jonathan Cavendish (Il diario di Bridget Jones) per The Imaginarium. I finanziamenti provengono da Silver Reel, BBC Films e il British Film Institute, tramite Embankment Films.
Nel 1957, Robin Cavendish, un prestante e carismatico giovanotto inglese, incontra una splendida donna di nome Diana Blacker e nel giro di breve tempo decide di sposarla. Insieme alla moglie si trasferisce in Kenya, dove lavora come intermediario nel commercio del tè. Ma nel giro di pochi mesi viene colpito dalla poliomielite, che lo lascia completamente paralizzato dal collo in giù e dipendente da un respiratore artificiale.
Ma Robin desidera più di qualsiasi altra cosa vivere nel mondo anziché in un letto d'ospedale e Diana è fermamente determinata ad aiutarlo a realizzare il suo sogno. Contro il parere di tutto il personale medico, Robin lascia l'ospedale e riesce a riconquistare una certa autonomia grazie a una straordinaria sedia a rotelle collegata a un respiratore, progettata e realizzata da un suo amico, il Professor Teddy Hall.
Già solo compiendo quest'atto di sfida, Robin diventa già un pioniere, ma è soltanto l'inizio di una lunga crociata in difesa di altre persone gravemente disabili che hanno come lui il diritto di beneficiare di quel grado di mobilità per cui ha tanto lottato. Spiazzando i medici specialisti solo con la sua sopravvivenza, Robin lotta instancabilmente per tutelare i diritti dei disabili, con l'amata moglie Diana sempre al suo fianco.
OGNI TUO RESPIRO è una tenera storia d'amore di due persone forti e piene di risorse la cui esistenza subisce una improvvisa battuta d'arresto a causa di una devastante tragedia, ma che insieme scelgono di lottare per riprendere una vita piena di significato, amore, serenità e gioia.

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VASCO MODENA PARK – IL FILM

in programmazione
venerdì 1 dicembre ore 21.00; martedì 5 dicembre ore 21.00

biglietto unico € 10,00

in prevendita acquistando 5 biglietti ne paghi solo 4 (uno in omaggio)

al cinema la versione inedita dell’evento che il 1° luglio a Modena ha visto Vasco protagonista assoluto assieme ai 220.000 spettatori accorsi da ogni parte per partecipare alla “festa epocale” dei suoi primi 40 anni “dal fronte del palco”. Duecentoventimila voci al cielo, ventisette telecamere, massima attenzione alla resa sonora, un montaggio al cardiopalma. Il film diretto da Giuseppe Domingo Romano è arricchito da preziosi materiali inediti e dalle riflessioni dello stesso Vasco, che si trasformerà in un Caronte capace di trasportare i fan a esplorare gli spartiti della sua vita. Oltre due ore di rock e di energia pura, per rivivere un momento unico da ascoltare, un’avventura epica da guardare, una grande festa da…cantare – e perché no ballare – ancora una volta tutti insieme. Ma questa volta al cinema!  


NOTE TECNICHE
Team Regia composto da oltre 100 persone e 27 telecamere (in 4-5-6-K puntate su palco e pubblico) e 35 linee di montaggio in synch per 03:37 minuti.  Secondi per numero solo al tour Live in Paris degli U2. Durante il live, sono state proiettate sui megaschermi 40 video scenografie originali realizzate ad hoc per accompagnare le canzoni della scaletta, proiettate in 6K su una superficie di 2.500 mq culminati nei 500 videomessaggi proiettati durante la performance di Vivere, che rivivrà anche su grande schermo.Accanto alle riprese digitali, sono state realizzate delle riprese in 35mm per realizzare una traccia analogica di questo grande evento esattamente come è successo da sempre nella storia recente. Grazie a una macchina da presa Arri 435, (la stessa usata in tanti film dal direttore della fotografia premio Oscar Vittorio Storaro), sono state realizzate delle riprese a spalla durante la performance di Sally e Un senso.
VASCO MODENA PARK – IL FILM 
è prodotto da GIAMAICA con la collaborazione di EXCEPTe distribuito al cinema da QMI Stardust in collaborazione con Universal Music.
Durata: 157 minuti
Produttore Esecutivo | Maurizio VassalloRegia - Direzione Creativa | Giuseppedomingo Romano - PEPSY ROMANOFFArt Direction - Motion Design | Rocco Pezzella - Ok RoccoDirettore della Fotografia | Emanuele CerriCoordinatore Tecnico Digital Cinema - Live Broadcast – Dvd | Davide Furlan per The Alliance

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IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE da CINEFORUM 17/18

lunedì 27 novembre 2017 ore 18.20 e ore 21.00

per questo appuntamento sono previsti due spettacoli:
ore 18.20; ore 21.00

nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18 organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
INGRESSO INTERA RASSEGNA 25 €
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prossimo appuntamento lunedì 4 dicembre 2017
IL DIRITTO DI CONTARE di Theodore Melfi

programma rassegna
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IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini (durata 115')

"Soldini e il coraggio di un cinema che va oltre le apparenze, che sceglie di raccontare una favola nella tempesta di ogni giorno. L’amore impossibile supera le barriere, e abbraccia il diverso riscrivendo le regole della quotidianità. Bisogna cogliere ogni attimo, prima che fugga nel vento. La felicità è un sistema complesso, a volte indecifrabile. La cecità è un handicap, ma non una condanna. Si può continuare a vivere anche senza distinguere il blu dal rosso, il mare da una montagna. Ne Il colore nascosto delle cose vince il coraggio di un cinema che va oltre le apparenze, che sceglie di raccontare una favola nella tempesta di ogni giorno." Gian Luca Pisacane (cinematografo.it)

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scheda

Sinossi. Teo è un uomo in fuga. Dal suo passato, dalla famiglia di origine, dai letti delle donne con cui passa la notte e da cui scivola fuori alle prime luci del giorno, dalle responsabilità. Il lavoro è l'unica cosa che veramente ama, fa il "creativo" per un'agenzia pubblicitaria e non stacca mai, tablet e cellulari lo tengono in perenne e compulsiva connessione con il mondo. Emma ha perso la vista a sedici anni, ma non ha lasciato che la sua vita precipitasse nel buio. O meglio, l'ha riacchiappata al volo, ha fatto a pugni con il suo handicap e l'ha accettato con la consapevolezza che ogni giorno è una battaglia. Fa l'osteopata e gira per la città col suo bastone bianco, autonoma e decisa. Si è da poco separata dal marito e Teo, brillante e scanzonato, sembra la persona giusta con cui concedersi una distrazione. Per Teo invece, tutto nasce per gioco e per scommessa, Emma è diversa da tutte le donne incontrate finora ed è attratto e impaurito dal suo mondo. Una ventata di leggerezza li sorprende, ma quel galleggiare in allegria bruscamente finisce. Ognuno torna alla propria vita, ma niente sarà più come prima.

 

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domenica 19 novembre alle ore 21.00 il regista presenterà il film


LA VITA IN COMUNE regia di Edoardo Winspeare
in sala da giovedì 16 novembre 2017


Una favola dagli intenti morali, un’utopia di vita comune, il Sud Italia rappresentato da un punto di vista scanzonato, la Puglia di oggi raccontata come un micro-mondo in cui i banditi si aggirano in bicicletta e maschera da supereroe e si comportano come bambini pieni di incertezze, nell’attesa che un “padre buono” li riporti sulla retta via. Nel nuovo film di Edoardo Winspeare gli scontri politici dell’amministrazione comunale sono riverberi lontani di ideologie scolorite e il paese in cui gli uomini vivono è una terra “disperata” di nome e di fatto.

Trama. A Disperata, un piccolo paese del sud Italia dimenticato da Dio, il malinconico sindaco Filippo Pisanelli si sente terribilmente inadeguato al proprio compito. Solo l'amore per la poesia e la passione per le sue lezioni di letteratura ai detenuti gli fanno intravedere un po’di luce nella depressione generale. In carcere conosce Pati, un criminale di basso calibro del suo stesso paese. Il sogno di Pati e di suo fratello Angiolino era di diventare i boss del Capo di Leuca, ma l’incontro con l'arte cambia tutti, e così un’inconsueta amicizia tra i tre porterà ciascuno a compiere delle scelte coraggiose: i due ormai ex banditi subiranno una vera e propria conversione alla poesia e alla bellezza del Creato, mentre il sindaco troverà il coraggio per difendere delle idee, forse folli, ma per cui vale la pena battersi. La ricomparsa della foca monaca sarà il segno che qualcosa è cambiato. La vita del timido Filippo è ormai capovolta e lui ci si butta dentro con un tuffo, finalmente circondato non da paure ma da un silenzio pacifico. Questa inconsueta relazione non cambierà solo i tre amici bensì sarà anche foriera di una rinascita civile per la piccola comunità di Disperata.

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lunedì 6 novembre - SING STREET di John Carney


per questo appuntamento sono previsti due spettacoli:
ore 18.00; ore 21.00

nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18 organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
INGRESSO INTERA RASSEGNA 25 €
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NON C'È CAMPO di Federico Moccia in sala da mercoledì 01 dicembre2017

Girato interamente tra Lecce e Scorrano a fine primavera 2017.Tra i protagonisti Vanessa Incontrada e Gian Marco Tognazzi, con la partecipazione della cantante, anch’essa salentina, Elodie.Il film racconta la dipendenza da smartphone: un black out tecnologico obbliga una classe di liceali a riscoprire le relazioni senza filtri digitali

un black out tecnologico costringe un gruppo di ragazzi a «sopravvivere» senza connessione. Una costrizione che li obbliga a tornare a una comunicazione diretta, un inedito nella loro vita ormai piena di filtri digitali. «Il ritorno all’era pre-Internet è la sfida che devono affrontare i protagonisti del film — riprende Moccia —. Devono reimparare a stringere rapporti umani, a guardarsi negli occhi e a sostenere il peso di ciò che dicono, non più nascosti dietro quell’anonimato garantito dalla Rete che spesso fa sentire invincibili. L’incapacità di parlarsi, le paure e le fragilità dei ragazzi di oggi sono le stesse che vivevamo noi, solo che oggi hanno trovato una voce diversa per esprimersi, attraverso messaggini e Whatsapp. I ragazzi oggi hanno mutato modo di esprimersi, ma il contenuto dei loro vissuti non è cambiato. È come la formula delle addizioni: anche se cambiamo l’ordine degli addendi il risultato non cambia».

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ELIOWEEN

martedì 31 ottobre SUSPIRIA il capolavoro di Dario Argento

proiezioni ore 19.00; ore 21.00
biglietto intero 6 €
biglietto ridotto 4 € IN MASCHERA (> 60; < 10; universitari)
Estrazione vincitore dvd originale del film

A seguire 80’S new wave party - START 22:30 - Free entry

“Suspiria”, il capolavoro del maestro del brivido italiano Dario Argento, torna sul grande schermo, a 40 anni dalla prima uscita, restaurato in 4K partendo dal negativo, operazione che ha permesso di preservarne la qualità originale.

“Grazie a questa nuova versione restaurata in 4k, l’emozione sarà fortissima. Non vedo l’ora di vederlo in sala, col pubblico, con tutti i giovani che lo guarderanno per la prima volta... Oggi c’è ancora bisogno di aver paura al cinema, la paura è catartica, io lo so. Risveglia l’anima dello spettatore e colpisce il suo inconscio – dichiara Dario Argento –. La pratica del restauro nel cinema è molto importante per le nuove generazioni”. 

Il restauro è stato operato dal laboratorio tedesco TLEFilms Film Restoration & Preservation Services, partendo dalla pellicola originale. I 35 mm, danneggiati in varie parti da lacerazioni, graffi e macchie, sono stati attentamente corretti in maniera digitale. Il film è stato girato con negativi EastmanColor ed è stata l’ultima grande produzione di questo genere ad aver usato il processo “Technicolor Dye Transfer”. 
Tra le curiosità dell’operazione anche la creazione del font Suspiria da parte della società LVR Digital di Roma, che ha curato invece il rifacimento dei titoli. Dopo aver acquisito i fotogrammi originali dei titoli di testa del film è stato ricostruito, attraverso una tecnica di maschere grafiche, un alfabeto parziale. Successivamente, i titoli sono stati riscritti sul master restaurato andando a recuperare quelle posizioni originali volute dal regista.

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"La guerra dei cafoni" da CINEFORUM 17/18

lunedì 20 novembre 2017 ore 18.20 e ore 21.00



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per questo appuntamento sono previsti due spettacoli:
ore 18.20; ore 21.00

nell'ambito della rassegna CINEFORUM 17/18 organizzata in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
“Salvatore Trinchese” di Martano
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INGRESSO SINGOLO APPUNTAMENTO 3 €
INGRESSO INTERA RASSEGNA 25 €
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prossimo appuntamento lunedì 27 novembre 2017
IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini

programma rassegna
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il nuovo film di Davide Barletti e Lorenzo Conte, prodotto da Minimum Fax Media con Rai Cinema , Amedeo Pagani e col contributo della Direzione generale cinema del Ministero dei Beni Culturali e di Apulia Film Commission.

Il film s'ispira a un bellissimo libro dello scrittore tarantino Carlo D'Amicis ed è ambientato in un villaggio immaginario Torrematta ,che vede contrapposte due fazioni di adolescenti. Da un lato ci sono i cafoni, figli di contadini e pescatori, dall'altro i figli dei signori.
Siamo negli anni 70. Ci troviamo senz'altro di fronte a un affresco sociale ambientato in un sud Italia fantastico ed incontaminato, tra mare, spiagge deserte, trulli, case nobiliari abbandonate , boschi incantati.
A capo delle fazioni c'è, da un lato il bel Francisco e dall'altro davvero un brutto ceffo, Scaleno.

La guerra dura da sempre, ma quell'estate accade qualcosa , arriva CUGGINU , un nuovo alleato dei cafoni e Mela, una cafona che destabilizza il potere di Francisco. Ma proprio su Cugginu ci vorremmo soffermare un attimo, per sottolineare la magistrale interpretazione del giovane ANGELO PIGNATELLI di Gravina in Puglia, che si è cucito addosso il personaggio del cafone Cugginu, come una seconda pelle, rendendolo davvero credibile. 

Tra gli altri protagonisti ricordiamo i tanti giovani pugliesi, che hanno recitato ciascuno nel proprio dialetto...: tra i cafoni, Donato Patierno(Scaleno), Letizia Pia Cartolaro(Mela), Piero Dionisio, il già citato Angelo Pignatelli, Marco dell'Aglio, Pierpaolo Donno, Nicolò Grassi, Angelo Cucinelli, Leonardo Morello, Gaetano Fiore, Francesco De Taro,Luigi Indiveri. Per i signori: Pasquale Patruno( Francisco), Alice Azzariti( Sabrina), Kevin Magri',Pierluigi Elia, Angelo Corelli, Stefano Pellegrini, Davide Giarletti, Aleksander Di Tano, Pasquale Lepore, Domenico Lacriola, Mariano Barnaba' ed altri ancora. Non manca un piccolo cameo, Claudio Santamaria.

Il film è davvero un capolavoro . Facciamo i nostri complimenti a tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande questo film.

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WEEKEND di Andrew Haigh
in lingua originale sottotitolato
in sala da giovedì 31 marzo 2016
ingresso unico straordinario € 4,50

Weekend, il capolavoro di Andrew Haigh, appena giunto nelle sale italiane è stato investito prontamente dal bigottismo attraverso il giudizio della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI che ha definito il film “sconsigliato, non utilizzabile, scabroso” in quanto legato a due sole tematiche: droga e omosessualità. Un film che in realtà racconta una semplice storia d’amore, “un’onesta, intima, autentica storia d’amore” come la descrivono le parole del regista. Il problema non sta tanto nel giudizio in se stesso, quanto nel fatto che tale giudizio abbia influito sulla distribuzione di Weekend  relegato all'uscita in appena 10 sale.

Per quanto ci riguarda vogliamo sostenere, nel nostro piccolo, tale progetto promuovendo l'intera settimana di proiezione con un ingresso unico ridotto per tutti (€ 4,50).

Viva il Cinema!

Non è censura, ma ci si avvicina molto (Francesco Zaffarano | LA STAMPA)

“Sconsigliato, non utilizzabile, scabroso”... Weekend è tutto tranne questo. È, prima di ogni altra cosa, “un’onesta, intima e autentica storia d’amore” (...) Weekend è un film elegante che ti arriva dritto al cuore e che ti resta dentro a lungo, uno di quei film che ti fa comprendere - senza mai scendere nello scontato e nel déjà vu - quanto sia difficile amare in alcune circostanze. La cosa ‘scabrosa’ è non vederlo. Ve ne innamorerete. (Giuseppe Fantasia | L'Huffington Post)

Basta un weekend a innamorarsi? La risposta – questa sì, scabrosa – è che nei rari casi in cui si ha la fortuna di incrociare lo sguardo giusto, basta e avanza. E tornare alla vita di tutti i giorni, dopo un weekend così, non è mai facile (Claudia Catalli | WIRED.IT)

Trama. Russell conosce Glen in un locale e si risveglia al suo fianco la mattina dopo. Quella che sembra solo l’avventura di una notte si trasforma però in qualcosa di più: nell’arco del weekend i due arriveranno a condividere sentimenti, ricordi, paure e desideri, fino a scoprirsi all’inizio di un’imprevista e travolgente storia d’amore.

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sito Teodora

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TRUTH - Il prezzo della verità, di James Vanderbilt con Cate Blanchett Robert Redford
in sala da giovedì 17 a mercoledì 30 marzo 2016

"Un ritmo serrato, una storia vera che è bene diffondere, una sceneggiatura ardita e mai didascalica, la Blanchett incredibile."

"Un film raro che rispetta l'intelligenza dello spettatore, con una scrittura serrata ha la forza motrice di un grande pezzo di giornalismo come pochi se ne vedono in giro oramai".

"La frenesia di un action movie, con la verità di un documentario e la forza di una vicenda realmente accaduta".

Sinossi. Mary Mapes, giornalista e produttrice televisiva, per anni ha lavorato alla trasmissione della CBS "60 Minutes", al fianco del noto anchorman Dan Rather. Nel 2004, nel corso della trasmissione Rather rivela di essere in possesso di alcuni documenti che in seguito daranno vita al controverso caso noto come "Rathergate", sui presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per andare alla Guardia Nazionale anziché in Vietnam. Una storia non confermata che, a due mesi dalle elezioni presidenziali americane, ha provocato le dimissioni di Rather e il licenziamento di Mapes, portando tutta la CBS News a un passo dal collasso.

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FUOCOAMMARE di Gianfranco Rosi
in sala sino a mercoledì 16 marzo 2016

"...un cinema che si identifica per prima cosa in uno strumento di conoscenza e non di propaganda o di assoluzione e condanna." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 14 febbraio 2016)

"...108 minuti su due binari, da una parte la quiete antica degli isolani... dall'altra le ondate di migranti... la breve euforia dei sopravvissuti, le lacrime, la conta dei morti. Ma i piani, in modi curiosi e imprevedibili, si intrecciano." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 14 febbraio 2016)

"...Fuocoammare è una scommessa importante col nostro tempo e con la sua fragilità." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 14 febbraio 2016)

"...il film è molto più bello e forte di 'Sacro GRA', ha un senso di urgenza più alto, è - come dire? - un'opera indispensabile (...)." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 14 febbraio 2016)

ORSO D'ORO, PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA, AMNESTY INTERNATIONAL FILM PRIZE BERLINER, PREMIO DELLA GIURIA DEI LETTORI DEL "MORGENPOST" AL 66. FESTIVAL DI BERLINO (2016).

Sinossi. Gianfranco Rosi è andato a Lampedusa, nell'epicentro del clamore mediatico, per cercare, laddove sembrerebbe non esserci più, l'invisibile e le sue storie. Seguendo il suo metodo di totale immersione, Rosi si è trasferito per più di un anno sull'isola facendo esperienza di cosa vuol dire vivere sul confine più simbolico d'Europa raccontando i diversi destini di chi sull'isola ci abita da sempre, i lampedusani, e chi ci arriva per andare altrove, i migranti. Da questa immersione è nato il documentario che racconta la storia di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un'isola come le altre, è Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi.

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THE DANISH GIRL di Tom Hooper
in sala da giovedì 18 febbraio a mercoledì 2 marzo  2016
L'amore e l'arte per una nuova affermazione di sé. Grande cast e regia impeccabile di Tom Hooper.Prima di essere il ritratto, vero, della prima transgender della storia, The Danish Girl è uno dei racconti di amicizia più belli mai portati al cinema. Un’amicizia vera, profonda, inscalfibile.

Trama. Ispirato alla vera storia del pittore danese Einar Wegener e di sua moglie Gerda, di origine californiana e anche lei pittrice. In un freddo pomeriggio, mentre entrambi stanno dipingendo nel loro studio, Gerda chiede al marito di fare da modello indossando calze e scarpe da donna. "Certo", risponde lui. "Qualsiasi cosa". Ha inizio così una delle storie d'amore più appassionanti e insolite del XX secolo, che vedrà Wegener cambiare sesso e diventare "Lili Elbe"...

- IN CONCORSO ALLA 72. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2015),HA OTTENUTO IL PREMIO QUEER LION.
- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2016 PER: MIGLIOR ATTORE E ATTRICE (CATEGORIA FILM DRAMMATICO, EDDIE REDMAYNE E ALICIA VIKANDER) E COLONNA SONORA.
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2016 PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (EDDIE REDMAYNE), ATTRICE NON PROTAGONISTA (ALICIA VIKANDER), SCENOGRAFIA E COSTUMI.

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JOY di David O.Russell con Jennifer Lawrence
in sala da giovedì 11 febbraio 2016
"La vita è piena di sorprese. La sua essenza è proprio in ogni sorpresa". Tratto da una storia vera (durata 124')


Trama. La turbolenta storia di Joy Mangano e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall'adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni. Tradimento, inganno, perdita dell'innocenza e pene d'amore si intrecciano sia nella vita privata sia nell'ambito professionale, scontrandosi con un mondo del lavoro che non perdona. Gli alleati diventano nemici e i nemici diventano alleati, sia dentro che fuori la famiglia, ma il lato più intimo di Joy e la sua fervida immaginazione la aiutano a superare i problemi con cui si dovrà scontrare.

GOLDEN GLOBES 2016 A JENNIFER LAWRENCE COME MIGLIOR ATTRICE (CATEGORIA COMMEDIA/MUSICAL).
JENNIFER LAWRENCE CANDIDATA ALL'OSCAR 2016 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

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prossimamente

Una volta nella vita (Les héritiers) di Marie-Castille Mention-Schaar

Trama. Liceo Léon Blum di Créteil, città nella banlieue sud-est di Parigi: una scuola che è un incrocio esplosivo di etnie, confessioni religiose e conflitti sociali. La professoressa Anne Gueguen propone alla sua classe più problematica un progetto comune: partecipare a un concorso nazionale di storia dedicato alla Resistenza e alla Deportazione. Un incontro, quello con la memoria della Shoah, che cambierà per sempre la vita degli studenti. Basato su una storia vera.

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prossimamente in sala
Il figlio di Saul un film di László Nemes

"L'opera prima di Laszlo Nemes non fa prigionieri: l'Olocausto come non l'abbiamo mai visto"

Trama.1944. Nel campo di concentramento di Auschwitz, Saul Ausländer, prigioniero, è costretto a bruciare i corpi della propria gente nell'unità speciale Sonderkommando. Sente inevitabilmente il peso delle azioni che deve compiere, ma trova un modo per sopravvivere. Un giorno salva dalle fiamme il corpo di un giovane ragazzo che crede essere suo figlio e decide di cercare in tutto il campo un rabbino, che possa aiutarlo nel dargli una degna sepoltura.

- GRAND PRIX FESTIVAL DI CANNES (2015).
- GOLDEN GLOBE 2016 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2016 COME MIGLIOR FILM STRANIERO

"In Concorso a Cannes 2015, dove ha vinto il Grand Prix, l’esordio alla regia dell’ungherese Laszlo Nemes non fa prigionieri: Son of Saul, se un dio del cinema esiste, lo troveremo in palmares e per dirlo a festival appena iniziato ce ne vuole. Ma non è incoscienza, la nostra, o facile entusiasmo: già assistente del sommo Bela Tarr, Nemes riesce a ridare nuovo nitore all’Olocausto visto attraverso al cinema, e non è impresa da poco. Il formato dell’immagine è quasi quadrato, la macchina a mano tallona Saul nell’Inferno del campo, un Inferno che seguiamo attraverso i suoi occhi, con la (falsa) soggettiva della dannazione: non ci sono campi totali, solo inquadrature ravvicinate, forzatamente parziali, inconcludenti, “rumorose” – e infatti il lavoro sul sonoro è strepitoso. Ed è, tutto, documentato: Nemes, che ha avuto parte della famiglia assassinata ad Auschwitz e ha sempre trovato frustrante la miticizzazione insita nei film sui campi, ha trovato ispirazione in Requiem per un massacro di Elem Klimov (1985), soprattutto, ha adatatto e assemblato le testimonianze di veri membri dei Sonderkommando di Auschwit, Le voci sotto al cenere, conosciuti anche come i Rotoli di Auschwitz.Nella parabola di Saul, tra il caldo dei forni, il sudario del figlio, i seni dei cadaveri scorciati, le esecuzioni e la fabbrica dell’intesa estinzione di massa degli ebrei, intuiamo davvero, come forse mai prima, che cosa è stato l’Olocausto lì e allora, nella geometria della morte del campo: Son of Saul è uno zombie movie, ce lo dice che stiamo vedendo morti che camminano e altri che non camminano più, soprattutto, lo fa davvero senza mitizzare, senza falsa speranza, ma senza nichilismo, piuttosto con quella umanità intesa quale assenza. E’ un grande film, da premio e premio importante qui a Cannes, che rinnova la letteratura filmografica sul tema, riportandoci lì in carne, ossa e dolore dove tutto è iniziato. La fine dell’uomo, il carnefice, la vittima e chi sta in mezzo, il Sonderkommando, una vittima diversa. Non perdetelo." (Federico Pontiggia)

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in sala sino a mercoledì 27 gennaio 2016
CAROL un film di Todd Haynes

"film lussureggiante, ammaliante, raffinato"

"nel bellissimo 'Carol' di Todd Haynes tutto è giocato sul filo del segreto"

"una perfetta Cate Blanchett, una Rooney Mara che gareggia in bravura. Che bel melodramma, meravigliosamente recitato da due protagoniste in stato di grazia. Un film elegante, raffinato, intenso, che richiama la cinematografia d'epoca"

Trama. New York, anni Cinquanta. Carol Aird è una donna elegante, sofisticata e benestante, in trattativa con il marito per il divorzio e l'affidamento della figlia. Therese Belivet, invece, si sta affacciando nell'età adulta, indecisa sul percorso da intraprendere nella vita. Le due donne si incontrano per caso in un grande magazzino di Manhattan e da quel momento nasce un'amicizia molto speciale. Mentre le pratiche per il divorzio di Carol vanno avanti, lei e Therese partono per una viaggio nel cuore degli Stati Uniti. La magica atmosfera della vacanza farà nascere tra le due una intensa storia amorosa che porterà Carol a rischiare tutto quello che ha di più caro per combattere contro le convenzioni sociali che condannano il loro amore proibito...

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in sala dall'1 gennaio 2016

Il Piccolo Principe
tutti i grandi sono stati bambini una volta

Ed ecco il mio segreto.
È molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi.

Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell'aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l'aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell'aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l'aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

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"IO POSSO" e "2HE" sono lieti di invitarvi alla serata di

mercoledì 14 ottobre 2015_QUALCOSA DI BUONO_ingresso unico 4,50 €

 

"Abbiamo voluto una serata per raccontare l'attività estiva di Io Posso e rendicontare quanto fatto. A Calimera abbiamo messo la prima pietra del nostro percorso e ci sembra doveroso riportare i risultati raggiunti alla comunità che per prima ci ha sostenuto. Ne approfitteremo per lanciare i nuovi gadget/personaggi che ci faranno compagni nei nuovi progetti e per vedere insieme uno splendido film su malattia ed inclusione. Vi aspettiamo!"

QUALCOSA DI BUONO di George Wolfe

"abbracciare la sofferenza ed avere in cambio una grande forza d’animo"
“La bioetica dal punto di vista dell’esperienza e non dei divieti"

Trama. Kate, pianista di musica classica di successo, vede improvvisamente stravolta la sua vita perfetta dalla SLA, malattia devastante e incurabile. Insieme al marito Evan, Kate decide di prendere con sé un assistente a tempo pieno e la scelta cade su Bec, una studentessa di college e aspirante cantante rock che ha risposto all'annuncio pur non avendo la minima esperienza. Bec è confusionaria e incapace di creare stabili relazioni sentimentali e professionali, ma Kate, meticolosa e ostinata, vede qualcosa di speciale in lei e la sceglie come suo "angelo custode"...

 

locandina

scheda film

 

 

 

 

 

 

 

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in sala da giovedì 25 settembre 2014

 

Trama. Kiko (Mark Manaloto), sedici anni, ha perso il padre italiano in un incidente e vive con la madre filippina Marilou e il suo nuovo compagno Ennio (Giuseppe Fiorello), un caporale che sfrutta immigrati clandestini in cantieri edili. Ogni giorno dopo scuola Kiko è costretto a lavorare per Ennio. Sente di vivere nel pianeta sbagliato. C’è un solo posto dove è possibile sognare: un vecchio autobus abbandonato che il ragazzo ha trasformato nel suo rifugio. L’incontro con Ettore (Giorgio Colangeli), un vecchio amico del padre che si offre di aiutarlo negli studi, cambierà il suo destino. Quell’uomo, però, nasconde un segreto.

Come regista ha diretto "Tu devi essere il lupo" (nomination al David di Donatello e ai Nastri d'argento nel 2006), "Le ferie di Licu" (nomination ai Nastri d'argento 2007 come miglior documentario). Nel 2010 ha scritto con Emanuele Crialese la sceneggiatura del film Terraferma.

critica // scheda film


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