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rassegna

 

 

 


Lunedì 30 Maggio 2016 Ore 21.00 – ingresso libero
presentazione del documentario
“Skàttome Kannò - Zappiamo Fumo”
Di Christian Manno e Pantaleo Rielli, a cura del Parco Turistico Culturale Palmieri di Martignano

CONCEPT DEL DOCUMENTARIO
Nero il viso, nero il vestito, nera la voce, nera la vita. Dal fumo dei ricordi il documentario indaga il duro lavoro dei Craunàri di Calimera, paese della Grecìa Salentina, in Puglia. Uno spaccato sull'asprezza di un mestiere che, dal nero carbone, ha tratto la vita per una comunità che, oggi, ne celebra il valore.
SINOSSI
“La macchia nuddhu sapune la ‘llava” - Il nero mestiere del carbonaio nessun sapone lo nobilita - racconta Luigi, figlio di carbonaio, per rappresentare un mondo che ha dato la vita ad una comunità, ma che dalla vita ha visto bruciare anche il pianto. Il documentario Skattome Kannò - Zappiamo fumo - parte da questa amara constatazione per aprire lo sguardo verso le storie di vissuto attorno al fuoco della carbonaia (Cranàra), che ha alimentato speranze effimere, naufragate nel tubo del gas. Calimera, paese della Puglia grica, per secoli ha tratto dalla produzione e vendita del carbone sostentamento economico; oggi, in condizioni di vita migliori, rievoca questa antica pratica con rinnegata fierezza.

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22-29 maggio 2016 - CALIMERA
FATTI UMANI_Per Non Dimenticare_2016
SULLA SCORTA DEGLI UOMINI CORAGGIOSI:
ROCCO, VITO, ANTONIO

DOMENICA 22 MAGGIO
arrivo della teca contenente la “Quarto Savona Quindici” (custodia dell'auto a cura della Protezione Civile di Calimera in collaborazione con il Coordinamento Provinciale)
ore 20:00 - Piazzetta A. Montinaro
inizio della fiaccolata per le vie del paese, arrivo in Piazza del Sole, veglia civile e religiosa animata dai ragazzi dell’Azione Cattolica e del Catechismo
Letture dei cittadini e dei familiari delle vittime innocenti di mafie (a cura del Gruppo Kalimeriti)
Installazione Tolleriamo chi ha sbagliato, sensibilizzazione della cittadinanza al reintegro degli ex detenuti, art. 27 Costituzione (a cura del Clan "Evvvai" Gruppo Scout)
Picchetto d'onore (organizzato dal Clan "Evvvai" del Gruppo Scout e dalla Protezione Civile Calimera)
Ponti di memoria, luoghi d'impegno, arrivo della staffetta da Porto Selvaggio e consegna della fiamma olimpica (a cura dell'Ass. La Mandra)

LUNEDÌ 23 MAGGIO
ore 9:30 - Cinema Elio presentazione del libro “Nome in codice: Quarto Savona 15, Km 100287 e oltre”, edizioni Qanat, ai ragazzi e alle ragazze dell'Istituto Comprensivo Calimera. Intervengono: l'autore Alessandro Chiolo, Tina Montinaro, Giovanni Montinaro, Dario Falvo, Francesco Accordino e Enrico Bellavia; coordina: Gabriele Russo
dalle ore 11:00 - Piazza del Sole
corteo per le vie del paese, percorso che condurrà fino alla Piazzetta Antonio Montinaro per la collocazione di una corona, alla presenza delle istituzioni, del Consiglio Comunale dei ragazzi e di alcune classi dell'Istituto Comprensivo Calimera.
L'arte dell'impegno, estemporanea-concorso di pittura (a cura di Nadia Esposito)
mostra delle tavole del fumetto “Ragazzi di scorta - Rocco, Vito, Antonio: gli agenti di scorta di Giovanni Falcone”
PER NON DIMENTICARE
Piazza del Sole
ore 17:00
apertura ufficiale della giornata “Per non dimenticare” Letture legali con i ragazzi dell'Istituto Comprensivo Calimera
ore 17:58
cerimonia di svelamento della teca
intervento di Gaetano Curreri (gli Stadio)
intervento dell’Orchestra dell’Istituto Comprensivo Calimera
saluti e interventi istituzionali
a seguire Santa Messa in memoria di tutte le vittime innocenti di mafie
ore 20:00
Consegna del Premio Antonio Montinaro
Consegna del Premio Artisti Estemporanea di pittura Presidente della Giuria Cosimo Marullo, Docente Accademia di Belle Arti di Lecce
ore 21:00 - Piazza del Sole
Incontro con Pif
Concerto per la Legalità

MARTEDÌ 24 MAGGIO
ore 9:00 - Scuola Primaria Piccoli passi di legalità: Giovanni Impastato incontra i bambini e le bambine dell’Istituto Comprensivo Calimera
ore 9:00 - Scuola dell'Infanzia Istituto Comprensivo Calimera “Una valigia di storie”, intervento di letture ad alta voce e laboratori creativi (a cura della Libreria Voltalacarta)
ore 10:00 - Cinema Elio Piccoli passi di legalità: Giovanni Impastato incontra i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Comprensivo Calimera
ore 11:30 - Sala Consiliare
Consiglio comunale aperto per il conferimento della Cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti e per l'adesione della Città di Calimera all'Associazione Avviso Pubblico, partecipano: il Consiglio Comunale dei Ragazzi dell'Istituto Comprensivo Calimera, Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico
ore 18:30 - Cinema Elio
Convegno sul tema Modifica al 416 ter e comportamento criminale
saluti di: Dott. Antonio Maruccia - Procuratore Generale Corte d'Appello di Lecce;
Avv. Roberta Altavilla - Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lecce; interventi di: Domenico Gozzo - Sostituto Procuratore Generale di Palermo;
Dott. Massimo Blanco - criminologo, presidente Unised University;
Dott.ssa Debora Capasso De Angelis - sociologa, criminologa, vicepresidente Unised University; coordina gli interventi: Avv. Gabriele Russo
in corso di accreditamento dall'Ordine degli Avvocati della provincia di Lecce

MERCOLEDÌ 25 MAGGIO
ore 9:00 - Scuola dell'Infanzia
Una valigia di storie, intervento di letture ad alta voce e laboratori creativi
ore 10:30 - Cinema Elio proiezione del film Malala di Davis Guggenheim per i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Comprensivo Calimera
ore 20:00 - Bibliomediateca
Presentazione del libro a fumetti: “Ragazzi di scorta - Rocco, Vito, Antonio: gli agenti di scorta di Giovanni Falcone”, Edizioni Becco Giallo
Intervengono: Maria Ferramosca (autrice) e Gian Marco De Francisco (illustratore) Coordina: Gabriele Russo


ore 21:00 - Cinema Elio proiezione del film Malala (ingresso gratuito)

Con Malala Yousafzai, Mobin Khan Titolo originale He Named me Malala. Documentario
Sinossi. La vicenda di Malala Yousafzai ha commosso il mondo intero. Aveva appena 15 anni quando nel 2012 fu vittima dei talebani della Valle dello Swat che le spararono tre colpi di pistola alla testa mentre tornava a casa da scuola. La sua colpa: aver manifestato pubblicamente fin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Dopo l'attentato che l'ha ridotta in fin di vita e che l'ha costretta a lunghi mesi di cure e riabilitazione, Malala ha dato vita a un'organizzazione no profit, la Malala Fund, con la quale raccoglie fondi dedicati a progetti educativi in tutto il mondo. Oggi risiede a Birmingam insieme alla sua famiglia. Il suo impegno in difesa della cultura e dell'educazione delle donne ne ha fatto, nel 2014, la più giovane vincitrice di sempre del Premio Nobel per la pace. Il documentario è un ritratto molto intimo della ragazza, del suo rapporto con il papà, attivista e sostenitore del diritto allo studio delle donne in Pakistan, della sua nuova vita in Inghilterra e del suo legame ancora forte con la terra d'origine.
Critica. “È meglio vivere un giorno solo da leoni che vivere cento giorni da schiavi”. Lei è Malala Yousafzai, la bambina, ora diciottenne, Premio Nobel per la Pace nel 2014 come riconoscimento per la sua forza, il suo coraggio e la sua ribellione. Il Premio Oscar David Guggenheim (Una scomoda verità) presta la macchina da presa a Malala e fa in modo che sia lei stessa a condurre per mano lo spettatore attraverso i suoi ricordi e la sua storia. Quanto c’è dell’educazione familiare dietro una così giovane donna? È Malala a raccontare e mostrare il legame viscerale e indissolubile con il padre Ziauddin Yousafzai, attivista e maestro di scuola forse troppo “sognatore” che ha trascorso la vita insegnando agli studenti a ribellarsi alla tradizione, alla loro storia, e a far sentire la propria voce. La scuola nella Valle dello Swat, a circa 100km dalla capitale Islamabad, era la sua casa e lo era anche per Malala. “Lo studio rende indipendenti e liberi”, è il motivo della sua lotta, tenacia e determinazione. All’età di undici anni Ziauddin Yousafzai incoraggia la figlia a scrivere un blog per la BBC sotto lo pseudonimo di Gul Makai. È qui che Malala inizia il suo racconto, la vita di una ragazzina in una città tiranneggiata dai Talebani, in cui le scuole sono fatte saltare in aria ed è necessaria una lotta alla sopravvivenza. Il film intimo e confidenziale già dalle scene iniziali tiene alta l’attenzione e senza troppi giri di parole “scaraventa” lo spettatore nella storia. Tra interviste, frammenti di animazione, stralci di vita privata e pubblica, il regista ricostruisce una delle vicende che più hanno commosso il mondo negli ultimi anni. La storia di Malala, la bambina eroina. Dopo l’attentato Malala ha iniziato una nuova vita con la sua famiglia a Birmingham. Gioca e litiga con i fratelli, guarda e ride davanti ai Minions, tifa per Roger Federer e il suo libro preferito è L’Alchimista di Paulo Coelho. Pur conducendo una vita normale continua la sua campagna a favore dell’uguaglianza.

GIOVEDÌ 26 MAGGIO
ore 9:00 - Scuola Primaria
Dal segno al Senso, attività condotta da Chiara Lorenzoni sull'albo illustrato Le parole di Bianca sono farfalle

ore 21:00 - Cinema Elio
proiezione del film Il successore di Mattia Epifani (ingresso gratuito)

Sinossi. Vito Alfieri Fontana è un ingegnere ed ex proprietario della Tecnovar, azienda pugliese specializzata nella progettazione e nella vendita di mine antiuomo. In seguito a una profonda crisi esistenziale l’ingegner Fontana mette in discussione se stesso, il suo lavoro e i rapporti con la sua famiglia, in particolar modo con il padre, figura tanto carismatica quanto ingombrante. Il peso della successione e delle responsabilità si scontrano così con l’intima esigenza di interrompere la produzione di mine antiuomo. Una domanda lo assilla: quante vittime avrà causato il lavoro della Tecnovar? La risposta a questa domanda assume per l’ingegner Fontana contorni inquietanti, ma è anche il punto di partenza di un viaggio esistenziale dall’Italia verso gli ex teatri di guerra della Bosnia Erzegovina dove ancora oggi squadre di sminatori sono attive nella bonifica dei terreni. Nel conflitto tra dovere e coscienza si muovono i passi di un uomo in cerca di riscatto, seppur consapevole che il bilancio tra bene e male non potrà mai più essere in attivo.
Critica. La reversibilità delle scelte. Pochi oggigiorno sembrano ricordarsi che è lecito pure ripensarci, redimersi, cambiare la propria vita per andare altrove, emotivamente ed esistenzialmente. Il successore di Mattia Epifani viene a rammentarci le risorse del cambiamento, della vita rimodellata quando la si è vissuta come predestinata da frequenti dinamiche socio-familiari, associando questo scossone etico a un tema spinosissimo, di cui si parla sempre meno perché ormai gli anni passano e la guerra in Jugoslavia è archiviata come un pezzo di storia. In realtà la violenza delle mine anti-uomo riguarda trasversalmente il concetto di guerra a tutte le latitudini, per cui la piccola vicenda privata di un industriale d’armi italiano finisce per assumere risonanze ampie e universali. Probabilmente a colpire l’interesse del filmmaker Mattia Epifani è stata la singolarità della vicenda di Vito Alfieri Fontana, che da successore di un’azienda d’armi fondata dal padre in Puglia ha perfezionato e venduto per anni mine anti-uomo e anti-carro. La Tecnovar (questo il nome dell’azienda) si ritrovò poi al centro di una campagna di sensibilizzazione antibellica con l’intervento anche di don Tonino Bello, e in seguito Fontana decise di abbandonare l’industria e dedicarsi all’attività di sminatore in Bosnia-Herzegovina. La sua storia scorre parallela per una buona metà del film a quella di uno sminatore bosniaco che durante una missione ci ha rimesso una gamba, per poi scoprire successivamente che i due sono diventati amici e collaboratori quando Fontana ha deciso di dare una svolta di 180 gradi alla sua vita. Il mediometraggio documentario di Mattia Epifani è sobrio e corretto, affidato sostanzialmente a quattro serie di contributi: un diario a ritroso di Vito Fontana, che in voce-over commenta e trae bilanci sulla sua strana vita, l’attività del futuro collega bosniaco, uno sguardo intenso su natura e paesaggi balcanici, freddi e muti scenari di una guerra del passato, e una raccolta minore di filmati di repertorio, pescati per lo più tra materiali pubblicitari o promozionali dell’azienda Tecnovar. Epifani compie la scelta scaltra di raccontare la storia dal punto di vista “altro”, andando a scandagliare nella quieta attività aziendale di un industriale della morte, che dà conto di un consueto tran-tran lavorativo applicato a prodotti di ampia discussione etica. Nel flusso narrativo del film la svolta di vita di Fontana arriva abbastanza imprevedibilmente, costituendo una sorta di “colpo di scena” applicato al linguaggio documentario. Inevitabilmente, da un percorso così eticamente esemplare, spira un po’ aria di cinema edificante, dei “buoni esempi”, che tuttavia Epifani tiene a bada grazie a un’estrema economia di mezzi espressivi. Ancor più convincenti risultano gli scorci dedicati ai luoghi/non-luoghi dove la guerra è passata. Restano impressi nella memoria la pista da bob, residuo delle Olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984, e i fabbricati dell’ex-industria Famos, trasformati successivamente in fortini bellici. Tramite quei brevi frammenti Epifani è capace di restituire la sensazione del luogo deprivato della sua funzione, reso natura morta dalla devastazione e dall’abbandono. Opera meritoria, dunque, che non osa troppo e sposa i semitoni (perfino eccessivi) della correttezza. Come il suo protagonista, che sfugge alla facile glorificazione delle sue scelte ammettendo amaramente, a chiosa della sua esperienza, di aver fatto a malapena il suo dovere. Ma intanto l’ha fatto, è tornato indietro, ci ha ripensato. Il passo indietro, la giravolta di vita che sembra costare una fatica immane alla debolezza dell’essere umano.


LA LETTURA TI FA GRANDE:
FESTIVAL DEI PICCOLI LETTORI

GIOVEDÌ 26 MAGGIO
ore 10:30 - Cinema Elio
apertura della 16a edizione del festival con la consegna del Premio Città di Calimera all'autrice Silvia Vecchini per il libro Le parole giuste

VENERDÌ 27 MAGGIO
ore 9:00
apertura incontri d'autore
Cinema Elio: Ornella Della Libera, I Nuovi casi dell'agente speciale Blondie, storie di una poliziotta dalla parte dei bambini
Saletta De André Cinema Elio: Gigliola Alvisi, Piccolissimo me
Aula Consiliare: Christian Antonini, Fuorigioco a Berlino
Bibliomediateca: Simona Bonariva, Mafia e Gra ffiti

26-27 MAGGIO - dalle 17:00 alle 20:00 - Piazza del Sole
con una Buona visione, "la lettura ti fa più grande" Screening visivi gratuiti (Gli Ottici-Optometristi di Federottica Lecce, Essilor, il C.d.L in Ottica ed Optometria dell'Università del Salento)
ore 9:00 - Scuola Primaria
Il cielo è di tutti, attività condotta da Chiara Lorenzoni sull'albo illustrato, realizzato in collaborazione con Amnesty International, Amali e l'Albero
ore 18:00 - Piazza del Sole Ufficio poetico: chiacchiere d'autore tra libri, pensieri, parole con gli autori dei romanzi in concorso
ore 20:00 - Piazza del Sole presentazione del libro I tesori della cassapanca di Salvatore Tommasi

SABATO 28 MAGGIO
ore 9:00 - Scuola Primaria Favola in scena, la magia del kamishibai, attività di lettura ad alta voce e laboratorio creativo sull'albo illustrato Il cavallo e il soldato
ore 10:30 - Cinema Elio A colpi di libro, incontro comune tra gli autori in concorso davanti ai ragazzi-giuria
26-27-28 MAGGIO
MOSTRA MERCATO DELL'EDITORIA PER BAMBINI E RAGAZZI
Piazza del Sole 26 maggio, dalle 17:00 alle 21:00 27-28 maggio, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00
Attività ludiche e laboratori creativi:
Spaginando…giocando percorsi narrativi giocati, attraverso immagini, suoni, colori, emozioni. Arte e giochi di strada (a cura della Coop. Soc. Il Dado gira)
Una giornata da favola letture animate e laboratori creativi al di là di ogni stereotipo (a cura della Libreria Voltalacarta)
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DOMENICA 29 MAGGIO
Piazza del Sole - cerimonia di commiato dalla “Quarto Savona 15”
Piazzetta Antonio Montinaro
piantumazione Albero della Legalità (a cura dell'ass. Ci siamo)
Fatti Umani è una Rassegna organizzata da Comune di Calimera, Regione Puglia, Associazione Nomeni per Antonio Montinaro, in collaborazione con la Quarto Savona 15.
Con il sostegno di: Provincia di Lecce, Puglia Sounds, Miur - Ufficio Scolastico Regionale della Puglia, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Istituto Comprensivo di Calimera, CSV Salento, Libreria Volta la Carta, Il Giardino delle Nuvole, Il dado gira, Cooperativa Kama, Nuovo Cinema Elio, Avviso Pubblico, Libera, Bibliomediateca “Giannino Aprile”.
Grazie a: Associazione 2HE - Io posso, Associazione ACEA Calimera, Associazione Ci Siamo, Pro Loco Kalimera, Protezione Civile Calimera, ASD La Mandra, Gruppo Scout Calimera, Gruppo Kalimeriti, Azione Cattolica Calimera, Clan Evvvai, Gli Ottici Optometristi di Federottica Lecce - Essilor, il CDL in Ottica e Optometria dell’Università del Salento.
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DA VISITARE NEGLI STESSI GIORNI:
Festa della Cranàra - Largo Madonna del Mantovanto (info: 0832 872412 - 371 1953885)
Casa Museo della Civiltà Contadina e della Cultura Grika
Via Costantini, 52 (info: 0832 873557 - 339 4894120)
Museo Civico di Storia Naturale
ingresso ridotto durante i giorni della manifestazione
SP Calimera-Borgagne km 1 (info: 389 1326102)

 

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giovedì 28 aprile 2016_#AddioAmianto [in coscienza] INGRESSO LIBERO

con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

"L’abbiamo chiamata polvere per troppi anni prima di renderci conto che era... amianto"

- oltre 300 mila edifici pubblici e privati e siti industriali da bonificare
- oltre 2.000 scuole contaminate
- oltre 21.000 casi di mesotelioma maligno (marker amianto dati 1993-2012)

chiedi trasparenza sull’amianto in Italia. Firma la petizione #Addioamianto su Change.org


inizio ore 20.30

incontro informativo su “stato/censimento delle coperture in amianto sul proprio territorio, rischi da esposizione e priorità di bonifica” (a cura del Consigliere Domenico Bonatesta)

"Amianto, un killer silenzioso, il risanamento ambientale, la bonifica e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto devono essere l apriorità per cercare di azzerare il rischio di esposizione alla pericolosa fibra.Servono informazioni puntuali circa i comportarmenti da tenere al fine di eseguire interventi corretti, sui rischi derivanti dall'esposizione alle fibre dovuti al deterioramento delle strutture o dallo smaltimento illegale dei materiali."


 

a seguire proiezione documentario (indicativamente ore 21.00)

POLVERE - Il Grande Processo dell’Amianto di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller

Sinossi: Da anni, in Europa, l’amianto è associato al pericolo, alla malattia, alla morte. Perché, allora, il 70% della popolazione mondiale è ancora esposto a questa fibra mortale? La produzione di amianto nel mondo ha ripreso a crescere, grazie all’enorme consumo delle economie in rapido sviluppo come India, Cina e Russia. La lobby dei paesi esportatori, con in testa i Canadesi (che lo producono e lo esportano nei paesi in via di sviluppo, ma non lo usano), è potentissima e agisce nelle sedi internazionali per influenzare le politiche dei singoli paesi. Nel mondo 100.000 persone muoiono ancora ogni anno a causa di questa fibra killer. Ma nonostante questo, l’amianto è un business a cui pochi sono disposti a rinunciare. E’ questo scenario internazionale di catastrofe silenziosa il protagonista muto e sempre presente del film documentario di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller. Il racconto si snoda attraverso il processo penale contro i grandi padroni internazionali dell’amianto, in corso a Torino. Le accuse sono pesanti: strage volontaria e omissione di cautele sanitarie. Una comunità intera, quella della piccola città di Casale Monferrato, in Piemonte, lotta per ottenere giustizia per i suoi quasi 3000 morti, tra ex operai e semplici cittadini...

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x PPP

due giornate di proiezioni, musiche, parole per Pier Paolo Pasolini
prima giornata
Giovedì 17 dicembre 2015 Calimera
seconda giornata
Venerdì 18 dicembre 2015 Lecce

UNIONE DEI COMUNI DELLA GRECìA SALENTINA, COMUNE DI CALIMERA, REGIONE PUGLIA, APULIA FILM COMMISSION,UNIONE EUROPEA, FONDI FERS, UNIVERSITA’ DEL SALENTO, ANNO PASOLINIANO, ARCHIVIO CINEMA DEL REALE

in collaborazione con
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Big Sur
OfficinaVisioni

Essere poeta, regista,
scrittore, sceneggiatore,
avversato da 33 processi,
pittore, antropologo del coma
democratico presente e futuro,
bersaglio di dileggi ingiurie
lanci di pomodori e uova marce,
omosessuale, calciatore,
artefice di comizi d’amore,
esploratore di dialetti e canti,
santo per tutte le celebrazioni.
essere pasolini
serata di proiezioni, musiche, parole per P. P. P.

Giovedì 17 dicembre 2015 ore 19,00 - Cinema Elio Calimera
Pasolini a Calimera fotografie di un incontro - 21 ottobre 1975
Primo Piano: Pier Paolo Pasolini (19’, 1967) di Carlo Di Carlo
I funerali di Pasolini (6’, 1975) di Ferruccio Castronuovo
Stendalì (10’, 1961) di Cecilia Mangini testo di P.P. Pasolini
La canta delle marane (10’, 1961) di Cecilia Mangini testo di P.P. Pasolini
La ricotta (35’, 1963) di Pier Paolo Pasolini,
episodio da Ro.Go.Pa.G. Laviamoci il cervello
Flusso Pasolini (Videoinstallazione e radioinstallazione a cura del Cineclub Universitario, Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, Unisalento)
partecipano Cecilia Mangini e Goffredo Fofi
introducono Francesca De Vito sindaca di Calimera
Serenella Pascali Assessore alla Cultura – Comune di Calimera
presenta Paolo Pisanelli Archivio Cinema del reale
info: www.cinemadelreale.it

Comune di Calimera; Archivio Cinema del reale; Fondazione Apulia Film Commission; Cineporto di Lecce; Hollywood Party (Rai Radio3); Cineteatro DB d’Essai, Ammirato Culture House; Fondo Verri; MUST Lecce, Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura (Università di Siena), Generazioni di Scritture, Centro Lettura ITES, Associazione “Io ci provo”

Venerdì 18 dicembre 2015 Lecce
INAUGURAZIONE ATTIVITA’ DELL’ANNO PASOLINIANO
Oltre il ricordo. Attualità di Pasolini
Seminario propositivo
Aula Ferrari, Palazzo Codacci Pisanelli, ore 11.00
Introduce e modera Domenico M. Fazio, Prorettore Università del Salento.
Interviene Massimo Manera, Presidente della Fondazione Notte della Taranta.
Carlo Alberto Augieri: Esprimere/comunicare: Pasolini e il gesto come energia oltrepassante nella periferia della lingua dei bisogni.
Luca Bandirali: “Una struttura che vuol essere altra struttura”. Pasolini teorico della drammaturgia cinematografica.
Mimmo Pesare: I giovani infelici. Pasolini e la pedagogia antiautoritaria nelle Lettere Luterane.
Lucio Giannone: La poesia di Pasolini: Le ceneri di Gramsci.
Stefano Cristante: La parola e la scrittura. Impatto dell’opera di Pasolini sulle scienze sociali.
Fabio Moliterni: “Quanta gioia in questa furia di capire”. Dopo Pasolini.
Pasolini “cercatore” di immagini
A cura del Cineclub Universitario di Scienze della Comunicazione, Unisalento
Ammirato Culture House, ore 16.00.
Introduce Roberto Chiesi, Responsabile del Centro Studi - Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna e critico cinematografico di Cineforum e Segnocinema.
Proiezioni:
Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo (1965, 55’)
Appunti per un film sull’India (1968, 34’)
Appunti per un’Orestiade africana (1970, 65’)
Pasolini nella città
Chiostro del Rettorato (Palazzo Tancredi), ore 16,30 - 18,30.
Spicilegium Pasolini.
Spigolature Eretiche a cura di Simone Franco.
Antologia di voci e suoni tratta dalle principali raccolte poetiche di Pierpaolo Pasolini.
Attori Lettori:
Salvatore Della Villa, Franco Ferramosca, Simone Franco, Renato Grilli, Aldo Augieri, Mauro Marino, Piero Rapaná, Compagnia Témenos Recinti Teatrali.
Musicisti:
Doriano Longo (violino barocco), Roberto Gagliardi (sax), Angelo Urso (contrabbasso), Rachele Andreoli (voce), Rocco Nigro (fisarmonica).
Ammirato Culture House, ore 17.00
Nasca Teatri di Terra presenta:
Un pesciolino.
Monologo a cura di Maria Chiara Provenzano.
Ballata delle madri.
Letture a cura di Ippolito Chiarello.
Libreria La bambola di Kafka, ore 18.00
Affabulazione e stralci da tragedie greche
A cura di Teatro di Ateneo
Arci ZEI, ore 21.00
Corpus...tra terra e cielo
mostra-performance ispirata al documentario “La Rabbia”, di P.P. Pasolini
A cura del Collettivo Derive
Performance di: Andrea Buttazzo, Simone Franco, Massimo Pasca, Giuseppe Apollonio, Oronzo De Stradis, Gabriele Buscicchio, Dario Morrone, Angelo Urso, Emanuele Raganato.
Pasolini e il cinema
Sala Conferenze del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano, ore 20.00
Proiezione dell'indagine documentaria Comizi d'amore (1965) e del lungometraggio Pasolini di Abel Ferrara (2014). Introduzione ai lavori a cura del Comitato Scientifico dell’Anno Pasoliniano Unisalento.
Le proiezioni verranno presentata da Roberto Chiesi (Responsabile Centro Studi - Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna), Stefano Cristante (docente di Sociologia della Comunicazione, Università del Salento) e Stefano Falivene (direttore della fotografia del film Pasolini). Partner istituzionali della serata sono la Fondazione Apulia Film Commission e la trasmissione radiofonica Hollywood Party di Rai Radio3.
Partner istituzionali dell’Anno Pasoliniano dell’Università del Salento:
Comune di Calimera; Archivio Cinema del reale; Fondazione Apulia Film Commission; Cineporto di Lecce; Hollywood Party (Rai Radio3); Cineteatro DB d’Essai, Ammirato Culture House; Fondo Verri; MUST Lecce, Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura (Università di Siena), Generazioni di Scritture, Centro Lettura ITES, Associazione “Io ci provo”.
Comitato Scientifico dell’Anno Pasoliniano dell’Università del Salento:
Proff. Carlo Alberto Augieri; Luca Bandirali; Mimmo Pesare.
Info stampa: Mimmo Pesare, 3276679901

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mercoledì 9 dicembre ore 18,00_LA PASSIONE DEI BENI COMUNI
Serata di racconti e videonarrazioni

PROGRAMMA PROIEZIONI
Kalispera Murghì
Omaggio a Franco Corlianò,
con una lettura di Renato Colaci, durata 15’
Memorie di Anna
Racconti su Giuseppe Palumbo, fotografo
durata 13’
Musikì – Grecìa Salentina
Filmare la musica e il territorio
durata 34’
Interverranno
Francesca De Vito, Sindaca di Calimera
Luigi De Luca, Istituto di Culture Mediterranee
Cosimo Marrocco, Presidente del Gal Isola di Mezzo
Anna Palumbo, testimone dell’opera di Giuseppe Palumbo
Ilderosa Laudisa, critica dell’arte
Maurizio Buttazzo, fotografo, artista
Presentazioni e video narrazioni di Paolo Pisanelli, responsabile Archivio Cinema del reale

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"Nomeni per Antonio Montinaro - LIBERA - KAMA - ICS Calimera/Martignano"

presentano

PER NON DIMENTICARE - rassegna del maggio 2015

giovedì 14 maggio 2015 ore 21.00_INGRESSO LIBERO

presentazione del libro “La memoria e l’arte”

curato da Giovanni Impastato con gli artisti Pino Manzella e Paolo Chirco

sarà con noi Giovanni Impastato, che da oltre 30 anni difende la memoria del fratello Peppino ucciso dalla mafia nel 1978, e continua la battaglia di lotta alla mafia e di difesa della legalità.

LA MEMORIA E L'ARTE a cura di Giovanni Impastato, Pino Manzella e Paolo Chirco,

pubblicato dall’associazione “Casa Memoria Felicia” (www.casamemoria.it) il 7 dicembre dell’anno scorso, in occasione della decima ricorrenza della scomparsa di Felicia, la mamma di Peppino. Il volume si articola in due parti: la prima raccoglie le esperienze vissute a “Casa Memoria” e una catalogazione delle opere d'arte presenti, mentre la seconda è dedicata al Mulinazzo, avamposto dell'economia rurale e della socialità dei cinisensi, devastato dalla costruzione della terza pista dell'aeroporto Punta Raisi, oggi Falcone e Borsellino.


programma completo della rassegna

giovedì 14 maggio - ORE 21.00 - CINEMA ELIO

presentazione del libro “La memoria e l’arte” curato da Giovanni Impastato fratello di Peppino ucciso dalla mafia nel 1978

sabato 23 maggio - ORE 9.30 - CINEMA ELIO

assegnazione "Borsa di studio Antonio Montinaro" alla presenza del consiglio dei ragazzi e Piera Ligori, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale Calimera-Martignano

domenica 24 maggio - ORE 19.00 - CHIESA MADRE

"Santa Messa" celebrata da don Luigi Ciotti, presidente di LIBERA - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

mercoledì 27 maggio - CINEMA ELIO

la dott.ssa Maria Cristina Rizzo, Procuratore Capo presso il Tribunale dei Minorenni di LECCE, incontra le alunne e gli alunni dell’ ICS di Calimera-Martignano

sabato 30 maggio - ORE 10.30 - CINEMA ELIO

presentazione ai ragazzi della scuola Media di calimera della graphic novel “Francesco Marcone: colpevole di onestà” Partecipa Daniela Marcone, vicepresidente di Libera

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Giornata mondiale della Cultura Rom

mercoledì 8 aprile 2015

EVENTO GRATUITO

con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU



programma

ore 17.00 seminario di approfondimento

ore 20.00 proiezione del film GITANISTAN un progetto filmico di Pierluigi De Donno e Claudio "Cavallo" GiagnottiLOG LINE. Una storia di macellai e commercianti di cavalli. Due cerchi si incontrano, due culture, i contadini e gli zingari, interagiscono e si fondono dando vita a nuove famiglie. Le famiglie rom-salentine.SINOSSI. Oronzo Rinaldi, figlio di Giuseppe Rinaldi detto “Lu Zingaru”, è macellaio. Nato commerciante di cavalli, poi diventato macellaio per passione e per mestiere. La sua famiglia negli anni ‘70 gestiva il commercio di cavalli da macello in Puglia, comprando e vendendo circa 300 animali ogni settimana. Claudio Giagnotti detto “Cavallo”, nipote di Oronzo Rinaldi, è musicista e produttore musicale conosciuto ed apprezzato nel Salento e nel Mediterraneo. Figlio di una Rom e di un Italiano si sente al 50% zingaro. Gitanistan entra dentro le case delle famiglie rom del Salento scoprendo la storia di una comunità viva ma silenziosa.

ore 21,30 spettacolo “RÒMA! IMMAGINI, PAROLE, TAMBURI DELLA CULTURA ROM” di Astragali Teatro e MascarimirìLo spettacolo, uno studio dei canti della tradizione Rom, è una delle tappe del più ampio viaggio europeo di scoperta dell’Altro messo in moto dal progetto internazionale “Songs of my Neighbours”, promosso da Center of Performing Arts Mitos di Cipro e realizzato da Astràgali Teatro assieme ai partner polacchi NetTheatre e Grotowski Institute nell’ambito di un’ampia progettualità che va dal 2013 al 2015.Un viaggio i cui obiettivi ultimi sono condurre ad una collaborazione e comprensione reali, contribuire ad abolire pregiudizi e favorire la conoscenza di una straordinaria e ricchissima cultura come quella Rom.“Songs of my Neighbours” è un’iniziativa collaborativa che, con l’utilizzo delle arti, e del teatro in particolare, incoraggia il dialogo e la giustizia sociale tra le comunità in conflitto. Ascoltare le canzoni e le storie degli altri, attraverso un processo di creazione artistica, è il nucleo forte di tutte le attività del progetto che hanno come obiettivo finale quello di portare alla creazione di performance teatrali originali, concerti, conferenze, film e documentari, residenze, borse di studio, workshop e e la pubblicazione di un libro.In questo contesto la collaborazione di Astragali Teatro con i Mascarimirì, gruppo musicale salentino storico, guidato da Claudio 'Cavallo' Giagnotti, che ha fatto della 'tradinnovazione' la sua cifra, si collega ad una ricerca condotta dai fratelli Giagnotti, sulle origini Rom della propria famiglia e allargatasi ad un percorso di riscoperta delle radici culturali, artistiche e sociali delle famiglie rom salentine, nel quale hanno approfondito quel particolare rapporto intessuto con il territorio e di cui tracce vive sono rimaste intatte ancora oggi.Nello spettacolo si intrecciano parole, suoni della cultura rom, per raccontarne la bellezza e la forza coinvolgente.

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Il Docu secondo AFC
- una selezione di tre documentari sostenuti da Apulia Film Commission -
EVENTO GRATUITO
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU


martedì 17 marzo 2015 - ore 21.00_ingresso libero
Mimmo, Mimino & Mimì – ossia Domenico Modugno
di Antonella Sibilia e Michele Roppo

Di dov’è Domenico Modugno? Da dove nasce la sua rivoluzionaria ispirazione musicale? Era salentino,barese, napoletano, siciliano, romano, figlio di zingari? Questo documentario è la prima approfondita indaginesull’appartenenza territoriale di Mr. Volare attraverso il racconto delle persone che hanno conosciutoModugno. Non solo: si scoprono luoghi, fatti e documenti (rarissimi, alcuni inediti) essenziali per lacomprensione della formazione artistica del cantautore italiano più noto nel mondo.


martedì 24 marzo 2015 - ore 21.00_ingresso libero
Pietro Mennea. Diciannove e Settantadue
di Sergio Basso

Un ragazzo che veniva dal profondo Sud, dove non aveva nemmeno una pista su cui allenarsi, si scoprì nato per i duecento metri: è su quella distanza che strappò il record del mondo nel 1979 e conquistò l’oro a Mosca nel 1980. Il record tenne per 17 anni. Il ragazzo divenne così un simbolo per molti “sud del mondo”: un simbolo di riscatto sociale, ma solo tramite un indefesso, purissimo esercizio quotidiano, quasi una moderna ascesi. Lui è Pietro Mennea e questa è la sua storia.


martedì 31 marzo 2015 - ore 21.00_ingresso libero
Triangle
di Costanza Quatriglio

Premio "Nastro D’Argento 2015" per il miglior documentario nella categoria cinema del reale;
Premio "Cipputi" al 32° Torino Film Festival;

New York, 1911. La fabbrica tessile Triangle, situata all'ottavo piano di un grattacielo privo di scale e sistemi antincendio,prende fuoco, e perdono la vita più di 150 operaie, alcune buttandosi dalla finestra, altre soffocate, altre infine carbonizzate.L'incendio avviene di sabato, ma la fabbrica è affollata, giacchè le operaie sono abituate a lavorare sette giorni su sette.Barletta, 2011. Una palazzina crolla trascinando con sé le operaie di una fabbrica di confezioni, tutte precarie pagate "acottimo", riunite in locali privi di norme di sicurezza. Restano sotto le macerie cinque vittime, una delle quali ha 14 anni ed èla figlia del titolare, lui stesso addetto ad uno dei macchinari dell'azienda.

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giovedì 12 Febbaio 2015_ore 21.00_SARÀ UN PAESE un film di Nicola Campiotti
anteprima esclusiva_EVENTO GRATUITO
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

Il Comitato Italiano per l’UNICEF sostiene il film Sarà un Paese per l’alto valore del messaggio contenuto.

«Un Paese che rispetta i diritti dei suoi bambini si apre al futuro». UNICEF Italia

SINOSSI
Sulle tracce dell’eroe fenicio Cadmo, cui il mito attribuisce l’introduzione in Grecia dell’alfabeto, Nicola, trentenne incerto sul futuro, e il fratello Elia, dieci anni, intraprendono un viaggio in Italia alla ricerca di un nuovo linguaggio, per ridare alle cose il loro giusto nome e restituire un senso alle parole. In questo peregrinare, fatto di volti e luoghi, realtà dolorose e memorie storiche, la strada diventa percorso di formazione e insieme di esplorazione immaginaria. Al confine tra documentario e finzione, il film racconta le speranze del Paese che sarà.

NOTE DI REGIA
«Tra i venticinque e i trent’anni, due circostanze hanno modificato il mio sguardo sul nostro Paese: la nascita di tre fratellini mulatti che ridisegnavano rumorosamente e con allegria la mia vita da figlio unico, e le partenze, sempre più frequenti, dei miei amici più cari verso i paesi del nord Europa, dove avrebbero proseguito le loro carriere universitarie e le loro vite. Da una parte tre bambini che si affacciavano per la prima volta sull’Italia, cercando di impararne l’alfabeto e la geografia, dall’altra un gruppo di ragazzi delusi e amareggiati dalle prospettive di studio e di lavoro che si trasferivano, forse per sempre, altrove. Al centro, c’ero io: appassionato del mezzo cinematografico, curioso della realtà, incerto sul da farsi e disponibile a lunghi babysitteraggi pomeridiani e serali, spesso teatro di racconti, storie inventate e miti antichi…

Cosa raccontare dell’Italia a dei bambini? E d’altra parte, perché i miei amici se ne andavano?
Da queste domande nasce l’idea di Sarà un Paese. Un viaggio libero e spontaneo da fare con un bambino, per iniziare ad affrontare e raccogliere una manciata di temi che fossero una sorta di breviario, un compendio delle cose a mio avviso imprescindibili per divenire un Paese civile: il diritto al lavoro (possibilmente non precario e non rischioso per la propria vita), l’amore per la terra, il paesaggio e l’ambiente che ci ospita, il senso del limite, il valore del coraggio e il rispetto delle regole, l’apertura alla conoscenza e all’incontro di culture e credenze diverse, la Costituzione della Repubblica, gli esempi di Buon Governo…
Dopo che il Ministero dei Beni Culturali ha avallato questo nostro progetto, ha preso il via un lungo viaggio, cominciato scrivendo lettere alle persone che avrei voluto incontrare e terminato con il montaggio, fase in cui le quasi cento ore di girato sono state ridotte a poco più di settanta minuti. Tre anni di intenso lavoro, nel mezzo dei quali vi è un percorso umano, lavorativo e geografico lungo e profondo, vissuto con il piccolo Elia e con una troupe disponibile e instancabile. Abbiamo viaggiato per metterci in ascolto, per realizzare un piccolo film che potesse parlare direttamente ai bambini e ai ragazzi delle scuole, come punto di partenza per una prima esplorazione e riflessione sulla realtà. Proprio per questo, i tanti incontri che si susseguono durante il film, si intrecciano con visioni oniriche e astratte, come se la nuda realtà, per essere consapevolmente accolta da un bambino, non possa fare a meno di fondersi con il Mito, che è gioco, memoria, origine.

I più critici (e più esigenti) potrebbero pensare che gli argomenti trattati nel film siano troppi e, forse, non analizzati in maniera approfondita. Hanno ragione. Ci sono moltissimi documentari monografici molto utili per approfondire le singole tematiche che qui accarezziamo soltanto. Il mio intento era proprio questo: fare un volo d’uccello sull’Italia di oggi, un’esplorazione perlustrativa, una proposta parziale, imperfetta, che sia abbrivio per i bambini e i ragazzi per un cammino da proseguire oltre il film, ciascuno con la sua anima e le proprie gambe.

Sarà un Paese non parla di cose nuove ma prova a raccontarle in maniera inedita, attraverso lo sguardo di un bambino». Nicola Campiotti

SARÀ UN PAESE – RICONOSCIMENTI E INIZIATIVE LEGATE AL FILM

L’UNICEF Italia ha scelto Sarà un Paese per celebrare la Giornata dedicata al 25° Anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Per la prima romana del film, che si terrà proprio in data 20 novembre, è prevista una serata-evento in collaborazione con l’UNICEF.

Il Comitato Italiano per l’UNICEF sostiene il film Sarà un Paese per l’alto valore del messaggio contenuto, con la seguente motivazione ufficiale: «Il film è un viaggio per l’Italia attraverso lo sguardo di un bambino di dieci anni che cerca le tracce di un Paese migliore. I temi narrati con grande delicatezza e sensibilità spaziano dall’ambiente al diritto al lavoro e alla non discriminazione, fino alla cittadinanza per i bambini di origine straniera nati in Italia. L’attenzione all’equità e ai diritti dei bambini sono i cardini della missione dell’UNICEF. La conoscenza e l’incontro si rivelano ancora una volta chiavi d’ingresso alla libertà, all’inclusione e a una crescita serena per lo sviluppo individuale e dell’intera società».

Sarà un Paese è riconosciuto Film di Interesse culturale nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema, con la seguente motivazione: «La crisi del linguaggio, la necessità di ridare i nomi alle cose e restituire alle parole un senso: queste le tematiche fondamentali di un progetto sospeso tra documentario e fiction che diventa il pretesto per un viaggio reale – della troupe – da compiere attraverso l’Italia di oggi. A partire dalla storia ideale dell’eroe fenicio cui si attribuisce l’introduzione in Grecia dell’alfabeto, il progetto coinvolge in un affascinante vagabondaggio nel Belpaese che nel suo peregrinare, registrando volti e luoghi, usanze e tradizioni, realtà dolorose e memorie storiche, si configura anche come percorso di formazione e insieme di esplorazione immaginaria. Una struttura complessa, un passo poetico, una scommessa ambiziosa per un documentario finalizzato al grande schermo da parte di un giovane autore che mostra un occhio, non solo cinematografico, indagatore e diverso. Concorre al valore del progetto un solido impianto produttivo e un buon cast tecnico».

Sarà un Paese è stato inserito da “LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nel concorso nazionale “Regoliamoci!”, giunto alla nona edizione e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In particolare, il film è stato inserito nel percorso “Radici del Futuro”, ideato per gli studenti dagli 8 ai 13 anni, e dunque a cavallo tra la scuola primaria e la secondaria di primo grado. Tutti gli insegnanti potranno servirsi del film Sarà un Paese di Nicola Campiotti per lavorare con le loro classi, al fine di riflettere su uno o più temi proposti. Le morti sul lavoro, l’inquinamento ambientale, il precariato, la tutela e il rispetto del paesaggio, le ineffabili vie del sacro, il tema dei beni comuni, la Costituzione, il coraggio di fronte al ricatto dell’illegalità, il buon governo, sono alcuni degli snodi di questo viaggio filmico, il cui registro formale sfugge alle definizioni rigorose ponendosi su un terreno sperimentale e volutamente al confine tra documentario e finzione. Per approfondire un tema così complesso e articolato attraverso chiavi di lettura multiple, che nascano dal passato per approdare al futuro, stimolando la creatività e il senso critico, gli studenti dovranno realizzare la sceneggiatura di un episodio aggiuntivo del film Sarà un Paese, inserendo la tematica che, secondo loro, è mancante/da approfondire, e che ben rappresenta il percorso di riflessione collettiva svolto in classe. I gruppi potranno scegliere se redigere solo la sceneggiatura o se produrre anche il video. In questo modo la priorità da loro individuata potrà essere rappresentata attraverso il linguaggio filmico. L’esperimento, innovativo e stimolante, durerà per tutto l’anno scolastico 2014/2015, e le classi più meritevoli saranno premiate ufficialmente.

Sarà un Paese è stato inserito nelle proposte di AGIS SCUOLA per l’anno 2014-2015.

Sarà un Paese è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival 2014, nella nuova sezione GEx Doc (fuori concorso), che ospita una selezione dei migliori documentari provenienti da tutto il mondo.

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venerdì 9 gennaio 2015_ore 20.30_"I resti di Bisanzio" di Carlo Michele Schirinzi_anteprima esclusiva_EVENTO GRATUITO
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

Kama è lieta di presentare in anteprima venerdì 9 Gennaio 2015 alle ore 20:30 (ingresso libero)

il primo lungometraggio di Carlo Michele Schirinzi “I resti di Bisanzio"
alla presenza del regista Carlo Michele Schirinzi,
i produttori Gabriele Russo e Gianluca Arcopinto,
il critico cinematografico Massimo Causo
e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del film.

“Sembra Fata Morgana quarant’anni dopo!” - Giovanni Spagnoletti (Pesaro Film Festival)
“Magnifico film!” - Silvana Silvestri (il Manifesto)
“E’ un bellissimo film” - Anton Giulio Mancino (La Gazzetta del Mezzogiorno)
“E’ un film che va difeso…io ci sarò!” - Gianni Canova
“Mi sono molto commosso durante la visione” - Augusto M. Seabra (Doclisboa)
“Mi è piaciuto molto” - Roberto Turigliatto 
“Niente sarà più lo stesso” - Pedro Armocida (Pesaro Film Festival)
“E’ un film-molotov” - Sergio Sozzo (Sentieri Selvaggi)
“E’ un fuorifuoco della coscienza” - Roberto Lacarbonara
“Io non ho capito nulla, è fuori da ogni norma” - Adriano Aprà (Pesaro Film Festival)
“E’ un rogo che divampa vastamente e brucia le carni” - Narda Liotine (Desistfilm)
“E’ un realismo visionario che pre(te)nde dalla storia quello che serve a distruggerla” - Gemma Bianca Adesso (Uzak)
“Un cinema che non ammette repliche, o si è dentro o si è fuori i suoi preziosi Resti di Bisanzio” - Pietro Masciullo (Sentieri Selvaggi)
“I resti di Bisanzio somiglia alla linea frastagliata di un litorale, alterata dal moto ondoso: instabile. E' la sua forza” - Rinaldo Censi
“Bellissimo. Film liminare sul tema del limine, del perdersi, diluirsi negli spazi, con deliquio, desolante, desolato e poetico” - Luigi Abiusi (Uzak)
“Rompe con il fronte consensuale, parla un linguaggio lontano, remoto, aspro, spaventa i fautori del grande cinema” - Giona Antonio Nazzaro
“Un cinema felicemente minoritario che chiede attenzione e pazienza, ma, in cambio, dona un impagabile senso di libertà” - Guglielmo Siniscalchi (Il Corriere della Sera)
“L’audacia formale, la ricerca di una nuova forma di narrazione per esprimere una rivolta contro l’ordine delle cose contro le immagini autorizzate di tutto il mondo, e la necessità di tracciare nuove strade, singolari, e minoritarie” - Sylvain George, Anna Franceschini, Erik Negro, Fausto Vernazzani (Salerno Doc Festival – motivazione del premio)
“Un film del sottosuolo, meraviglioso, invisibile, che si svincola dall’economia culturale e che proprio per questo manda all’aria quella dimensione proprietaria della rappresentazione facendo a pezzi i clichè degli sguardi turistici, dell’etnografie e antropologie di mercato. Un film che pare elitario, ma è purissimo punk che sogna di sovvertire la prospettiva rinascimentale e l’inganno dell’antropocentrismo ” - Aldo Spiniello (Sentieri Selvaggi)
“E’ un naufragio anarchico al largo di un sud, di un mondo, incrostato nel bisogno impossibile di un altrove da sognare in fiamme. Anarchico perché rinuncia a ogni costruzione del potere, a ogni valutazione del bene e del male. Resta negli occhi come una delle opere più coraggiose del cinema italiano contemporaneo, un film carico di una forza senza scampo, vanificata” - Massimo Causo (Filmcritica)
“Per vedere il mondo di Schirinzi bisogna inabissarsi e trattenere il respiro per sprofondare e arrivare in questa densità di mondo che è nera e assordante, e annegare, finalmente, e galleggiare senza peso (il peso del mondo) e senza corpo sotto il raschio di un suono metallico per guardare, con la testa nell’acqua, giù” - Vanna Carlucci (Uzak)
“È difficile pensare, al di fuori dell’ambito produttivo corrente, a un cinema meno ‘sperimentale’ di quello di Schirinzi, votato all’integralismo iconoclasta della non mediazione” - Adelina Preziosi (Segnocinema)
“E’ uno scollamento dall’ordinario, una visione laterale del reale, un cinema dove la sottrazione apre gli occhi, scava, mostrando il baratro che il Tempo ancora conserva” - Mauro Marino (Spagine)


link alla scheda del film

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giovedì 18 dicembre_ore 20.30_BUONGIORNO TARANTO_cineconcerto_ingresso libero
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

Intro musicale di DONDESTAN
Donatello Pisanello (organetto) e Angelo Urso (contrabbasso)

Proiezione del film BUONGIORNO TARANTO
sarà presente il regista Paolo Pisanelli

Siamo tutti tarantini!
Un esorcismo, una sfida, un canto,  un'immersione spericolata… Buongiorno Taranto è un progetto per costruire una narrazione fatta di immagini, suoni e parole della città più avvelenata d'Europa. Al centro del progetto, la realizzazione dell'omonimo film con la regia di Paolo Pisanelli, realizzato dalla cooperativa leccese Big Sur e dell'associazione OfficinaVisioni con il sostegno dell'Apulia Film Commission.

link alla scheda del documentario

interverranno
Luca De Carlo, Sindaco di Vernole
Vito Lisi, Presidente Comitato Sos 275
Leo Palumbo, Ass. Cultura di Calimera
Marco Potì, Sindaco di Melendugno
Gianluca Maggiore Comitato NO TAP
Giuseppe Rosato, Sindaco di Calimera


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SI RIANIMANO I CORTI_ingresso libero
giovedì 11 e martedì 16 dicembre un doppio appuntamento con i cortometraggi d'animazione muta
due piccoli film per due giorni
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

giovedì 11 dicembre_ore 20.30_ingresso libero

FERAL di Danel Sousa
2012, 13 minuti
Sound Design Dan Golden
Un ragazzo selvaggio viene trovato nella foresta da un cacciatore solitario e riportato alla civilizzazione. Alienato dal nuovo ambiente che lo circonda, il ragazzo cerca di adattarsi usando la stessa strategia che gli  ha permesso di sopravvivere nella foresta.


MUTE di Job, Joris & Marieke
2013, 4 minuti
In un mondo in cui tutti nascono senza la bocca, un incidente sanguinolento cambierà le loro vite per sempre.

martedì 16 dicembre_ore 20.30_ingresso libero


SEVEN MINUTES IN THE WARSAW GHETTO di Johan Oettinger
2012, 8 minuti
Ghetto di Varsavia 1942. Samek, un bambino vivace di otto anni, fa capolino attraverso un buco nel muro del ghetto e vede una carota...(basato su un vero incidente)

TROIS PETITE POINTS realizzato dagli studenti del 3°anno della scuola d'immagine Gobelins
2010, 4 minuti
Una giovane sarta attende il ritorno di suo marito partito per la guerra.

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venerdì 28 novembre 2014 - ingresso libero - ore 18.00
RIFIUTATI DALLA SORTE E DAGLI UOMINI regia Vieri Brini, Emanuele Policante
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

“Nonostante la recessione economica, il mercato del gioco d'azzardo è arrivato a toccare la cifra di 80 miliardi di euro.”“Oltre il 50% delle entrate arriva dalle slot digitali: le Newslot che sono 380 mila unità e le Vlt (videolottery) che sono 45 mila circa”“Regine del comparto le slot hanno accesso ovunque: bar, caffè, ristoranti, fast-food, osterie, trattorie, sale giochi, tabaccherie, alberghi, circoli privati, stabilimenti balneari, agenzie di raccolta delle scommesse ippiche e sportive”“I giocatori problematici sono tra le 767.318 e le 2.295.913 persone (1,27% e il 3,8 % della popolazione)I giocatori d'azzardo patologici oscillano tra le 300 mila e il milione e mezzo (0,5% e il 2,2 della popolazione)”

Il mercato delle Newslot ha modificato in un percorso senza ritorno l'approccio al gioco d'azzardo: dal Casinò al bar sotto casa. Le conseguenze non si sono fatte attendere, solo nell'ultimo anno i ricoverati in strutture di recupero sono migliaia. Tutti rientrano sotto una semplice sigla: Gap, sindrome da gioco d’azzardo patologico. Un fenomeno che non coinvolge soltanto i giocatori, ma tutte le relazioni sociali ad essi collegate: mogli, mariti, figli, parenti e amici. Un incubo, uno squallido reality che crea povertà e intacca profondamente le abitudini sociali.Le responsabilità sono molte. Dallo Stato che per incrementare le entrate ha legalizzato le Newslot e ne ha favorito la diffusione, ai proprietari dei bar e dei locali dedicati, che spesso fingono di non sapere e spingono i clienti verso il fallimento.Questo ingranaggio che di anno in anno sta distruggendo vite e attività diventa difficilissimo da fermare. Ora il gioco lo si trova a portata di mano sotto casa, al bar, in tabaccheria, in edicola, e a portata di click, dentro casa, grazie alla legalizzazione del gioco on-line. Le vincite sono immediate. La possibilità di perdere grosse somme di denaro in pochissimo tempo pure.Oltre alla modalità di gioco a cambiare è la tipologia del giocatore, l'azzardo si è diffuso in maniera orizzontale abbracciando nuove fasce di fruitori: dai giovanissimi (nonostante il divieto a 18 anni) agli anziani, dalle casalinghe ai padri di famiglia. Nessuno può interdire, né vietare l’accesso a chi vuole giocare alle Newslot. L'effetto di questa diffusione smodata di apparecchi, contemporanea alla nascita di una fitta rete di veri e propri mini-casinò in franchising, ha intaccato profondamente il tessuto socioculturale italiano erodendo, giorno per giorno, patrimonio e rapporti umani. Che costi sociali ha una legalizzazione indiscriminata del gioco d'azzardo? Come e dove l'esigenza dello Stato di fare cassa si tramuta in un boomerang che colpisce in modo arbitrario qualunque cittadino?Che futuro può avere una Nazione di giocatori incalliti?

link alla scheda del documentario


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da giovedì 16 ottobre a martedì 2 dicembre 2014 - ingresso libero - ore 20.30
rassegna CinemainsiemE ediz.aut_2014
otto appuntamenti con il cinema sostenuto da Apulia Film Commission
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

ultimo appuntamento:

martedì 2 dic_ore 20.30_2014 "In grazia di Dio" di Edoardo Winspeare


Il film più compiuto di Edoardo Winspeare: in Salento, tra crisi economica e sociale

Trama. Quattro donne di una stessa famiglia in un piccolo paese del basso Salento ai nostri tempi di epocale crisi economica. Il fallimento dell'impresa familiare e il pignoramento della casa sembra distruggere tutto, anche i legami di affetto. L'unico modo per uscirne è trasferirsi in campagna, lavorare la terra e vivere con il baratto dei loro prodotti. Sarà proprio questa scelta obbligata l'inizio di una catarsi che porterà le protagoniste a riconsiderare il loro stile di vita e soprattutto le loro relazioni affettive.


di seguito il programma intero della rassegna ad ingresso libero "Cinemainsieme" ediz.aut.2014 " il cinema sostenuto da Apulia Film Commission":

gio 16 ott 14 È stato il figlio di Daniele Ciprì

mar 21 ott 14 Appartamento ad Atene di Ruggero Dipaola
mar 28 ott 14 Il sole dentro di Paolo Bianchini
mar 04 nov 14 Marina di Stijn Coninx
gio 13 nov 14 Marpiccolo di Alessandro Di Robilant
mar 18 nov 14 Il venditore di medicine di Antonio Morabito
mar 25 nov 14 Il primo incarico di Giorgia Cecere
mar 02 dic 14 In grazia di Dio di Edoardo Winspeare

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giovedì 9 ottobre 2014 - ingresso libero - ore 21.00
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

EVA E ADAMO

Regia_Vittorio Moroni

Sceneggiatura_Vittorio Moroni e Marco Piccarreda

Montaggio_Marco Piccarreda

Musiche_Mario Mariani

Una produzione 50N in collaborazione con ONAIR

"Di cosa parliamo quando parliamo d’amore?"

trailer: https://www.youtube.com/watch?v=zwhexGdEpTo

DEBORAH, VERONICA ed ERIKA. Per ciascuna di loro, in modi diversi, vivere la loro relazione amorosa significa affrontare una sfida: con se stesse, i propri bisogni, la propria idea di libertà, i giudizi sociali.

Abbiamo cercato di interrogarci su cosa sia davvero la libertà di amare, quanto sia autentica, effettiva, pura e quanto invece compromessa con bisogni, illusioni, paure, risarcimenti, sensi di colpa, forse ingombranti al punto tale da negarla. Non ne abbiamo ricavato nessuna risposta definitiva, ma l’impressione di una grande intensificazione della domanda.

E la vertigine di essere compagni di viaggio privilegiati, invitati ad osservare e testimoniare conflitti, speranze, passioni e angosce che si agitano come bufere scuotendo i nostri tre personaggi, funamboli disperati che cercano di raggiungere l’altro capo della corda.

Eva e Adamo_le storie

Erika. Erika ha 76 anni, è ricca, istruita, poliglotta. Ha un appartamento a Milano, una villa in Sardegna e da sempre sente il richiamo dell’esotico e del viaggio. Alle spalle 2 matrimoni : con un architetto giapponese - da cui ha avuto 2 figlie - e con un egiziano da cui si è separata per “mancanza di intesa sessuale”. Erika, tuttavia, non ha mai smesso di credere nell’amore e nella passione. Oggi vive con il suo terzo marito, Moussad un ragazzo senegalese di 35 anni, conosciuto durante una vacanza, che sogna di fare il calciatore in Italia e che per seguire Erika ha lasciato in Africa una moglie e tre figli.

Deborah. Deborah ha 20 anni, lo sguardo selvatico e un corpo da pin up. E’ bella e lo sa. E’ orfana di padre e a 14 anni è scappata di casa per cercare fortuna a Milano. E’ fidanzata con Filippo, che non ha mai un soldo e si è fatto qualche anno di galera. Dopo aver lavorato come barista, Deborah ha cominciato a fare film hard, spettacoli dal vivo e trasmissioni con telefonate erotiche in diretta tv. Crede sia il trampolino per fare un giorno la velina in TV. Filippo è molto geloso, ma per diverso tempo finge di non sapere del lavoro di Debora; i soldi di lei fanno comodo a entrambi fino a quando…

Veronica. Veronica ha 35 anni, abita in un piccolo paese vicino a Reggio Emilia ed è sposata con Alberto. Si sono conosciuti a Lourdes, lei ci è andata come infermiera “per quel senso di dover aiutare gli altri”, lui come infermo: ha una forma rara di sclerosi multipla. Prima di Alberto Veronica ha avuto un solo grande amore: Luca, morto a 18 anni. Dopo Luca Veronica non ha voluto più saperne di uomini e storie d’amore. Ha lasciato gli studi d’arte per diventare infermiera. Quando ha conosciuto Alberto è stato un colpo di fulmine. Il loro matrimonio, avversato da entrambe le famiglie, dura da 7 anni.

Eva e Adamo_note di regia

Dopo circa un anno di lavoro sta finalmente per vedere la luce “Eva e Adamo”, prosecuzione ideale dell’ indagine su libertà e affettività avviata con “Le ferie di Licu”. Con Licu ci siamo interrogati sulla possibilità di amarsi non essendosi scelti, seguendo le vicissitudini di Licu, un cittadino bangladese residente a Roma da 7 anni che tornava in Bangladesh per sposare Fancy, una ragazza sconosciuta, scelta per lui dalla sua famiglia. Eva e Adamo invece indaga tre coppie avendo per fuoco privilegiato i personaggi femminili: Deborah, Veronica ed Erika.

E’ vero che (in Italia) l’ amore si è emancipato da ogni condizionamento (economico, sociale, religioso…) e i partner si scelgono liberamente, non subordinando a nulla la purezza del loro sentimento romantico?

Usando la bussola di questa domanda ci siamo fatti interrogare da tre storie di donne italiane, tre racconti forti, incatenati l’uno all’altro, che insieme ci paiono tessere un mosaico di esperienze capace di farsi discorso e di illuminare un aspetto importante del nostro tempo e della nostra convivenza.

Le tre protagoniste di EVA E ADAMO si muovono sullo sfondo ideale dell’Eden biblico, il paradiso perduto, il paradigma di pienezza e felicità con cui ogni donna ed ogni uomo occidentale, crescendo, inconsciamente si confronta, sospirando Principi Azzurri e attendendo Anime Gemelle, fino a quando tra delusioni, compromessi, fallimenti e sopravvivenze ricorderà che da quell’Eden i nostri progenitori furono cacciati per aver mangiato dall’albero della conoscenza del bene e del male, destinati per sempre a partorire figli con dolore, a trarre il cibo da un suolo maledetto e a sapere di dover tornare ad essere polvere.

Così ciò che chiamiamo amore forse non è altro che il riconoscimento di non essere i soli ad essere stati gettati nella disperazione di un mondo estraneo e inadeguato.

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ingresso libero - ore 21.00
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU


lunedì 2 giugno 2014_inizio ore 21.00

BIMBA COL PUGNO CHIUSO

inizio ore 21.00 ingresso libero

“La bimba è Giovanna Marturano, partigiana. L’impianto dell’intervista e l’inserimento di materiale di repertorio che si riferisce agli incontri di Giovanna con gli studenti sembrano proporci un personaggio; ma poi, e questo è il grande merito del documentario, emerge prepotentemente la persona: lei, la nonna che è ancora giovane, non di fuori a forza di lifting, ma dentro a forza di voglia di vita, di passione, di lotta. Parola questa e concetto ormai desueti. La bimba non si rifugia nel suo passato, ma lo vive nel presente e lo testimonia per il futuro. Non dà lezioni, non ci dice: fate così. Dice: io ho fatto, faccio e farò così”.

Giovanna Marturano è una piccola donna di 101 anni, con la gioia di vivere di una bambina. Nelle sue parole risuonano le vicende del ‘900 italiano, quelle di una donna e di una famiglia comune, come la definisce lei, ma che comune non è. La sua è la storia di coloro che per un secolo hanno lottato contro il totalitarismo fascista e per una giustizia sociale. Giovanna sa raccontare e le piace farlo, attraverso i libri, attraverso gli incontri con i giovani, attraverso gli interventi politici, davanti ad una videocamera. Lo fa con la lucidità di chi conosce il senso vero delle cose, ma soprattutto lo fa con ironia e schiettezza. Bimba col pugno chiusoracconta il suo percorso. Negli occhi vivaci di Giovanna sfilano i ricordi di bambina che vide la marcia fascista su Roma nel ‘22, fino ad arrivare alla lettura che lei dà del presente e al suo costante impegno politico, un impegno che le fa dire “non c’è altra via che combattere, questo è il fatto. Dal lavoro si può andare in pensione, dalla lotta no”.

Bimba col pugno chiuso è un documentario con due particolarità che lo rendono a suo modo unico: è “animato” ed è stato prodotto “dal basso”. A differenza del classico documentario di memorie, non si avvale di materiale di repertorio. I racconti di Giovanna sono illustrati da disegni ed animazioni realizzati da Maurizio Ribichini, in collaborazione con Salvo Santonocito e Adriano Mestichella. Le parole di Giovanna prendono forma attraverso il disegno e ci conducono in una nuova dimensione, dove ricordo personale e storia si fondono e confondono. Bimba col pugno chiuso è prodotto da 441 persone e realtà associative, sparse in tutta Italia e non solo, che hanno scelto di sostenere la sua realizzazione, attraverso la campagna di crowdfunding lanciata sul portale www.produzionidalbasso.com, il documentario ha poi ricevuto il contributo della Provincia di Roma.

“Io non posso essere contenta – dice Giovanna – se vedo tanta gente che sta male. C’è oggi una forma di corruzione che arriva fino a persone che prima non avrebbero aderito a queste cose. È un grave pericolo. Bisogna parlare alle giovani generazioni, creare fin da principio le basi di una mentalità e di una moralità diversa. L’esempio di vita, il parlare con gli altri e interessarsi a loro, non a parole, non per politica, ma sul serio. Il futuro è difficile e incerto – spiega ai ragazzi – ma solo voi potete lottare per cambiare le cose”.

Una vita la sua che ha avuto uno scopo, un sapore, un significato.

“Non vi preoccupate quando io non ci sarò più – ci dice – perché io ho vissuto e ho vissuto bene!”.


se vuoi scoprire cosa sono Produzioni dal Basso e il crowfunding




mercoledì 4 giugno 2014_inizio ore 21.00

MA L'AMOR MIO NON MUORE

un documentario di Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio

prodotto da Tekfestival e Todomodo

Attraverso le storie di vita di alcuni partigiani e partigiane che parteciparono alla Resistenza nella zona del Cuneese, si racconta quell’esperienza di ribellione e di lotta vissuta da una generazione cresciuta interamente durante il ventennio della dittatura fascista. Chi sono e come vivono oggi i protagonisti di allora, come leggono gli avvenimenti di quegli anni anche alla luce dei continui tentativi revisionistici e più in generale di fronte al crescente rischio dell’oblio?

“Ti bruciano il tuo paese, cosa devi fare? Se hai un po’ di carattere ti metti contro”. Una goccia in un mare d’acqua, una frase tra migliaia che scorrono veloci nello schermo, eppure un pensiero che li inquadra tutti, con l’ineguagliabile dono della sintesi. Ma l’amor mio non muore è un racconto, uno di quelli che i nonni riservano ai nipoti, aprendo dolorosamente le ferite del loro passato nella speranza di evitare che diventino nuove cicatrici nel futuro. La storia della Resistenza, vissuta attraverso gli aneddoti dell’individuo e non della collettività: le prime notti in montagna, il ricordo dei compagni, la lotta, che assume una dimensione personale; proprio in questo risiede il principale motivo d’interesse di questo lavoro. Immagini a colori, immagini di repertorio, si accavallano, si inseguono; labbra segnate dalle rughe lasciano spazio a corpi giovani, visi caparbi. Il documentario a sei mani, diretto da Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio ha una mirabile qualità: l’equilibrio. Non è un mero racconto di ciò che è stato, non è una ricerca di ammalianti immagini di repertorio: è entrambe le cose, nell’accezione più positiva che esse possano racchiudere.

I luoghi che furono vengono raggiunti ad anni di distanza, le stalle in cui si passavano le notti, i sentieri attraversati: così i ricordi divengono immagini in movimento, accompagnate dalla voce accorata di chi si chiede a cosa servisse aderire alla Repubblica di Salò, essere servi dei tedeschi. La rabbia è ormai un sentimento lontano, svanito, evaporato nella Storia, e i quesiti di oggi sono lucidi, razionali, espressi con un velo di rassegnazione e di pietà nei confronti di chi all’epoca era spinto all’inseguimento di un’ideologia oramai degente. “La Resistenza fu un processo di formazione politica” si dice; c’era un Comandante, ma mangiava assieme alla sua truppa, rischiava di morire ad ogni passo, così come tutti gli altri; tutto era attraversato da un sentimento di uguaglianza a cui i protagonisti guardano con nostalgia. Le loro sentenze trasudano irrequietudine, disillusione; ciò per cui abbiamo lottato si è poi realizzato? In qualsiasi caso ne sarà valsa la pena, è il grido che sembra di udire, sollevarsi in aria imponente.

Le parole corrono veloci mentre lo sguardo è ostaggio della visione, in virtù anche di una ricerca fotografica splendida: il documentario seduce dal suo principio fino all’inatteso finale, in cui i protagonisti della Resistenza si confrontano con il presente, meno ingombrante della loro storia, ma non per questo non meritevole di suscitare rabbia e insoddisfazione. Il piglio del loro disappunto chiude il documentario e lascia interdetti, per la lucidità del pensiero di chi non è stanco di indignarsi. L’assenza di libertà è un peso troppo grande da sopportare per chi ha lottato per essa, rischiando di non poter raccontare la sua storia. “Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare, mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano: perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”. Antonio Gramsci ci ha pensato prima di noi, ne ha parlato, lo ha fissato con la bellezza delle sue parole. Impossibile dire di più, impossibile dirlo meglio.




venerdì 6 giugno 2014_inizio ore 21.00

DI LOTTA SI VIVE

un documentario di Claudio Di Mambro Luca Mandrile Umberto Migliaccio

prodotto da Todomodo

Giovanna, Agostino e Tina hanno incominciato a lottare da giovanissimi sotto la dittatura fascista,continuando durante la Resistenza e proseguendo nelle tante battaglie sociali e politiche del dopoguerra, giorno dopo giorno, fino ad oggi. Di lotta si vive, nonostante tutto.

“Il miglior modo di conquistare la libertà,è esercitare la libertà”

Mattonelle come quella di una volta, da casa popolare; muri di cui si riesce a fatica a scorgere il colore, coperti come sono di quadri e vecchie fotografie; visi rugosi e segnati dal tempo, occhiali spessi che aiutano occhi oramai stanchi. Di lotta si vive è un documentario sulla voglia di lottare, sui ricordi e sulle speranze, ma è altro ancora. È anche un’immagine splendida della vecchiaia, una foto di quelle che ingialliscono col tempo, acquisendo un fascino sempre maggiore. È un vorticoso gesticolare di mani, sono le scalette che conducono a quella che fu una delle sezioni del Partito Comunista Italiano, è un’immagine di repertorio, una fotografia remota di un soldato senza sorriso.

Ci sono poi i racconti, le parole che come un tamburo picchiano sulla nostra coscienza, che – lungi dall’esser collettiva – si batte per divenire quantomeno spia che segna la riserva di un’umanità che dovremmo possedere; di quella fornita in serie, al momento della venuta al mondo. Agostino Medellina parla seduto su una sedia in legno, una libreria senza più spazio per sopportare altra conoscenza lo sovrasta. Uno dei soldati senza sorriso era lui, prima di fuggire. Tina Costa e Giovanna Marturano partono con un tono pacato, che pian piano acquista vigore, il suo incedere si fa incalzante e fiero. È passata quasi una vita – la loro – ma ci fu un tempo in cui il giorno fece una conoscenza ignobile: i rastrellamenti. Quelle battaglie sono cessate, la libertà di oggi ha un aspetto più affabile, seppure non si possa dire abbia ceduto al corteggiamento di chi l’ha inseguita con ostinata continuità. Sono questi i giorni in cui Andrea Rivera dal palco della festa del primo maggio (che non è Togliatti dal tavolo dell’Internazionale, ma è pur sempre qualcosa) ci ricorda che i partigiani siedono le panchine vicino a noi nei parchi, che se siamo fortunati sono i nostri nonni e se siamo meno fortunati sono nonni di un nostro amico. Sono in mezzo a noi, e non è necessario aspettare il 25 aprile per ascoltare il loro insegnamento, abbia esso anche la più umile delle forme.

Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio appongono la firma su un documentario al quale potrebbero essere attribuiti molti aggettivi: necessario, quello che più si avvicina a riassumerli tutti. Lavori che dovrebbero esser mostrati in ogni scuola, in sostituzione di una lezione di storia del nostro paese, perché se è vero che a breve saranno le immagini e le nostre parole i depositari della memoria, è bene che questa memoria si allarghi e contagi come la più inarrestabile delle affezioni.


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INGRESSO LIBERO

PARTECIPARE È UN DOVERE MORALE

16 maggio - ORE 10.30 - CINEMA ELIO - ”Salvo e le mafie”

Riccardo Guido, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e autore presenta il fumetto ”Salvo e le mafie” ai ragazzi della scuola di Calimera

16 maggio - ORE 20.30 - CINEMA ELIO - ”Fresia”

proiezione del film alla presenza degli autori Corrado Punzi e Marta Vignola e di Tonio Dell’Olio, membro dell'ufficio di presidenza e responsabile del settore internazionale di Libera

17 maggio - ORE 10.30 - CINEMA ELIO - ”Salvo e le mafie”

Riccardo Guido, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia e autore presenta il fumetto ”Salvo e le mafie” ai ragazzi della scuola di Martano, accompagnati dalla Dirigente Scolastica Adele Campi

19 maggio - ORE 17.30 - CINEMA ELIO - "Un calcio al calcio criminale"

Presentazione di esperienze e attività in progetti PON ob. C az. C3 realizzati dalle scuole aderenti all'iniziativa Reti di legalità “Fuori gioco le mafie” dell'Istituto Comprensivo Statale di Calimera- Martignano, al progetto “PON 4 ALL-ProPONiamo il futuro” promosso dall'Istituto di Istruzione Secondaria di 2° grado “A. De Pace” di Lecce.

Premiazione dei vincitori del torneo di calcetto organizzato in collaborazione con l’associazione “Nomeni”. Saranno presenti: Alessandro Cobianchi, Presidente Libera Puglia, Luigi Cuomo, presidente della “Nuova Quarto Calcio per la legalità”, squadra sottratta alla camorra e affidata alle associazioni che si battono contro il "pizzo", Pierpaolo Romani, Coordinatore Nazionale di Avviso Pubblico, autore del libro "Calcio criminale", Leo Palumbo, assessore alla cultura del Comune di Calimera, Piera Ligori Dirigente dell'Istituto Comprensivo statale di Calimera- Martignano.

20 maggio - ORE 20.30 - BIBLIO-MEDIATECA GIANNINO APRILE - "La verità del pentito"

l’autrice Giovanna Montanaro approfondisce i temi del libro con Gianni Cucurachi, Ten. Col. Guardia di Finanza, Leo Palumbo, assessore alla cultura del Comune di Calimera, Francesco Forgione, direttore della fondazione Federico II di Palermo, già presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Alessio Valente, Sindaco di Gravina di Puglia, modera il dibattito Gabriele Russo.

23 maggio - ORE 9.30 - CINEMA ELIO - "Borsa di studio Antonio Montinaro"

assegnazione, alla presenza di Giuseppe Rosato, Sindaco del Comune di i Calimera, Leo Palumbo, Assessore alla cultura del Comune di Calimera, Piera Ligori, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale Calimera-Martignano

27 maggio - ORE 20.30 - CINEMA ELIO - "Per questo mi chiamo Giovanni"

riduzione video-teatrale dell’omonimo romanzo di Luigi Garlando a cura di Renato Colaci

sulla scena Jacopo Rollo, Lucio Toma, Milena Pascali, Renato Colaci, Andrea Tommasi e i bambini della Scuola Primaria di Calimera

parole e suggestioni intorno all'omonimo libro di Luigi Garlando, realizzato da “Nomeni”, "Kalimeriti Ambrò Pedia" e Istituto Comprensivo Statale Calimera-Martignano

30 maggio - ORE 19.00 - CHIESA MADRE - "Santa Messa"

celebrata da Don Luigi Ciotti, presidente di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

30 maggio - ORE 20.30 - CINEMA ELIO - "Premio Antonio Montinaro"

consegna del premio e ricordo del giornalista Pippo Fava e dell’assessore Renata Fonte a 30 anni dalla morte, insieme ai figli Viviana e Sabrina Matrangola e Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia, alla presenza di Don Luigi Ciotti, Alessandro Cobianchi, Presidente di Libera-Puglia, Daniela Marcone referente di Libera memoria Puglia, Stefano Fumarulo, responsabile dell'Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari.

link al programma


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venerdì 28 febbraio 2014 - ingresso libero - ore 21.00
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

il Cinema Elio di Calimera ospita in anteprima la presentazione di "Polemonta", il primo album in studio dei LUZ in uscita a marzo per Auand. Il live sarà accompagnato da "Luz" - matite e inchiostro su carta con interventi digitali un corto di animazione di Alberto Giammaruco  (2013)

LUZ (il film) di Alberto Giammaruco è un piccolissimo film d'animazione composto da disegni matita e inchiostro su carta. Legato a doppio filo al gruppo omonimo è liberamente ispirato ad un testo di David Grossman contenuto in Che tu sia per me il coltello “…Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco...  ”.
“Da lì, da quell’ossicino, l’uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l’ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L’ho dichiarato disperso finché l’ho visto nel cortile della scuola. Subito quell’idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un’altra persona.”
La visionaria ricerca del luz diviene allora una carrellata di volti, corpi e mestieri, un grumo di umanità nel quale rovistare alla ricerca di senso. Sarà il divino a schiudere le porte della comprensione, a fornire una chiave di lettura del mondo? O sarà forse una misteriosa intuizione trascendente? La soluzione forse è più terrena, umana e materiale di quanto non si immagini.

LUZ (la band) nasce a Roma nel 2011 dalla collaborazione fra Giacomo Ancillotto (chitarra), Igor Legari (contrabbasso) e Federico Leo (batteria).
Dopo un anno di concerti in giro per l’Italia, nel dicembre 2012 alla band si unisce la violoncellista e compositrice americana Tomeka Reid, una delle voci più apprezzate dell’avanguardia di Chicago. La miscela di violoncello, chitarra, contrabbasso e batteria genera un suono di grande intensità e imprevedibile direzione, come una creatura lirica e mutante con i piedi saldi nella tradizione afroamericana e i tentacoli nelle culture musicali europee e mediterranee. Il risultato è una musica difficilmente definibile, come la colonna sonora di un film immaginario, o la musica tradizionale di una terra sconosciuta.
Nel corso degli ultimi due anni LUZ si è esibito in numerosi festival italiani quali Jazz al Popolo, noLebol Music Fest, Peperoncino Jazz Festival, Rumori nell’Isola, La Strada in Jazz, Jazz Flirt.
Nell'aprile dello scorso anno il quartetto ha registrato il suo primo album presso gli studi Entropya Ballabio di Perugia, sotto la supervisione tecnica di Roberto Lioli, fonico personale di Stefano Bollani.
Polemonta, titolo del disco e di una delle tracce, è un termine di origine grika che può avere la doppia traduzione di  "lavorando" e "combattendo" e che fu usato dal regista greco Dimitris Mavrikios come titolo per un suo documentario del 1975 sulla cultura grika nel Sud Italia.
"Polemonta", sarà pubblicato a marzo dall'etichetta Auand di Marco Valente, in concomitanza con un tour nazionale di presentazione. Alcune copie del disco saranno disponibili in anteprima in occasione del concerto al Cinema Elio di Calimera.

organico LUZ
Giacomo Ancillotto – chitarra
Igor Legari – contrabbasso
Federico Leo – batteria

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mercoledì 26 febbraio 2014 in anteprima - ingresso libero - ore 20.30 e ore 22.30
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

Esce mercoledì 26 febbraio con doppia proiezione alle 20.30 e alle 22.30 c/o il Nuovo Cinema Elio di Calimera (Le), “Ogni volta che parlo con me”. Un film “on the road” che racconta la crisi esistenziale di un uomo, di un attore e del suo personaggio, alla ricerca di un modo diverso di vivere, di creare relazioni e proporre un altro teatro possibile.

“OGNI VOLTA CHE PARLO CON ME” un film di Matteo Greco e Ippolito Chiarello
con Ippolito Chiarello
regia Matteo Greco

L’ingresso all’anteprima del 26 febbraio alle ore 20.30 e 22.30 è gratuito ma è consigliata la prenotazione al 327 7357690 e chi non l’ha già fatto può sostenere la produzione del film acquistando una o più cartoline.

La proiezione sarà preceduta da una breve presentazione a cui parteciperanno il regista Matteo Greco, l’attore e coautore Ippolito Chiarello, il produttore esecutivo di Kama Gabriele Russo e Carmelo Grassi, presidente del Teatro Pubblico Pugliese insieme a Franco D’Ippolito, cabina di regia regionale progetti strategici PO FESR Puglia 2007/13.

Un uomo, un attore e il suo personaggio nel camerino di un teatro.
Un “on the road” attraverso l’Europa.
Un personaggio al tempo stesso ironico e tragico, perduto in mezzo a oggetti quotidiani, scarpe, cellulari, strade, semafori disseminati nelle sue giornate, che dà vita ad un arcipelago del naufragio, habitat di un pensiero in fuga da se stesso. E’ continuamente in bilico tra i suoi stessi pensieri che scorrono, spesso sussurrati, e bombardato da stimoli esterni che lo riportano a quel quotidiano da cui sta scappando, in un soliloquio agitato e dalle aperture comico-paradossali.

“Ogni volta che parlo con me” si potrà sostenere da domenica 9 febbraio acquistando le cartoline in vendita al costo di 5 euro cad. presso
- a Calimera NUOVO CINEMA ELIO via montinari, 32
- a Lecce CAGLIOSTRO in via cairoli, CAFFÈ LETTERARIO via paladini, AMMIRATO CULTURE HOUSE in Via di Pettorano, 3.
"le Cartoline": sui tetti di Berlino, in notturna tra i palazzi illuminati di Londra, nella metro di Madrid, 7 fotogrammi-cartoline delle scene più belle del film “on the road” “Ogni volta che parlo con me” un film la cui realizzazione e produzione è legata al contributo volontario del suo pubblico. Così come accade per il Barbonaggio teatrale di Ippolito Chiarello, in cui il pubblico compra a pezzi lo spettacolo, così l’acquisto dei fotogrammi-cartoline permetterà la promozione e distribuzione del film. Momenti di vita barbona, quadri di un’Europa “con i suoi travagli e i suoi stupori” (Mauro Marino) da tenere con sé.


Il film è nato grazie alla volontà di Ippolito Chiarello di intraprendere questo viaggio nelle capitali europee nel maggio del 2011, continuando quello iniziato nel 2010 con il Barbonaggio Teatrale che aveva attraversato centinaia di città italiane alla ricerca del vero senso di sé e del suo lavoro. E' stato realizzato e prodotto grazie al contributo volontario del suo pubblico, della rete di persone che hanno offerto la loro ospitalità e dei musicisti che hanno deciso di collaborare alla realizzazione della colonna sonora, a cui si sono successivamente aggiunti l'Apulia Film Commission e la rete dei Teatri Abitati.

Ancora una volta, come già successo per il Barbonaggio Teatrale, le modalità di produzione e distribuzione dell’opera si modellano sull’etica che sottosta a tutta la ricerca e alla creazione del progetto artistico: promuovere in ciascuno un’esperienza critica, autonoma ed unica dell’arte e del mondo.

A fine proiezioni seguirà un rinfresco.

info e trailer www.ognivoltacheparloconme.it

facebook ogni volta che parlo con me






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venerdì 29 novembre 2013 - ingresso libero - ore 20.40
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU
selezione opere premiate all'edizione 2013 dell'Ecologico Film Festival

ore 20.40 presentazione della serata
ore 21.00 inizio proiezioni
TRACOS NO LIXO di Angelo Maci (Italia/Brasile, 2012, 47’)
OROVERDE di Pierluigi Ferrandini (Italia, 2012, 15’)
DREAMING APECAR di Dario Leone (Italia, 2013, 16’)
THE ASSISTANT di David Guiraud (Francia, 2012, 15’)
COMPLICIT di Gavin Hoffman (Irlanda, 2013, 4’)


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giovedì 28 novembre 2013 - ingresso libero - ore 21.00
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU, CINETECA LUCANA

Critica. Bei costumi, belle case, begli ambienti, ma il film s'infiamma soltanto nel finale. Bravi anche gli interpreti maschili. (Alfio Cantelli, Il Giornale). Funereo e splendido film. (Mirella Poggialini, L'Avvenire). L'alleanza Chabrol Huppert fornisce dopo "Violette nozière" e "Un affare di donne" un nuovo grande personaggio femminile. (Lietta Tornabuoni, La Stampa). Isabelle Huppert è semplicemente bravissima. Probabilmente, la più grande attrice di questi anni. (Irene Bignardi, La Repubblica).




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giovedì 21 novembre 2013 - ingresso libero - ore 21.00
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU, CINETECA LUCANA

Il quinto film della serie “Commedie e Proverbi” (Rimbaud: “Venga il tempo in cui i cuori s’innamorano”) è uno dei più amati di Rohmer, premiato con il Leone d’Oro a Venezia. La poetica dei sentimenti, in fondo, è sempre la stessa: il realismo ontologico, l’interno rivelato dall’esterno, la tecnica comportamentistica e colloquiale, l’estetica della trasparenza (fino alla povertà di mezzi) che privilegia gli ambienti, il quotidiano con le sue piccole cose, il femminino e gli incontri amorosi. Un cinema che compendia momenti salienti pescati in un vivere medio, mai eccezionale. Il tutto votato al piacere della conoscenza del prossimo, senza preconcetti, con il semplice atto del “darsi”, rispettosi della complessità insondabile della Vita Vera. Le recitazioni, allora, sono fondamentali (e sempre sorprendenti in Rohmer come in Bergman, autori di anime): nessuna immedesimazione (i caratteri diverrebbero simboli precostituiti e semplificati) o straniamento brechtiano (dimostrativo), solo spontaneità che si fa davanti alla macchina da presa, per personaggi “ripresi”, mai “dettati”. Eppure Il Raggio Verde ha qualcosa di diverso, più magico, ispirato, appassionante. In qualche modo si espone, spara il raggio verde verniano (proviene dal Sole, rende possibile leggere più chiaramente se stessi e gli altri) a beneficio di una protagonista (l’eccellente Marie Rivière) che Rohmer evidentemente ama. La materia filmica, allora, si adatta a questo personaggio che preferisce l’isolamento nel Sogno all’adattamento alla Realtà, dove l’insensibile amica la umilia per il suo modo di essere o l’antitetica svedese, libera leggera e intraprendente, vorrebbe renderla simile a sé. Per Delphine, Rohmer sparge musiche (caso più unico che raro nel suo cinema), verde speranza, toni fantastici di una favola realistica, segni dello Zodiaco e del Destino (le carte trovate per terra, prima una Regina di Picche di cattivo auspicio, poi un Fante di Cuori). La lucidità mentale/d’anima dell’autore, che va ben oltre il Cinema, che guarda sempre tutti con rispetto, non si nega un intervento (nel racconto) liberatorio (dopo tanto patire), gioioso e incoraggiante, per traghettare Delphine dal senso di colpa all’accettazione felice di sé.


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martedì 19 novembre 2013 - ingresso libero - ore 20.30
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU, UNIVERSITÀ DEL SALENTO

ricordano con musica, video e poesia  la giornalista, scrittrice e poeta salentina:
ROCCO APRILE, CATERINA GERARDI, MASSIMO MELILLO, LUIGI LEZZI, MAURO MARINO, DANIELE DURANTE, FRANCESCA DELLA MONACA, ANNA DIMITRI, ROBERTO LICCI, SIMONE GIORGINO, RAFFAELLA APRILE, ENZA PAGLIARA E IL CORO DE LA PAZ, CICI CAFARO, EMANUELE LICCI

L'ISOLA DI RINA. Ritorno a Saseno un film di CATERINA GERARDI

locandina

faremo insieme un percorso dedicato alla scrittrice di romanzi, ricercatrice e giornalista il cui pensiero, la scrittura e lo spirito battagliero seppero restituire ad alta voce dignità e identità alla cultura popolare.

quest'evento rientra nell'ambito del CONVEGNO NAZIONALE DI STUDI
“RINA DURANTE. il mestiere del narrare” curato da “Università del Salento”

programma
sito


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giovedì 14 novembre 2013 - ingresso libero - ore 21.00
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU, CINETECA LUCANA

Trama. Nella Francia occupata dai tedeschi Marie Latour, il cui marito Paul è prigioniero in Germania, si mette a praticare aborti: vuole che i suoi bambini Pierrot e Mouche mangino più e meglio degli altri e le piace avere abiti decenti e molti soldi. Poiché ha conosciuto Lucie - una prostituta - le affitta una stanza per i suoi affari, facendo lo stesso con una sua amica. Rientrato in città dopo uno scambio di prigionieri Paul, semplice e puro ma affezionato alla moglie e ai bambini, è costantemente respinto e non sembra rendersi conto di ciò che accade sotto il suo tetto. Quando Marie si prende come amante un collaborazionista, Paul, furente e disgustato, denuncia la moglie ed il suo operato. Arrestata, accusata di vari aborti e di sfruttamento della prostituzione, Marie viene giudicata dal Tribunale speciale dello Stato. Condotta a Parigi, a fatica difesa da un avvocato. Marie, pur dichiarandosi pentita, il 30 luglio '43 è condannata alla ghigliottina. E' una delle ultime donne francesi a subire la pena capitale.

Critica. Il 31 luglio del 1943 la lama della ghigliottina troncò l’ancor giovane vita di una donna, madre di due figli. Fu una delle ultime condanne capitali eseguite contro donne in Francia, e a renderla ancora più drammatica e singolare contribuì la ragione della sentenza: Marie - questo il nome della malcapitata - venne condannata a morte da un tribunale speciale della Francia occupata, sotto l’accusa di aver procurato oltre una ventina d’aborti. Si trattava di una punizione palesemente sproporzionata, inflitta soprattutto con lo scopo dichiarato di dare l’esempio: lo stato sconfitto dai tedeschi voleva mostrare pugno di ferro nella difesa della moralità pubblica. (Luigi Paini)
C’è qualcosa che fa male in Un affare di donne, e che non si riesce a vincere, ad addomesticare. In Marie non vogliamo identificarci: la sentiamo nemica, fin dall’inizio. è lì sullo schermo in tutta la sua estraneità, orrore amorale che ci intristisce e ci spinge a non guardare, a distogliere occhi e coscienza. Eppure non fuggiamo. Guardiamo. Presi dalla "macchina fredda" del film di Claude Chabrol, soffriamo di questa contraddizione. Un pezzo di noi, un Doppio, scivola dalla parte della criminale. (Roberto Escobar)
Come sanno prendersela con le donne gli stati deboli! Il film di Claude Chabrol Un affare di donne scava in quella melma scivolosa che è ancora, per gli storici e gli artisti, la Francia di Vichy. È la storia di una donna accusata di avere aiutato altre donne ad abortire e giustiziata sulla ghigliottina, una delle ultime vittime, il 31 luglio del '43. Il film è il percorso di questa barbarie di stato e delle motivazioni che la resero possibile, soprattutto è uno spaccato di vita francese sotto Pétain, in cui spicca la virtù mimetica di Isabelle Huppert, con la sua scontrosa intelligenza. (Stefano Reggiani)

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giovedì 7 novembre 2013 - ingresso libero - ore 21.00

con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU, CINETECA LUCANA

Trama. Pauline, una graziosa tredicenne, trascorre gli ultimi giorni di vacanza, a settembre, con la seducente cugina trentenne Marion, in una villetta sulla spiaggia della Normandia. Pauline conosce un coetaneo, Sylvain, con cui stabilisce un franco rapporto di simpatia e di amicizia, ma nel frattempo assiste a tutto il complesso gioco dei sentimenti e delle attrazioni degli adulti. C'è Pierre, un tempo innamorato pazzo di Marion, che ha alle spalle un matrimonio fallito e, mentre cerca il grande amore nutre una forte gelosia nei suoi confronti; c'è Henri, un playboy vacuo e chiacchierone ma interessante, che filosofeggia con Marion sui sentimenti dicendo di non volersi legare perché il vero amore è solo illusione, ma ne diventa ben presto l'amante, pur non disdegnando di avere una relazione anche con Rosette. In un turbine di equivoci e di amori impossibili, l'estate finisce e le due cugine rientrano a Parigi. Pauline, senza volerlo, ha avuto quella iniziazione amorosa, che lo strano clima e i molteplici rapporti umani cui ha assistito hanno, in un certo senso, favorito, tuttavia sciupandola.

Eric Rohmer è stato un regista, sceneggiatore, scenografo, montatore, critico cinematografico e scrittore francese, uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague. È stato critico cinematografico sui Cahiers du cinéma, sin dalla fondazione nel 1951. Dopo aver realizzato numerosi cortometraggi nel corso degli anni cinquanta, ha esordito nel lungometraggio nel 1959. Ha realizzato ventitre film, organizzati per la maggior parte in tre cicli narrativi:Sei racconti morali, Commedie e proverbi, Racconti delle quattro stagioni. Per Rohmer il cinema ...ha la missione, non tanto di inventare, ma di scoprire, di catturare la bellezza come una preda.

Critica


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giovedì 31 ottobre 2013 - ingresso libero
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU, LILT (lega italiana per la lotta contro i tumori)

inizio ore 18.00

PREVENIRE IL TUMORE DEL SENO
partecipano:
Dott. Giuseppe Serravezza - Oncologia - Casarano (LE)
Dott. Luigi Manca - Chirurgo senologo - Petrucciani (LE)
Dott.ssa Marianna Burlando - Psico-oncologa LILT (LE)
Daniele Colica - delegato LILT Calimera (LE)

a seguire
IL GIORNO CHE VERRÀ un film documentario di Simone Salvemini
Sinossi. Daniela è incinta, Pierpaolo sta ultimando una inedita e scioccante mappa della città, Paola aspetta di incidere il suo primo disco, Gianni aggiorna il blog e lavora come operaio saldatore. Quattro storie, quattro personaggi, accomunati dall’appartenenza al movimento “No al Carbone”, per raccontare la vita di un territorio, Brindisi e la sua zona industriale, valutato tra i più inquinati d’Europa. Nonostante i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente e gli studi scientifici sulle malformazioni cardiache neonatali (68% in più della media europea), la politica ignora l’emergenza. La gente invece è pronta al cambiamento.

link al pressbook dell'opera

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domenica 27 ottobre 2013 - ore 17.30 ingresso libero
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

Il Cinema Elio insieme a D'AUTORE (circuito regionale sale cinematografiche di qualità) sono felici di proporre al pubblico più giovane (o giovane "dentro") lo straordinario film d'animazione ERNEST & CELESTINE tratto dagli albums di Gabrielle Vincent, sceneggiato da Daniel Pennac, con le voci di Alba Rohrwacher e Claudio Bisio.

(Stiamo organizzando delle matinées con il distretto scolastico di Calimera per i ragazzi delle scuole medie)

Presentazione. Si dice che le cose semplici siano le più straordinarie. Prova ne è questo film d’animazione, che in un’epoca cinematografica in cui imperano effetti digitali e tridimensionali sempre più all’avanguardia si staglia proprio per la semplicità e la poesia del tratto grafico. Un disegno bidimensionale, sfumato ad acquarello che si mantiene fedele agli album di Gabrielle Vincent da cui il film è tratto e che nella “raffinata imperfezione” trova la sua autenticità e tenerezza. Risultando per altro non meno sorprendente in vivacità e dinamicità dei cartoons di nuova generazione.

Trama. La storia, ambientata in un universo antropomorfo, è quella della strana amicizia tra un orso burbero e solitario di nome Ernest, il quale sogna di fare l'artista, e una topolina, Celestine, che non vuole diventare dentista come le è stato imposto dalla società, sognando di fare la pittrice. Dopo un incontro iniziale burrascoso, i due sviluppano un legame molto forte attraverso il quale per la prima volta fanno esperienza di una vera famiglia e aiutano le rispettive comunità a superare i pregiudizi che da sempre creano divisioni e ostilità.
Ernest & Celestine, pur nella sua semplicità, diventa allora una bella lezione di umanità, sempre attuale, laddove la ricchezza non risiede nella spettacolarità ma nel calore del messaggio e dei disegni che prendono vita sullo schermo. E, per una volta, anche nelle belle voci di Claudio Bisio e Alba Rohrwacher, che doppiano i due protagonisti.

Considerazioni. La linearità della trama, adatta ai più giovani, non impedisce di creare diversi piani di lettura e di affrontare tematiche adulte. La forma si mette a servizio di un contenuto che, come una scatola cinese, rivela messaggi sempre più profondi. Merito di una sceneggiatura firmata da Daniel Pennac, capace di divertire ma anche commuovere, attraverso riflessioni tutt’altro che scontate, soprattutto per gli spettatori giovani a cui si rivolge. Si ride della goffaggine di Ernest che, a causa del suo volume, diventa protagonista di molte gag, così come della pepata determinazione – a metà tra saggezza e insolenza – che anima Celestine. Ma si rimane anche spiazzati quando i due amici ammettono la loro profonda solitudine, non nascondono la paura e con tristezza parlano dei loro sogni, infranti ancor prima di aver provato a realizzarli. L’assenza di una famiglia (la topina vive in un orfanatrofio governato da La Grise, una terribile “mamma” che mantiene l’ordine e la disciplina, incutendo terrore nei piccoli), un talento che non trova il terreno giusto per potersi esprimere e deve fare i conti con un destino imposto e non scelto, un profondo ed essenziale bisogno d’amore e di condivisione, a dispetto dello stupido pregiudizio per cui topi e orsi non potranno mai essere amici: sono queste le basi su cui si fonda l’immediata affinità che si crea tra i due protagonisti. E che li rende unici agli occhi di una società che non riesce a superare certe (false) credenze, diffidenze e una marcata ottusità mentale. E che tanto meno può sopportare il piccolo furto di cui i due si macchiano. Un gesto che dà a Pennac l’occasione di riflettere sul tema della giustizia, sulla bontà d’animo e soprattutto sul valore della solidarietà.

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Giovedì 6 giugno 2013 - ore 20.30
appendice della rassegna PER NON DIMENTICARE 2013

come promesso nel suo videomessaggio dello scorso 22 maggio,
Antonio Ingroia (già P.M. presso il Tribunale di Palermo), in un periodo molto travagliato della sua vita, torna a parlare della trattativa Stato-mafia e del processo da lui istruito a carico di illustri imputati, che si tiene in questi giorni, nell'incontro - dibattito sul tema: "Quanto è vero che «abbiamo una mafia più civile e una società più mafiosa»"?
Insieme a lui, incontrerà il pubblico del Cinema Elio di Calimera, Gabriella Stramaccioni, (già coordinatrice nazionale di "Libera").
Anche quest'appendice, come l'intera rassegna del maggio calimerese dedicata alla legalità, è stata voluta e patrocinata, tra gli altri, da "Nomeni - per Antonio Montinaro", "Kama", "Libera", "Facoltà di Scienze della formazione, scienze politiche e sociali dell'Università del Salento", "Avviso pubblico".
L'ingresso è libero.

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Martedì 28.05.2013_proiezione/anteprima ingresso libero_ore 20.30

alla presenza del regista e del cast del film

IO NON HO VOCE un film di Palmiro LIFONSO
Soggetto e sceneggiatura : Palmiro LIFONSO
Direttore della fotografia : Tommaso FAGGIANO
Regia : Palmiro LIFONSO e Fabrizio LECCE
Montaggio: Fabrizio LECCE e Tommaso FAGGIANO
Colonna sonora : Franco MORONE
55 Minuti – Produzione Ita – 2012Lungometraggio - Formato di ripresa: HD

Sinossi. La pazzia non esiste, non è una malattia e non la si trova in nessun libro di patologie mentali. La depressione invece è un fenomeno tipico di tutte le società moderne e spesso chi ne rimane affetto diventa un incompreso, trattato con misericordia e compassione oppure con indifferenza, raramente con comprensione. A un amico meravigliato dal numero di persone "senza voce" che vagabondavano per il mio paese risposi che qui loro non sono solo dei numeri, vivono nella collettività anche se non ne fanno parte pienamente.Lontani dal comprendere il senso di questa civiltà, dei suoi ritmi, le esigenze e la storia, guardano il mondo con una soggettiva diversa. Nei grandi centri urbani, dove invece non può esistere lo stesso coinvolgimento e libertà, "chi non ha voce" resta persino sigillato in casa. Di tanto in tanto, quando i due mondi si confrontano, ci sorprendono con virtuosismi tecnici, ragionamenti avanguardisti e dimostrando piena coscienza del propr io stato di disabilità psichica e del loro malessere. Qui io racconto le storie di vite emarginate sospese alla ricerca perduta di caffè e sigarette, dialoghi realmente avvenuti, presunti o immaginati, nel mio borgo o in quello di qualunque altro posto sulla terra.

Note del regista sul film. Ho scelto il linguaggio teatrale immaginando l’indifferenza del pubblico che osserva lo spettacolo quasi il problema non esistesse, nemmeno in forma artistica. Scrivendo il soggetto e i monologhi che raccontano alcuni personaggi, sentivo l'urgenza di urtare il gusto e la psiche dello spettatore, senza immagini raccapriccianti, ma solo portandolo a immaginare la condizione di vita di un emarginato. "Io Non Ho Voce" nasce insieme alla consapevolezza dei personaggi di cui narro le storie di non contare nulla, di essere un problema e non una risorsa, di far paura o peggio ancora di non esistere.

Informazioni sul regista. Palmiro Lifonso, sono io, e mi hanno detto che son venuto  alla luce il 6 settembre del 1973. Sono un sognatore e tale mi piacerebbe rimanere.
Nel 2009, pubblico il mio primo lavoro dal titolo PASSIUNA Opera Rock, Tra Fede, Tradizione e Dubbi , lavoro che intrecciando varie arti, dal teatro alla musica, prende la tradizione popolare per distruggerla con il Rock e dare vita a qualcosa di nuovo, una rinascita. Nel 2013 ho ultimato il mio primo lungometraggio dal titolo IO NON HO VOCE.


Attori principali: Antonio Rocco  BUCCARELLO, Roberto LUZIO, Graziano MUSCARA, Alessandro FUSO, Roberto LANCIANO, Diana COSTA, Luigi COSTA, Antonio GEMMA, Alfredo CARACUTA


link locandina

link pressbook


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INGRESSO LIBERO - PARTECIPARE È UN DOVERE MORALE



venerdì 10 maggio 2013_ore 20.30


presentazione del libro
NOSTRA MADRE RENATA FONTE di Ilaria Ferramosca, Gian Marco De Francisco
videomontaggio da 
"LA POSTA IN GIOCO" di Sergio Nasca e immagini di archivio
partecipano
Ilaria Ferramosca (autore/sceneggiatore)
Gian Marco De Francisco (illustratore)
Salvatore Colazzo (preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali dell'Università del Salento)
Viviana Matrangola (Referente Ass.ne Libera Internazionale, figlia di Renata Fonte)
Sabrina Matrangola (figlia di Renata Fonte)
Leo Palumbo (Ass.re alla Cultura del Comune di Calimera)
Alberto Giammaruco (illustratore)

mercoledì 15 maggio 2013_ore 19.00


incontro/dibattito sul tema
“ORGANIZZAZIONI CRIMINALI AL TEMPO DELLA CRISI ECONOMICA”
accreditato dal Consiglio dell'ordine degli Avvocati di Lecce
partecipano:
Francesco Forgione (ex presidente della commissione Antimafia - autore del libro Porto franco)
Giulio De Simone (Avvocato, Docente presso l’Università del Salento)
Elsa Valeria Mignone (sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce)
Giovanni Cucurachi (Capo Ufficio Operazioni del Comando Tutela Economia della G.d.F.)
Gabriele Russo – Avvocato amministrativista

mercoledì 22 maggio 2013_ore 20.30


documentario
UOMINI SOLI un film di Paolo Santolini e Attilio Bolzoni
partecipano:
Attilio Bolzoni (autore giornalista di Repubblica)
Simona Dalla Chiesa (giornalista, figlia del Generale Dalla Chiesa)

giovedì 23 maggio 2013_ore 9.30
premiazione
BORSA DI STUDIO ANTONIO MONTINARO
partecipano: Giuseppe Rosato (Sindaco di Calimera), Leo Palumbo (Assessore alla cultura di Calimera), Vincenza Ingrosso (Dirigente scolastica di Calimera)

venerdì 31 maggio 2013_ ore 18.00
Santa Messa presso la Chiesa Madre presieduta da Don Luigi Ciotti
a seguire ASSEGNAZIONE DEL PREMIO “ANTONIO MONTINARO”
la serata prosegue al Cinema Elio
proiezione cortometraggio vincitore del premio 2012
"A 29" regia di Vincenzo Ardito, Daniela Baldasarre scritto da Marica Todaro, Violetta Torres.
lettura
PRINCIPI DI LEGALITÀ - giovani calimeresi accompagnati da Emanuele Licci (chitarra)
concerto
“FUORI LA VOCE!” - itinerario musicale di legalità, contro tutte le mafie
con i “Manatthan Controtransfert”
Andrea Tommasi (tastiere), Egidio Marullo (batteria), Francesco Aprile (chitarre), Luisa Greco (voce)
partecipano:
Don Luigi Ciotti (presidente di LIBERA)
Michele Emiliano (Sindaco della città di Bari)
Alessandro Cobianchi (Presidente regionale LIBERA)
Francesco Ardito, Daniela Baldassarre (regista)
Giorgio Consoli, Claudio Salvato, Corrado la Grasta, Lidia Pentassuglia (attori)




venerdì 26 aprile_inizio ore 20.30- ingresso libero
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU


IO SONO COME UN ALBERO regia di Fernando Bevilacqua
Cici Cafaro, poeta contadino
“Io sono come un albero” mi disse una volta CiCi. In questo documentario ho voluto raccogliere una serie di attestazioni di stima di personaggi della cultura salentina verso CiCi Cafaro, tessendone gli interventi in capitoli che attraversano la trama dei racconti sapidi, epici e picareschi del poetacontadino. Questo lavoro è il mio omaggio verso una persona che l’Esistenza ci ha donato e gode della mia stima ed ammirazione.
I personaggi intervistati in ordine di apparizione:Eugenio Imbriani, Daniele Durante, Franco Tommasi, Enza De Luca, Gigi Chiriatti, Brizio Costantini, Giovanni Pellegrino, Marcello Costantini, Isabella Bernardini, Pierfrancesco Pagoda, Massimo Melillo, Antonella Screti

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giovedì 11 aprile_inizio ore 20.30- ingresso libero
con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU



con Franco Nuzzo, Salvatore Cotardo, Roberto Licci, Rocco de Santis, Antonio Cotardo, Chingsum Luk, Maria Assunta Aventaggiato
Regia Mirko & Dario Bischofberger
Sinossi. Jessye è una giovane e moderna donna cinese che lavora per l'ufficio del turismo nazionale in Cina. Viene inviata in un piccolo villaggio nel sud Italia per studiare il potenziale turistico della regione in relazione alla fiorente industria del turismo cinese. Il suo unico contatto è inizialmente Franco, un contadino solitario che vive con i suoi animali in campagna e affitta le sue camere. Nel villaggio incontra anche Salvatore, che possiede il pub del paese e sogna di possedere uno stile di vita moderno. Attraverso queste e altre persone della regione Jessye inizia a conoscere meglio le loro tradizioni e il loro dialetto greco sempre più a rischio di estinzione circondato dall'invasione della attuale industria del turismo.
Inizialmente, la presenza della ragazza giovane e cosmopolita cinese è percepita come innocua ed esotica dalla popolazione locale. Tuttavia, col passare del tempo comincia gradualmente a irritare e stimolare gli abitanti del villaggio. In modo passivo, attraverso il suo "esotismo", la figura allegorica della ragazza cinese costringe il paese a confrontarsi con la sua identità culturale e i suoi valori. Il film pone in ultima analisi la questione della stabilità dei valori culturali e delle identità. Da una parte ci sono i timori legati alla supposta scomparsa dei valori tradizionali, dall'altra i sogni e le speranze sollevate dalla possibilità di ridefinire la cultura della regione.

Mirko e Dario Bischofberger discendono da immigrati italiani in Svizzera. Sono cresciuti tra diversi universi sociali e linguistiche, ed è questo mix culturale che permea il loro cinema. Anche se rimangono emotivamente legati alle proprie radici italiane, dichiarano chiaramente la loro indipendenza e autonomia con questo primo progetto filmico.
http://ilvecchioeilnuovo.eu/

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mercoledì 13 marzo 2013_inizio ore 20.30 ingresso libero

con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

10 ANNI DI ATTIVITÀ - 13.3.2003 13.3.2013 - Nuovo Cinema Elio
una grande festa per rivivere un decennio di emozioni
CORTI/INEDITI/ANTEPRIME/PROIEZIONI/PERFORMANCES

...le anteprime delle produzioni di KAMA

I RESTI DI BISANZIO un film di Carlo Michele Schirinzi
OGNI VOLTA CHE PARLO CON ME un film di Ippolito Chiarello

e dibattiti su futuro di cinema teatro e dei loro ideali contenitori insieme agli amici:Edoardo Winspeare, Davide Barletti, Sophie Chiarello, Gianluca Arcopinto, Cesare Dell'Anna, Ippolito Chiarello, Admir Shkurtaj, Emanuele Licci, Carlo Michele Schirinzi, Maurizio Buttazzo, Marcella Libonati, Matteo Greco, Biagino Bleve, Gigi De Luca... e molti altri

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venerdì 8 marzo 2013_inizio ore 20.30
ingresso libero

con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

FIMMENE, FIMMENE!
Fimmene, fimmene nasce, come nascono a volte le occasioni migliori, da un incontro fortuito, da una festa durante la quale alcune artiste salentine hanno accettato di condividere l’occasione dell’8 marzo per raccontare in modo personale spaccati dell’animo femminile.Il teatro, la musica, il canto, il cinema e la danza insieme per cercare di abbozzare un quadro comune su ciò che compone la complessità e la differenza dell’ “essere donna”. L’associazione “Lumìe “ e la cooperativa “Kama” intendono offrire, grazie al contributo di artiste come Anna Dimitri, Raffaella Aprile, Cinzia Marzo, Vincenza Magnolo, Enza Pagliara, Caterina Gerardi, Compagnia teatro-danza Skenè, Claudia Giannotta, Sivia Gallone e Valentina Sansò , un momento di incontro e di riflessione sul significato di questa giornata dedicata alla donna.
organizzato da: Anna Dimitri e Raffaella Aprile (Associazione Culturale Lumìe). Un incontro di donne che raccontano la femminilità con musica, canti, video e danza. Performance sonore, musicali e poetiche a cura di: Raffaella Aprile, Anna Dimitri, Enza Pagliara, Vincenza Magnolo, Cinzia Marzo, Claudia Giannotta, Silvia Gallone, Caterina Gerardi (video), Compagnia di teatro-danza Skenè (danza).

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giovedì 28 febbraio 2013_inizio ore 21.00
ingresso libero


con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

ore 21.00 documentario THEO ANGELOPOULOS - il poeta del tempo (anno 2012)
regia di Davide Barletti, Edoardo Cicchetti
ore 21.30 il film LA SORGENTE DEL FIUME (anno 2004)
regia di T. Angelopoulos

Theo Angelopoulos muore il 25 gennaio del 2012 durante le riprese del suo ultimo fiim "L'altro mare".
Ha realizzato più di 15 lungometraggi.
Orso d'oro a Berlino nel 1977 per «I cacciatori», Palma d'oro a Cannes per «L'eternità e un giorno» (1998) e Leone d'Argento al Festival del cinema di Venezia per «Paesaggio nella nebbia» (1988), , Gran premio speciale della Giuria al Festival di Cannes per Lo sguardo di Ulisse.

Il suo sguardo, la sua poesia, i suoi silenzi hanno raccontato un mondo che non conosceva confini.
partecipano:
AMEDEO PAGANI produttore di T. Angelopoulos
DAVIDE BARLETTI regista
VINCENZO CAMERINO critico cinematografico

http://www.facebook.com/events/607019339312312/

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venerdì 22 febbraio 2013_inizio ore 20.30
ingresso libero

con il patrocinio di: D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA, EU

FORZA VENITE GENTE
Un documentario che testimonia l’esperienza di scrittura, regia, allestimento e messa in scena di un musical del quale si conoscevano solo le musiche e i testi delle canzoni principali. Ciò che rende particolarmente straordinaria tale esperienza, è che il lavoro è stato realizzato nel 1988, venticinque anni fa, da una cinquantina di bambini dai 9 agli 11 anni! Hanno operato come una sorta di collettivo, nel quale ciascuno aveva una serie di compiti, puntualmente pianificati e rigorosamente rispettati anche sul palco (dalla scrittura del testo, ai costumi,  alla predisposizione dei microfoni), riuscendo a mettere in scena un lavoro assolutamente inedito rispetto all’originale che non avevano mai visto prima. Sono riusciti a presentarlo persino con musica dal vivo, grazie al supporto di alcuni educatori e di altri ragazzi un po’ più grandi che hanno accettato di buon grado di suonare per loro. Ne è scaturito uno spettacolo con oltre cinquanta interpreti costantemente presenti su un palcoscenico di 8 metri di lunghezza, che ha riscosso un grande successo di pubblico, tanto da essere replicato diverse volte, proprio nel Cinema Elio di Calimera!


da una registrazione del 4 ottobre 1988

con: Cristian Bergamo, Veronica Bergamo, Leo Marsella, Giovanni Marsella, Manuela Tommasi, Veronica De Giorgi, Mauro ROsato, Marco Marangio, Emanuela Castrignanò, Davide Palma, Andrea Esposito, Tommaso Esposito, Antonio Leo, Anna Calò, Elisabetta Pascali, Emanuele Maggiore, Alessandro Cannoletta, Massimiliano Musca, Lucia Paperi, Giancarlo Cretì, Massimo Curlante, Marcello Lefons, Stefania Russo, Sabrina De Matteis, Carmen Russo, Samuele Tommasi, Francesco Doria, Maria Grazia Castrignanò, Dory Mariano, Stefania Sciurti, Francesco Castrignanò, Tanya Tommasi, Anna Civino, Sandra Preite, Alessandra Mazzei, Silvia Dimitri, Marina Tommasi, Giovanni Rosato, Rossana Roma, Marco Rossetti, Giovanni Roma, Simone Gemma, Emanuele Russo, Mario Cucurachi, Irene Petracca, Stefano Mazei, Sara Martano, Andrea Tommasi, Massimo Leo, Emanuele Licci, Marco Tommasi.

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venerdì 15 febbraio 2013_inizio ore 18.30
ingresso libero

con il patrocinio di: COMUNE DI CALIMERA, PROVINCIA DI LECCE,
D'AUTORE, AFC, REGIONE PUGLIA,EU,
MUSEO STORIA NATURALE DEL SALENTO, EIFF FILM FESTIVAL

MUSEOSTORIA NATURALE DEL SALENTO - CALIMERA PROVINCIA DI LECCE
videodocumenti e testimonianze delle attività del museo
GAW-SIT - l'acqua che vive - T.re Guaceto un film di Eugenio Manghi e Giuseppe Affinito
«una perla di natura incastonata nel meraviglioso paesaggio rurale alle porte del salento»

interverranno: prof. LUIGI TOMMASI vice dirett. museo, dott. NICOLA CUCURACHI vice dirett. museo, prof. ANTONIO DURANTE direttore museo, SANDRO PANZERA direttore osservatorio faunistico provinciale, GIUSEPPE ROSATO sindaco Comune di Calimera, dott.LUIGI MAZZEI capo gabinetto provincia di lecce, ANDREA PASCALI consig. com. con delega al museo, APOLLONIO TOMMASI consigliere comunale, ROBERTO QUARTA direttore EIFF FILM FESTIVAL di Nardò, GIUSEPPE AFFINITO regista

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venerdì 25 gennaio 2013_ore 21.00 INGRESSO LIBERO

DACHAULIED (canzone di Dachau) con Franco Oppini, di Rina La Gioia e Christian Palmisano
Liberamente ispirato ad una storia vera
La Musica, può lenire il dolore e suggerire una speranza di salvezza?...É quanto ha fatto intendere il compositore e musicista viennese HERBERT ZIPPER, con il suo motto “Finché c’è la musica, c’è anche la speranza”, diventato epitaffio sulla sua tomba. Un flash back della vita di Herbert Zipper, nel 1938 e detenuto nei lager di Dachau, si rinnova in un ex campo di concentramento per internati ebrei e i perseguitati dal regime, chiamato “Casa rossa”, nei pressi di Alberobello, in Italia, dove incontra i suoi amici della Filarmonica di Monaco e li esorta a non soccombere allo slogan “Arbeit macht frei”, ma ad interpretare lo stesso (Il lavoro rende liberi), in modo da riconquistare la loro dignità umana, lesa dalla violenza nazista. Riconoscendo alla Musica funzioni terapeutiche, induce i suoi compagni di “viaggio” a condividere il suo motto di salvezza “Finché c’è la musica, c’è anche la speranza”, sotto testo “non arrenderti mai”. Quindi, li sollecita a costruire rudimentali strumenti musicali, con materiale povero da cercare tra i rottami sparsi nei campi di concentramento; a Jura Soyfer, poeta e drammaturgo,gli affida il compito di comporre un testo, lasciando a se stesso la parte musicale. Nasce la “Canzone di Dachau”, memorizzando parole e musica, solo nella testa, durante i lavori nei campi, per non destare sospetti. Nasce una piccola orchestra clandestina diretta dallo stesso Zipper, che suona in latrine gelide e maleodoranti, nell’esigue tregue concesse.
Dachaulied divenne l’inno di resistenza antinazista e regalò una speranza a milioni e milioni di condannati a morte durante l’Olocausto.

BRIZIO TOMMASI attraverso la sua storia la tragedia della deportazione

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in sala mercoledì 19 dicembre_ore 20.30
ingresso libero

CADENAS di Francesca Balbo.
In quella parte di Sardegna che si snoda tra la Trexenta, il Campidano e il Gennargentu corre un treno senza tempo, il cui passaggio è salutato da piccoli puntini gialli che agitano una paletta verde e rossa, le guarda-barriera. Un lavoro che si eredita in linea femminile da generazioni. Bloccano il traffico al passare del treno, poche centinaia di chilometri di rotaie secondarie che incrociano strade secondarie percorse da macchine, trattori, pecore e apecar. Ad ogni incrocio presidiato da una signora in giubbottino fluorescente il macchinista tira una corda e alza il braccio per salutare. Il treno supera con un fischio la guarda-barriera e corre via nella polvere, scomparendo dietro una curva: uomini, macchine e animali sono finalmente liberi dalla catena che chiude l’accesso ai binari. Intorno il paesaggio alterna campi gialli e muretti a secco, pianure macchiate di cactus, foreste e strette gole di montagna. La custodia del passaggio a livello è totalizzante: implica cura, responsabilità e attenzione, diventa un’ossessione che abita persino i sogni. È un lavoro antico destinato alle donne, che vi si dedicano con ripetitività quasi rituale, durante tutto il giorno, tutti i giorni dell’anno. Il passaggio a livello con le sue catene riduce tutto a sé: l’ora della sveglia, del pranzo e della cena è imposta dal treno, le attese nelle garitte o in macchina sono scandite dai ritardi del treno, il ritmo della giornata è sincopato, incerto, spezzato, mentre l’alternarsi dei gesti sempre uguali è una certezza ineluttabile. Il film racconta queste donne, le guarda-barriera sui binari delle Ferrovie della Sardegna: la loro vita, il loro lavoro, il rapporto con il tempo e lo spazio della Ferrovia.


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mercoledì 17 ottobre ore 21.00
evento gratuito_proiezione del film Effetto Paradosso un film di Carlo Fenizi



http://www.effettoparadossofilm.com/#contenuto1
sinossi: Effetto Paradosso é una fiaba pugliese.Il film girato ad Orsara di Puglia racconta la storia di Demetra, una giovane ingegnera che conduce una vita grigia e dedicata esclusivamente al lavoro, nulla sfugge al suo controllo. Chiamata dal comune di un paesino del nord della Puglia per una perizia su un terreno, deve allontanarsi per una notte. Quel viaggio in terra dauna cambierè il senso della sua vita.Demetra si trova improvvisamente catapultata in una dimensione fiabesca, fuori dal mondo; il paese si presenta come un microuniverso magico, in cui le regole sociali e i rapporti umani sono improntati su modelli alternativi. Demetra é costretta a trattenersi più del dovuto in quanto continui imprevisti non le consentono di svolgere il suo lavoro e scopre che sul terreno in questione nasce l’Ipazia, una pianta spontanea dai sorprendenti poteri benefici, unica al mondo e alla base di tutti prodotti locali. Spiazzata, confusa e turbata dalla realtà che la circonda, Demetra viene messa alla prova. Quella dimensione riesce a far crollare in lei convinzioni e certezze di un’intera esistenza e a svelare misteriose coincidenze.





martedì 30 ottobre ore 19.30 LA PIETRA E LA MEMORIA
evento gratuito_opera multimediale di memoria collettiva a cura di Renato Colaci


Il Municipio di Atene nel 1960, su richiesta dell’allora sindaco di Calimera dott. Giannino Aprile, fece dono al comune della Grecìa Salentina, come segno delle comuni origini, di una stele attica del IV secolo a. C. L’importante monumento fu collocato nei giardini pubblici appena realizzati da quella Amministrazione. A distanza di più di 50 anni, a seguito di numerosi interventi su FB di membri del gruppo “Kalimeriti”, si è sviluppata l’idea di un evento finalizzato a sensibilizzare amministratori e cittadini sulla enorme importanza dell’opera d’arte custodita nei giardini di Calimera e a risvegliare la memoria sopita sul valore simbolico di un gesto che, all’epoca, suggellava la fratellanza fra i due popoli. In questi tempi “poveri” si avverte ancor di più il desiderio e la necessità di ribadire la forza della cultura come strumento di condivisione e di solidarietà umana.

INTERVERRANNO: Alfredo Calabrese (Scultore)Renato Colaci (Amministratore gruppo FB “Kalimeriti”)Luigi Garrisi (Operatore culturale e musicista)Sofia Giammaruco (Esperta materiali lapidei)Brizio Montinaro (Attore e ricercatore)Annalucia Tempesta (Archeologa del Museo provinciale Lecce)Raffaella Aprile (Musicista)Antonio Castrignanò (Musicista)Salvatore Cotardo (Musicista)Ninfa Giannuzzi (Musicista)Emanuele Licci (Musicista)Roberto Licci (Musicista)Andrea Tommasi (Musicista)Leo Palumbo (Assessore alla cultura comune di Calimera)Luigino Sergio (Presidente Unione dei comuni della Grecìa Salentina)



giovedì 15 novembre ore 20.30 AVEC TOI SANS TOI
evento gratuito_un film documento di Francesca Ragusa


AVEC TOI SANS TOI un film di Francesca Ragusa
(con te senza te)
sceneggiatura Francesca Ragusa
liberamente ispirato agli scritti di Josette Géraud Hayden
immagine Kirk Tougas, Francesca Ragusa
montaggio Anne Marie Leduc
musica Silvia Filus
produzione La vie est belle films, Parigi, 2011

Il documentario racconta la vita tumultuosa di Josette Géraud Hayden (1913-2003) giovane sposa del grande pittore della scuola di Parigi Henri Hayden, entrambi amici intimi di Samuel Beckett.
Una brillante conversazione filmata prima della sua scomparsa, i suoi diari ed i suoi dipinti restituiscono il ritratto di una donna moderna, anticonformista e contraddittoria , che ha vissuto lacerata  da un duplice sentimento amoroso all’ombra dei due uomini della sua vita. Alla morte del marito, Josette consuma 15 anni nella depressione e nell’alcoolismo. Riemerge, ostinatamente aggrappata come un personaggio di Beckett alla propria ossessione e alla propria arte, per conquistare una vecchiaia saggia e disincantata, senza rancori ne’ rimpianti.




giovedì 29 novembre 2012_ore 20.30

IL GEMELLO un film di Vincenzo Marra

alla presenza di Gianluca Arcopinto (produttore), M.P. Scarciglia (Ass.ne Antigone), Don R. Bruno ("Libera")

"Il Gemello" è il nomignolo di Raffaele. Ha ventinove anni e due fratelli gemelli. È entrato in carcere all´età di quindici per aver rapinato una banca, da dodici vive lì dentro. Raffaele non è un detenuto normale, ha carisma e gode di grande "rispetto" da parte degli altri detenuti. Il carcere circondariale di Secondigliano (Napoli) è la sua casa. In quel luogo di dolore, vive con il suo compagno di stanza Gennaro; coetaneo e condannato all'ergastolo. Con lui lavora alla raccolta differenziata dei rifiuti e grazie a questo lavoro mantiene la sua famiglia d'origine. Raffaele ha un rapporto speciale anche con Niko, il capo delle guardie carcerarie con cui parla e si confronta. Niko sta cercando di introdurre nelle sezioni carcerarie che dirige regole più umane e attente all'individuo. Il film è un viaggio all'interno dei luoghi fisici e dell´anima di Secondigliano, dagli spazi angusti delle celle, al parlatoio in cui si incrociano le esistenze dei tre protagonisti tra piccoli e grandi avvenimenti.«Oltre a continuare il mio viaggio nei luoghi di Napoli iniziato 12 anni fa con Estranei alla Massa e proseguito con L´udienza è Aperta prima e il Grande Progetto poi, volevo usare il carcere e la mia capacità di relazionarmi con le persone e con gli spazi della mia terra, entrando in questo luogo di dolore, con l´unico obbiettivo di cercare di restituire agli spettatori, in modo fedele, l´esperienza dei protagonisti. Mi ero prefisso anche l´obiettivo di ridurre ancor più, di quanto già fatto in precedenza, il confine tra fiction e documentario». (Vincenzo Marra)

Vincenzo Marra (Napoli, Italia, 1972) abbandona la sua attività di fotografo sportivo nel 1996 per cimentarsi nel mondo del cinema. Alla fine degli anni Novanta scrive e dirige due corti, Una rosa prego e La vestizione. Il suo primo lungometraggio, Tornando a casa (2001) vince numerosi premi internazionali, tra cui quello del Miglior Film della Settimana della Critica a Venezia. Successivamente firma due documentari: Estranei alla massa, selezionato in concorso a Locarno, e Paesaggio a Sud, presente nella sezione "Nuovi territori" della Mostra di Venezia. Nel 2004, scrive e dirige il suo secondo lungometraggio, Vento di Terra. Il film riceve numerosi premi, tra cui il Fipresci alla Mostra di Venezia. Nel 2005 è nuovamente presente a Locarno nella competizione video con un documentario dal titolo 58%. Nel 2006 è la volta de L´udienza è aperta, selezionato alle Giornate degli Autori. L'anno dopo, sempre al Lido, è in concorso con L´ora di punta. Nel 2008 torna al documentario con Il Grande progetto.





sabato 8 dicembre 2012_ore 20.30

THE GOLDEN TEMPLE un documentario di Enrico Masi

Una riflessione sull'anima consumista dei Giochi Olimpici 2012 di Londra che percorre diversi aspetti: dall'impianto esasperatamente consumista alla celebrazione della grandezza di una nazione, dallo sport letto come mezzo per mitigare le tensioni sociali all'avvicinamento dell'autore alle persone, lette nelle loro espressioni, nei volti, nei timbri di voce.

alla presenza di Enrico Masi (regista)Stefano Migliore (sceneggiatore/produttore)


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sabato 5 maggio ore 20.30 – incontro con Salvatore Borsellino (fratello del magistrato P.Borsellino)

saluto dell'Ass. alla Cultura del Comune di Calimera Leo Palumbo

C'ERA UN'AGENDA ROSSA E NON SI TROVA PIÙ (19 luglio 1992: una strage di stato)


martedì 8 maggio ore 20.30 – Evento

PRIMA DEGUSTAZIONE DEL VINO “ANTONIO MONTINARO”

saluto dell'Ass. alla Cultura del Comune di Calimera Leo Palumbo

partecipano: Don Raffaele Bruno, Alessandro Cobianchi (Ref. regionale LIBERA), Alessandro Leo (Pres. Coop. TERRA PUGLIA)

a seguire concerto: FUNZIONE PREPARATRICE DI UN REGNO – di Ninfa Giannuzzi


venerdì 11 maggio ore 20.30 – CinemainsiemE

LA PEDATA DI DIO - di T. D'Elia, S. Bonanni e D. Preziosi

partecipano: S. Bonanni (regista), Gabriella Stramaccini (Coord.Naz. LIBERA)



giovedì 17 maggio ore 20.30 – Presentazione del libro

NEL LABIRINTO DEGLI DEI – Storie di mafia e antimafia di Antonio Ingroia

partecipano: Antonio Ingroia (Magistrato della Procura distrettuale antimafia di Palermo), Alessandro Cobianchi (Ref. regionale LIBERA)

VERSO-CAROVANE ANTIMAFIE 2012 - PUGLIA-18/22 MAGGIO


lunedì 21 maggio ore 20.30 – Incontro

LAVORO E LEGALITÀ

saluto dell'Ass. alla Cultura del Comune di Calimera Leo Palumbo

partecipa: Susanna Camusso (Segretario Generale C.G.I.L.), Salvatore Arnesano (Segr.Gen. Camera del Lavoro Terr. di Lecce)


mercoledì 23 maggio ore 9.30 – Premiazione

BORSA DI STUDIO ANTONIO MONTINARO

partecipano:Giuseppe Rosato (Sindaco di Calimera), Leo Palumbo (Assessore alla cultura di Calimera), Vincenza Ingrosso (Dirigente scolastica di Calimera)


sabato 26 maggio ore 20.30 – Teatro

SEDIE VUOTE NEL MIO PAESE – a cura di Somnia Theatri


giovedì 31 maggio

ore 19.00 - SANTA MESSA PRESSO LA CHIESA MADRE presieduta da Don Luigi Ciotti
ore 20.30 - ASSEGNAZIONE DEL PREMIO “ANTONIO MONTINARO”

partecipano:Don Luigi Ciotti (presidente di “Libera”), Michele Emiliano (Sindaco di Bari), Don Gigi Toma (parroco di Calimera), Alessandro Cobianchi (Ref. regionale LIBERA), i ragazzi sopravvissuti a Capaci e i familiari delle vittime di mafia Puglia



La libreria Volta la Carta e Kama presentano
venerdì 23 marzo 2012
serata dedicata al terribile tema delle violenze sui minori

  • inizio ore19.00_presentazione del libro

L'ODORE DI INCENSO Il diario di Daria
di Roberto Pati


Daria è una ragazzina vittima di attenzioni sempre più insistenti da parte di alcuni adulti. Tra questi, esponenti del mondo ecclesiastico, aiutati dalla complicità della madre, si fanno sempre meno scrupoli e più pericolosi. 
È una storia spietata, raccontata con grande maestria da Roberto Pati che, pur toccando temi oscuri e spinosi, non cede mai alla condanna facile ma si addentra nella psiche dei personaggi, sviscerandone i sentimenti. 
Nella terra della taranta, come le dominazioni che si sono succedute, si mischiano e contaminano le vite dei personaggi di questo romanzo, generando a volte obbrobri e scempi, altre magnifiche cattedrali barocche.

parlano del libro: Roberto Pati (autore), Paolo Raffaele Sabato
interviene: Emanuele Maggiore (operatore comunità educativa "Domenico Savio" Corigliano d'Otranto)


  • a seguire_proiezione del film

POLISSE
di Maiwenn Le Besco

Trama. Il Ministero dell'Interno assegna alla foto-reporter Melissa l'incarico di realizzare un libro fotografico sulla 'Brigade de Protection des Mineurs' (Squadra di protezione dei minori). Attraverso il suo obiettivo, la donna cattura le immagini dei poliziotti impegnati nella routine quotidiana, diventando così consapevole di quanto duro sia il lavoro della BPM: dagli interrogatori con presunti padri molestatori alle retate notturne per liberare i piccoli rom dalla schiavitù, ogni agente assume su di sé la responsabilità di un avvenire meno infausto per i minori che deve tutelare e allo stesso tempo è costretto a tirare avanti con la consapevolezza che al peggio non c'è mai fine, sacrificando anche la vita privata e le esigenze delle persone care. Nonostante tutto, però, il lavoro di squadra riserva anche momenti per riflettere sui rapporti interpersonali, gioire per la solidarietà dei colleghi e scoppiare a ridere in modo irrefrenabile nei momenti più inaspettati.
Critica. "Un film che «Le Figaro» ha definito 'il primo choc di Cannes' proprio per la durezza dei temi che affronta: aborti, abusi sessuali di padri sulle figlie, di nonni sulle nipotine, violenze di istruttori sugli allievi, di compagni di scuola su altri compagni, e poi casi di esibizionismo, voyuerismo, di miseria estrema e di maternità negata. Un calvario. Le storie raccontate sono tutte vere, precisa la regista che ha ritagliato per sé il ruolo di una fotografa, e sono vere le vite dei dieci poliziotti, un gruppo compatto e solidale, quasi una famiglia, dove «ci si protegge l'uno con l'altro e si sta sempre insieme»."














GIOVEDI' 8 MARZO

INIZIO ORE 19.00

In collaborazione con la libreria Voltalacarta e la casa editrice Kurumuny, partendo dalla presentazione del libro "DONNE VIAGGIO IN SETTE FILM" di Rita Picchi, ci sarà spazio per un confronto intorno ai problemi che vedono le donne impegnate in una dura battaglia contro ideologie retrograde che ancora oggi persistono nella nostra società.

INTERVERRANNO:

SERENELLA PASCALI - giornalista, esperta di politiche sociali

MAURO MARINO - PRESIDIO DEL LIBRO di Lecce (Fondo Verri)

GABRIELE RUSSO - avvocato, direttore artistico Cinema Elio

ANNA CHIRIATTI - casa editrice Kurumuny

_Il libro:

Sette film, sette personaggi femminili con una caratteristica comune: queste donne sono delle guerriere. Sette creature così forti da acquistare vita propria uscendo dai confini della pellicola per entrare nel nostro immaginario: una suggestione che ci invade, una specie di totale immersione in volti, colori, paesaggi. Un lavoro che apre una finestra sull'universo femminile, racconta le donne, le loro difficoltà, ma anche il loro coraggio e la loro forza d'animo.

_e ora dove andiamo? di Nadine Labaki

ingresso libero ORE 21.00

Trama. In un isolato villaggio libanese dove cristiani e musulmani convivono pacificamente, un gruppo di donne è determinato a proteggere la comunità disinnescando le improvvise tensioni interreligiose portate da forze esterne al villaggio.

Critica. Nel Libano eternamente dilaniato tra mille fazioni è nata una regista che maneggia i generi più esplosivi e le trovate meno ortodosse con leggerezza da coreografa e mira da lanciatore di coltelli. Si chiama Nadine Labaki e qualcuno si ricorderà di lei per 'Caramel', la commedia ambientata in un salone di bellezza che rivelò il suo talento (e la sua grazia, Labaki è anche attrice, qui fa la padrona del bar). Stavolta però la 37enne scoperta a Cannes compone un'irresistibile requisitoria per la pace mescolando gli ingredienti più disparati con sfacciataggine, inventiva, felicità non comuni. 'E ora dove andiamo?' si apre infatti con una memorabile scena da tragedia greca - un gruppo di donne nerovestite avanza battendosi il petto e quasi danzando in un paesaggio desolato - ma presto si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Un'indiavolata commedia rusticana, parlata e qua e là cantata in arabo. Un western mediorientale in cui le donne hanno il ruolo dei buoni e gli uomini quello dei cattivi. Una favola con momenti musical ambientata in un paesino dove cristiani e musulmani convivono in naturale e precaria armonia.





giovedì 10 novembre 2011 ore 21.00

ingresso libero

al termine incontro/dibattito su quel che resta della fede con Don Gigi Toma (parroco di Calimera)

Trama. Marta ha tredici anni e, dopo averne passati dieci con la famiglia in Svizzera, è tornata a vivere a Reggio Calabria, la città dov'è nata. Subito si confronta con un mondo sconosciuto diviso tra ansia di consumismo moderno e resti arcaici. Inizia, così, a frequentare il corso di preparazione alla cresima, cercando nella parrocchia le risposte alla sua inquietudine. Incontra don Mario, prete indaffarato e distante che amministra la chiesa come una piccola azienda, e la catechista Santa, una signora un po' buffa che guiderà i ragazzi verso la confermazione. Ma capirà presto che deve cercare altrove la sua strada...
Critica. "«Mi sintonizzo con Dio, è la frequenza giusta!». Inneggiano gli adolescenti ai bordi di Reggio Calabria, allestendo lo show della santa cresima. E nel backstage del catechismo si guadagnano il sacramento-trofeo tra quiz su Gesù e cacce ai miracoli. (...) Colpisce nel segno l'esordiente 28enne Alice Rohrwacher, disincantata osservatrice del Malpaese, dove sacro e profano si mescolano in un tripudio di incoscienze e di buona volontà. Un film dallo sguardo maturo, di bellezza cristallina, da ammirare e ricordare. Applaudita alla Quinzaine des réalisateurs del recente Cannes, dove era l'unica italiana in selezione." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 26 maggio 2011)

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16 novembre

SILENCE di Ava Lanche_Questo film è su Silenzio che non è Silenzio. Abu Graib e tutte le prigioni speciali nascono nel silenzio, vivono nel silenzio, si nutrono del nostro silenzio.
LABERINTO VERDE di Abel KavanaghUn regalo dalla Mamma di Pacha, a questo punto il terna della foglia di coca ha creato un acceso dibattito geopolitico nell’area dell’America Meridionale. Abbiamo voluto guardare questa pianta da una prospettiva nuova, sperando di condannare il collegamento stabilito tra la foglia sacra e la traffico illegale da cui proviene la cocaina.


17 novembre

ATTEROS. Breve viaggio nell'immigrazione di Bepi VignaIn viaggio tra gli immigrati extracomunitari in Italia, ciascuno portatore di una propria storia fatta di rinunce, sofferenze, sacrifici. Dall'Africa allaBosnia, dalla Palestina, dal Pakistan e alla Cina, le testimonianze di chi, pur provenendo da differenti realtà politiche e sociali, è testimone di valori e problemi che riguardano tutti gli uomini. Gli immigrati, oltre che a contribuire col lavoro al nostro sviluppo, rappresentano un’occasione.
HOW GREEN WAS OUR VALLEY di Fereshteh JoghataeiIl livello dell'acqua sta crescendo e 63 villaggi di una Valle ricca di vegetazione saranno allagati e i loro residenti devono andare via. C'è un luogo santo in uno dei villaggi e le persone stanno aspettando un miracolo che eviti il peggio.


18 novembre

DAISY CUTTER di Enrique Garcìa, Rubèn Salazar_Daisy Cutter racconta la storia di una bambina d’appena dieci anni, Zaira, che (come molti altri bambini) vive l’ingiustizia della guerra dalla prospettiva che gli permette il suo tenero ed innocente sguardo. Zaira raccoglie tutti i giorni margherite per un amico che non c’è più: per non dimenticarlo, per non perderlo.
O' MORO di Calissoni-E. Offredo_Napoli, Italia, fine degli anni cinquanta. Un "carabiniere" taciturno chiamato "O'Moro" dal suo capo, ha la missione per arrestare i ladri della città. Una mattina, al porto incontra una zingara che cambierà il suo destino.
SOTTO CASA di D.Baiardini-G.S Bellunato-M.Ciocia-C.Parecchini_Torino, inverno 2009: tre torinesi vivono situazioni abitative difficili. Reno abita ai margini della città in una baracca, Cristian è senza fissa dimora e cerca un lavoro, una casa e una vita nuova, Fabri vive in una casafamiglia e sogna di andar via.. ma forse no. Questo documentario animato vuole guardare a situazioni di vita diverse e nascoste, anche se sotto gli occhi di tutti, ed è basato su tre interviste per ascoltare tre persone con i loro problemi.
IL FEROCE SALADINO di Ist. Comp. "Nicolò Alunno" Belfiore di Foligno (PG)_Il feroce Saladino Sante e i suoi amici tentano un'impresa impossibile: liberare un prigioniero montenegrino da un campo di concentramento.
SENAPE VS KETCHUP di IIS T.D'Oria Ciriè (TO)_Come vive un mangiatore di senape in una societa di mangiatori di ketchup?

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giovedì 24 novembre 2011 - ore 21.00

ingresso libero

interverranno le registe Sophie ed Anna-Lisa Chiarello e il produttore Gianluca Arcopinto

Sinossi. “Ritals” è un documentario che ripercorre la storia di Maria e Vincenzo e i suoi fratelli che a metà degli anni ’50 emigrano dal Basso Salento in Francia. Partiti con un progetto migratorio essenzialmente di lavoro e quindi temporaneo, si stabilizzano nella periferia di Parigi dove resteranno per 25 anni.
“Ritals” ripercorre l’epopea di Vincenzo e Maria filmando oggi la loro emigrazione dal basso Salento alla periferia di Parigi. Il film racconta una storia di vita al tempo stessa comune e emblematica dell’emigrazione italiana rifacendo il viaggio che ha cadenzato 25 anni di emigrazione. Da Corsano a Parigi e da Parigi a Corsano, le loro voci tessono un racconto di vita portandoci a raccontare altre storie legate alla loro. Alla fine degli anni ’80, Vincenzo e Maria tornano nel loro paese di origine, decisi a non fare più ‘valigie’. È il “grande ritorno” che li confronterà a un nuovo spaesamento, in una condizione di entre-deux culturale insolubile.
‘Ritals’, il film, prende il suo nome da un termine dell’argot francese dall’etimologia incerta che indica gli italiani in Francia.‘Ritals. Domani me ne vado’ nasce forse da un desiderio di fuga, una casella che rimane aperta, lì, nella mente di chi è figlio di una emigrazione. C’è sempre un domani per andare via, tornare a casa, se si sa dov’è la propria casa. Ma un modo per trovarla può anch’essere quello di raccontare la storia della propria famiglia, ripercorrendone alcune strade. È quello che hanno fatto Anna-Lisa e Sophie Chiarello nel loro film documentario.

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presentano

PER NON DIMENTICARE maggio 2011

ingresso libero

LA PARTECIPAZIONE E’ UN DOVERE MORALE



Venerdì 6 maggio 2011 – ore 20.30

IL COLORE DEL VENTO

un film di Bruno Bigoni

Sceneggiatura: Bruno Bigoni; Fotografia: Daria D’Antonio, Saverio Guarna, Fabrizio Lapalombara, Andrea Locatelli; Montaggio: Massimo Fiocchi, Cristina Flamini; Musica: Mauro Pagani; Produttore: Minnie Ferrara; Produzione: Minnie Ferrara & Associati (Italia); Co-produzione: Lumière (Italia); Distribuzione italiana: Lumière (Italia)

sinossi

Il colore del vento racconta il viaggio di una nave mercantile nel Mar Mediterraneo. Marinai che vivono  sull’acqua la maggior parte della loro vita, che si perdono nel mare per scoprire donne, uomini e città, per cogliere e raccontare le diverse realtà del Mediterraneo, incrociando popoli e culture, intrecciando passato e presente. Ogni scalo è una città, ogni città una storia. Funziona come prologo a questo viaggio, la città di Barcellona. Anni fa, in una città affacciata sul mare, il sogno di libertà divenne per qualche mese realtà, portando la speranza di un mondo migliore. Conxa Pérez, 95 anni, ultima sopravvissuta delle “mujeres libres”, racconta quei giorni indimenticabili. La prima tappa della navigazione è Tangeri, dove il mare è speranza di futuro anche per i giovani abitanti,  che dalla fine del regime internazionale vedono nella vicina Spagna la possibilità di migliorare  la loro vita e realizzare i propri sogni. Il viaggio prosegue verso Bari, dove incontriamo Violeta, un’immigrata albanese che racconta il suo difficile cammino d’integrazione, paradigma degli scogli burocratici e mentali  che gli immigrati ancora oggi incontrano dopo essere approdati sulle nostre coste. La navigazione prosegue alla volta di Sousse, città tunisina, dove la cantante Mouna Amari e il musicista Mauro Pagani, con la commistione delle loro sonorità musicali, mirano a rinsaldare il ponte fra oriente e occidente, sempre più pericolante dopo l’11 settembre, per dimostrare che il Mediterraneo è il Mare Nostrum, un mare che dovrebbe unire invece che separare.  Da questo sodalizio nasce una versione inedita della canzone  Sidun, sull’omonima città libanese martoriata dalla guerra, che rivive nelle immagini di repertorio e nella memoria dei marinai. Lampedusa, altra tappa del viaggio, ne è la riprova. Sulle spiagge della piccola isola, tristemente nota per gli sbarchi clandestini, toccano terra gli immigrati africani e la loro massiccia presenza è per molti abitanti spesso ingombrante. Gli immigrati africani, come un tempo gli albanesi, guardano al mare con timore e speranza, consapevoli del fatto che esso può inghiottirli o restituirli a nuova vita. Il viaggio riprende, passando da Istanbul, per risalire l’Adriatico. Il mare, custode silenzioso delle guerre di ogni tempo, rinnova la memoria di Ivana, abitante di Dubrovnik, penultima tappa del viaggio, che nelle pagine del suo diario, scritto da bambina durante la guerra civile del 1991 descrive l’arrivo delle navi da guerra e i bombardamenti sulla città. Nei suoi ricordi e in quelli dei suoi concittadini il mare è insieme fonte di pericolo e di salvezza. La nave infine ritorna a casa gettando l’ancora nel porto di Genova. Questa città, come le altre del viaggio, ha una storia legata al mare da raccontare. Dal mare, infatti, arrivano le donne nigeriane che, costrette a prostituirsi, vedono svanire il loro desiderio di libertà e di riscatto sociale nel dedalo dei “caruggi” genovesi.

partecipano:

Amadou e Ibrahim Faye (immigrati senegalesi)

Luigi De Luca (direttore dell’Istituto di culture mediterranee)

“Amistade” (omaggio musicale a Fabrizio De Andrè)

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martedì 10 maggio 2011 – ore 20.30

LA SVOLTA - donne contro l'Ilva

un documentario di Valentina D'amico

Montaggio: Ivan Verardo; Operatori di ripresa: Ivan Verardo, Valentina D’Amico; Fotografo di scena: Salvatore Bello; Tecnico del Suono e Speaker: Vittorio Amodio

A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza. Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute. Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali. L’Ilva. L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa che, insieme all’aumento annuale dei profitti, detiene il primato nazionale di morti sul lavoro (180 dalla prima apertura dei cancelli) e d’inquinamento dell’ambiente (il 92 % della diossina nazionale). Il documentario “La Svolta. Donne contro l’Ilva” racconta la battaglia di sei donne in particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma di un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata, licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, e Caterina, mamma di un bambino autistico: malattie diverse, entrambe probabili conseguenze dell’inquinamento. In primo piano la loro storia umana, di lavoro, di sofferenza. La loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato. Sullo sfondo, al centro, sempre la fabbrica. Il lavoro degli operai raccontato da dipendenti ed ex dipendenti, e svelato attraverso la vicenda di Antonino, morto nello stabilimento. La sua storia, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, nel video è interpretata da un attore. L’ingresso all’Ilva, il lavoro all’Ilva, la morte all’Ilva. Da qui si dipanano le esperienze personali delle sei donne, e con loro si ripercorrono decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire contro la fabbrica. Quella fabbrica che è amica se dà lavoro (oltre 20mila occupati fino agli anni 90, neanche 13mila oggi), ma che è nemica perché disprezza l’uomo e mortifica l’ambiente. Con la complicità delle istituzioni, dei sindacati, dei cittadini-lavoratori (per necessità, per paura).

partecipano:

Giovanni Chiriatti (editore)

Fulvio Colucci e Giuse Alemanno (autori del libro “Invisibili”)

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sabato 14 maggio 2011 – ore 20.30

POLITICA E POTERE

incontro-dibattito

partecipano:

Rosario Crocetta (europarlamentare ed ex sindaco di Gela)

Fabio Granata (deputato)

Antonino Iannazzo (sindaco di Corleone)

Michele Emiliano (sindaco di Bari)

Leo Palumbo (assessore alla cultura di Calimera)

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martedì 17 maggio 2011 – ore 18.00

MISURE CAUTELARI: USO O ABUSO?PROSPETTIVE DI RIFORMA

incontro-dibattito

rtecipano:

Alfredo Ancora (giornalista – autore del libro “Un processo per caso”)

Nicola D’amato (sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce)

Rossano Adorno (docente presso l’Università del Salento)

Marco Guida (presidente regionale A.N.M.)

Gabriele Valentini (avvocato penalista)

Gabriele Russo (avvocato amministrativista)

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venerdì 20 maggio 2011 – ore 20.30

100% SBIRRO - avventure e disavventure di un poliziotto della Catturandi

un libro di I.M.D. con Raffaella Catalano

Il metodo di lavoro della Sezione Catturandi della Squadra mobile della Questura di Palermo è diffusamente raccontato in questo bellissimo libro da un binomio di eccellenza: I.M.D. (un componente della Sezione che per ovvi motivi di sicurezza cela il suo nome sotto le semplici iniziali) e da Raffaella Catalano, che ne ha tradotto in brillante parola scritta le superlative esperienze, iniziate il 4 dicembre 1995 e proseguite poi per 15 anni, fino ad oggi.(tratto dalla prefazione di Gian Carlo Caselli)

partecipano:I.D.M. (autore del libro); Dario Montana (fratello di Beppe Montana, ucciso dalla mafia nel 1985); MaurizioCampanelli (sostituto commissario della Polizia di Stato)

partecipano: I.M.D. (autore del libro),Dario Montana (fratello di Beppe Montana, ucciso dalla mafia nel 1985),Maurizio Campanelli – (sostituto commissario della Polizia di Stato)


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sabato 21 maggio 2011 – ore 20.30

IL PAESE DELLA VERGOGNA

teatro di memoria civile

monologo di Daniele Biacchessi

1944, Sant’Anna di Stazzema. Inizia da un immagine di un girotondo di bambini il racconto di Daniele Biacchessi, accompagnato da Marino e Sandro Severini dei Gang. Questo spettacolo parte da un dato di fatto, incontrovertibile. In Italia la verità storica non segue mai lo stesso binario della verità giudiziaria. Le prove delle stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto nascoste nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. I colpevoli di stragi come Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904, sono tutti sostanzialmente liberi. E’ l’Italia spiazzante delle verità negate, raccontate da Biacchessi attraverso scene esemplari, flash su personaggi diversi tra loro ma uniti da un solo nome: ingiustizia. Sono Fausto e Iaio, i giovani militanti di sinistra ammazzati a Milano pochi giorni dopo il sequestro Moro; Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica. Un collage di fatti e storie, carichi di emozioni. “Il paese della vergogna” é soprattutto un libro di Chiarelettere Editore. Raccoglie, in una versione riveduta e ampliata, alcuni testi di teatro narrativo civile scritti e interpretati in centinaia di repliche da Daniele Biacchessi: “La storia e la memoria”, “Fausto e Iaio”, “Storie d’Italia” e “Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato”. I quadri sulla strage di via dei Georgofili e Libero Grassi sono scritti da Raja Marazzini.Daniele Biacchessi racconta misteri, omicidi e stragi in un’Italia che sembra ormai vivere in una perenne ri(e)mozione forzata. Con la voce e la potenza di uno scrittore che è l’unico erede della narrativa civile di Pier Paolo Pasolini.” (La Repubblica, Gian Paolo Serino)“Non gli servono effetti speciali. Bastano la sua voce e la volonterosa musica di un paio di amici. Perché è la storia d’Italia, quella più fosca, più scomoda, più vergognosa, ad accapponare la pelle del pubblico. Daniele Biacchessi gira le piazze come un antico cantastorie a svegliare le coscienze dei cittadini. ” (La Stampa, Bruno Ventavola)“Le quattro pièce d’impegno civile contenute nel libro di Biacchessi vorrebbero essere un contributo a scostare le ante del Paese da quel muro che ne impedisce l’apertura «perché – riflette l’autore – una società che non può fare i conti col passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il futuro.” (Il Sole 24ore, Lionello Mancini)

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lunedì 23 maggio 2011 – ore 20.30

COME UN UOMO SULLA TERRA

Regia: Andrea Segre, Dagmawi Yimer, con la collaborazione di Riccardo Biadene

Produzione: Asinitas onlus e ZaLab; Soggetto e fotografia: Andrea Segre in collaborazione con Stefano Liberti; Montaggio: Luca Manes con la collaborazione di Sara Zavarise; con: Fikirte Inghida, Dawit Seyum, Senait Tesfaye, Tighist Wolde, Tsegaye Nedda, Damallash Amtataw, Johannes Eyob, Tsegaye Tadesse, Negga Demitse; Assistente alla regia: Matteo Calore; Post produzione audio: Riccardo Spagnol; Distribuzione: Giulia Moretti per ZaLab; Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar;

Con il patrocinio di AMNESTY INTERNATIONAL Italia


il film che racconta agli italiani cosa si nasconde dietro gli accordi con la libia.il film che dà voce alla dignità e al coraggio dei migranti africani
Per la prima volta in un film la voce diretta dei migranti africani sulle modalità in cui la Libia sta operando il controllo dei flussi migratori dall’Africa, per conto e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa. Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato il deserto tra Sudan e Libia, dove si è imbattuto in una serie di disavventure legate alle violenze dei contrabbandieri e dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha frequentato la scuola di italiano Asinitas Onlus, punto di incontro di molti immigrati africani. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.“Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste

partecipano:Alfredo Mantovano (sottosegretario ministero degli Interni), Sergio Blasi (segretario regionale PD)


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mercoledì 25 maggio 2011 – ore 20.30

FRATELLI D'ITALIA

un film documentario di Claudio Giovannesi

Sinossi: Alin Delbaci, 17 anni, rumeno, vive in Italia da quattro anni. Ha un rapporto conflittuale con i compagni di classe e con la professoressa di italiano. Masha Carbonetti, 18 anni, bielorussa, adottata da una famiglia italiana. Vorrebbe partire per incontrare suo fratello, che è rimasto in Bielorussia. Nader Sarhan, 16 anni, egiziano nato a Roma. E’ fidanzato con una ragazza italiana contro il volere dei suoi genitori. Tre adolescenti di origine straniera nella stessa scuola. Ostia e la periferia di Roma. Gli amori, i conflitti e l'identità.Non è difficile trovare ragazzi di origine straniera nell’Istituto tecnico commerciale Toscanelli di Ostia. Ce ne sono molti. Per esempio ci sono Alin, Masha e Nader. Un diciassettenne (dalla Romania), una diciottenne (dalla Bielorussia), un sedicenne (dall’Egitto). Il regista romano Claudio Giovannesi mette a disposizione la sua telecamera per raccontare le loro storie. Lo fa senza trarne giudizi, senza fare la morale, senza dipingere in maniera forzatamente rassicurante il mondo dell’immigrazione e i giovani della seconda generazione. Perchè non esistono “fenomeni” ma persone. Non esistono concetti ma individui. E se una categoria si deve trovare, per unire questi tre ragazzi, è più quella dell’adolescenza che non quella dell’immigrazione. In questo sta l’interesse del documentario Fratelli d’Italia. Alin, Masha e Nader sono prima di tutto identità in via di formazione, ingorghi di conflitti in via di elaborazione. Quelli che bisogna sbrogliare nell’età inquieta delle scuole superiori. E che, un adolescente di origine straniera, può vivere in maniera ancora più difficile. Perchè, da sciogliere, può esserci il rapporto con una famiglia che si percepisce distante, o viceversa la difficoltà di staccarsi dalla comunità di appartenenza, oppure la totale rimozione delle proprie radici. Alin sembra uscito da un film di Scorsese e alcuni luoghi di Ostia sembrano un bar di Brooklyn. Alin proprio non vuole integrarsi nella sua classe di italiani. Frequenta rumeni e si sente diverso ma anche unico e irripetibile, come accade spesso di volersi sentire da giovanissimi. Masha è stata adottata da piccola. È in tutto e per tutto italiana. Impossibile distinguerla da una sua coetanea romana. Masha ha un fratello nel paese di origine, che la “ritrova”, contattandola al telefono. Masha non sa che fare: vorrebbe (forse) andare a trovarlo. Ma ha molta molta paura di confrontarsi con il passato doloroso che ha messo sotto il tappeto. Nader ha una fidanzata romana, frequenta solo italiani, bestemmia pure e non pare incline a onorare le tradizioni islamiche a cui la famiglia tiene molto. Il suo conflitto è tra le mura domestiche. In particolare con la madre, un donnone che gliele canta e gliele suona con foga (alla faccia della sottomissione).

partecipano:

Paola Mola (Radio Creativa, collaboratrice FLARE)

Francesco Oliva (giornalista)

Roberto Quarta (direttore EIFF)
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domenica 29 maggio 2011 – ore 20.30

DON TONINO BELLO. biografia di un profeta

un film documentario di Alessandro Torsello

«Abbiamo realizzato un lungo e complesso lavoro storico basandoci su testimonianze cartacee e interviste video, raccolte tra parenti ed ex allievi di don Tonino. Il risultato è stato un importante riconoscimento per il lavoro di ricostruzione della biografia di don Tonino: gli anni della formazione e dell’inizio dell’attività pastorale e quelli precedenti l’ordinazione episcopale».Era il 1954 quando il diciannovenne Tonino Bello, giovane chierico già allora innamorato della scrittura, collaborando con la rivista del seminario di Bologna, scrive in un articolo: “Il terreno pare proprio preparato per l’azione del sacerdote: ma i sacerdoti che si dedicano a questo campo d’apostolato in Puglia sono ancora pochi. Se giungiamo in ritardo, c’è la possibilità che questa grande forza ci sfugga di mano”.

La strada è lunga,
ma non esiste che un solo mezzo
per sapere dove può condurre,
proseguire il cammino.
Da "Alla finestra la speranza" – don Tonino Bello


partecipano:

Don Luigi Ciotti (presidente di LIBERA)

Don Gigi Toma (parroco di Calimera)

Alessandro Torsello (regista)

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Giovedì 28 ottobre 2010
BOUQUET di Walter Mazo
premio MIGLIOR FILM SULLA DIVERSITÀ all'“ECOLOGICO FILM FESTIVAL”
Bouquet  è un cortometraggio prodotto da AGbD (Associazione Sindrome di Down),scritto e interpretato da giovani portatori di Sindrome di Down ccoordinati da Fabio Grobberio,Cristiano Zanini e Walter Mazo. Il film parla di un misterioso rapimento avvenuto durante una festa di matrimonio; l'intricato caso sarà  risolto brillantemente da un investigatore, e nell'ultima parte non mancano colpi di scena, inseguimenti e un finale a sorpresa.



Giovedì 04 novembre 2010
LA RABBIA – ipotesi di ricostruzione - di P. Paolo Pasolini
a 35 anni dalla scomparsa del poeta
La rabbia di Pasolini è, come dichiara il suo sottotitolo, un’ "ipotesi di ricostruzione", ed è allo stesso tempo un ritrovamento insperato, il ritorno inaudito d’una voce poetica e d’una forza visionaria che spalanca vertigini sul nostro presente, e un autentico risarcimento culturale.Le immagini del film restituiscono un'invettiva carica di ragioni politiche e sentimento poetico, montando sequenze di cinegiornali ricostruisce lo spirito dell’epoca: il mondo “dominato dalla scontentezza e dalla paura”, l’ombra dell’atomica, il malessere della guerra fredda, la bellezza infranta di Marilyn Monroe, l’Italia in difficile transizione verso la modernità. La composizione grafica di testo e  immagine restituisce l’impressionante forza visiva dell’opera pasoliniana, e la profonda, inquietante modernità del suo pensiero.


Giovedì 18 novembre 2010
PIOVONO MUCCHE di Luca Vendruscolo
Trama. All'interno della comunità per disabili 'Ismaele' di Roma convive una variegata umanità: un criminale tetraplegico, una seduttrice costretta su una sedia a rotelle, un folletto spastico... Dall'altra parte della 'barricata', volontarie sexy, capetti bizzosi ed obiettori di coscienza cinici. Precettati dal Ministero, un giorno arrivano però nella comunità alcuni obiettori, fra i quali il giovane Matteo, per svolgere il loro servizio civile.
Critica. Commedia grottesca e vivace, a volte venata di cinico verismo, sul disabile come oggetto e soggetto di disturbo e vitalità 


Giovedì 25 novembre 2010 ingresso ore 21.00
L'AMORE BUIO di Antonio Capuano
Trama. Le ripercussioni e le conseguenze di uno stupro brutale ai danni della sedicenne Irene da parte di un gruppo di coetanei. Uno di loro, Ciro, denuncerà se stesso e i suoi compagni finendo in carcere. Irene, dal canto suo, è anche lei imprigionata a causa dell'aggressione fisica e psicologica subita. Gli universi di Irene e Ciro, seppur distanti, inizieranno lentamente un irresistibile avvicinamento. 
Critica. Un film dal titolo bellissimo, 'L'amore buio', che racconta nello stile perfetto dell'autore, colorando il sottoproletariato e decolorando la borghesia, una storia mai sentita.


Giovedì 02 dicembre 2010 ingresso ore 21.00 selezione da l'“ECOLOGICO FILM FESTIVAL”
LIFE FOR SALE di Yorgos Avgeropoulos miglior film sulla società
Life for sale è un'inchiesta sul più grande mercato dell'acqua del mondo, l'acqua ''pubblica'' in odore di diventare privata in molti zone del mondo, compresa l'Italia . Girato in Cile, dove l'acqua è considerata una risorsa privata... 
Il film invita a riflettere su cosa diventerebbe il pianeta se tutta l'acqua diventasse pubblica, come e' ora il petrolio.
CARPA DIEM di Sergio Cannella primo premio sezione cortometraggio
"Per l'originalità del soggetto, e per il modo in cui porta lo spettatore a riflettere su come economizzare riguardo al tema dell'Energia. Un eccellente regia, aggiunge pertinenza al proposito. Siamo felici di poter premiare questo spot, prodotto da una piccola struttura indipendente."
IL VINCITORE di Davide Labanti primo premio sezione mediometraggio
“Il vincitore” è una storia che parla di impotenza nei confronti del potere e del controllo. In un futuro prossimo, “la crisi” ha ridotto drasticamente il numero dei lavori tradizionali. Posti come l’impiegato, il barista o il postino, piuttosto che l’avvocato o il medico sono una rarità. Tutti i maggiorenni che non possiedono uno dei pochi lavori tradizionali rimasti disponibili, sono obbligati a vestire una tuta bianca, segno di appartenenza ad una classe sociale subalterna e spersonalizzata.L’unico modo per uscire da questa condizione è vincere al “Gratta e Lavora”, un concorso del tutto simile al gratta e vinci, che mette in palio, invece del danaro, oltre un milione di posti di lavoro.


Giovedì 09 dicembre 2010 incontro con CARLO MICHELE SCHIRINZI
Elegia del naufragio - retrospettiva ed anticipazioni
MAMMALITURCHI!, il cortometraggio di Carlo Michele Schirinzi prodotto da KAMA insieme a Gianluca Arcopinto, appena premiato al Torino Film Festival “Per la capacità di trasfigurare uno spazio semi-concentrazionariorivelandone – attraverso l’uso drastico e coerente di un visivo dilatato – il carattere costitutivamente straniante e deformante. Mammaliturchi! ci chiarisce che ogni struttura di contenimento è in sé, inevitabilmente, una maceria sociale”.Nella serata monografica, dal titolo "Elegia del naufragio", sarà proiettato il corto FRAMMENTI DA UN CONFINE, commissionato dal 28TFF per ricordare Corso Salani e alcune scene del lungometraggio in preparazione I RESTI DI BISANZIO.
Ospiti della serata, oltre a Carlo Michele Schirinzi, Marinilde Giannandrea, critico d'arte, Stefano Urkuma De Santis, autore delle musiche di MAMMALITURCHI! e protagonista de I RESTI DI BISANZIO.
ospiti Gabriele Panico "Larssen" e Stefano De Santis "Urkuma"
selezionato al 32° Cinemed di Montpellier.

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4 maggio 2010
ore 20.30 CinemaInsieme
LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA di W.ROMEO, E.ANTOGNONI, N.FERRERI

partecipano
PIERPAOLO ROMANI (Coordinatore Nazionale ass.ne AVVISO PUBBLICO)
MIMMO STUFANO (Presidente Nazionale ass.ne AVVISO PUBBLICO)
ALESSANDRO LEO (Resp.le Beni Confiscati ass.ne LIBERA Puglia)
GABRIELLA STRAMACCIONI (Coordinatore Nazionale ass.ne LIBERA)
VIVIANA MATRANGOLO (Referente ass.ne LIBERA Internazionale)



11 maggio 2010
ore 20.30 CinemaInsieme 
DIARIO DI UNO SCURO dei FLUID VIDEO CREW

partecipano
LORENZO CONTE (regista)
LUIGI DE LIGUORI (ex magistrato)
FRANCESCO OLIVA (giornalista)
IPPOLITO CHIARELLO (attore)
20 maggio 2010
ore 20.30 CinemaInsieme
SOTTO IL CELIO AZZURRO di EDOARDO WINSPEARE

partecipano
E.WINSPEARE (regista)
FRANCESCO FARINA (giornalista)






23 maggio 2010
ore 20.30 CinemaInsieme
I GATTI PERSIANI di BHAMAN GHOBATI

partecipano
MICHELE CURTO (Presidente FLARE)
Giovani dissidenti iraniani appartenenti al Movimento Verde

martedì 25 maggio 2010
ore 20.30 CinemaInsieme
CON IL CUORE FERMO, SICILIA di GIANFRANCO MINGOZZI




27 maggio 2010
ore 20.30 CinemaInsieme
HANNA E VIOLKA di ROSSELLA PICCINNO


partecipano
R.PICCINNO (regista)
GIOVANNI CHIRIATTI (editore)
ADA DONNO (Forum Donne Native Migranti)

29 maggio 2010
ore 20.30 presentazione libro
MAFIA EXPORT di FRANCESCO FORGIONE

partecipano
F. FORGIONE (già Presidente Commissione Antimafia)
BRIZIO CANDELIERI (Presidente ACEA)
GIOVANNI CUCURACHI (Ten. Col. Guardia di Finanza)


30 maggio 2010
ore 18.30 messa
(chiesa madre) presieduta da Don Luigi CIOTTI
ore 20.30 presentazione libro
LOTTA CIVILE di ANTONIETTA PASCALI

partecipano
ANTONELLA MASCALI (scrittrice)
Dott.ssa SIMONA DALLA CHIESA
Dott.ssa STEFANIA GRASSO (Referente Nazionale LIBERA MEMORIA)
familiari delle vittime di mafia pugliesi


31 maggio 2010
ore 20.00 assegnazione premio “Antonio Montinaro”
per la migliore trasmissione radiofonica TI DO LA MIA PAROLA - SPECIALE ORECCHIO ACERBO
a cura dell'Ass.ne IL DADO per Radio Salentina - Martano

ore 20.30 teatro
POLIZIOTTA PER AMORE con BEATRICE LUZZI di NANDO DALLA CHIESA







Domenica 13 giugno 2010 – ore 20.30 
LA FABBRICA DEI TEDESCHI 
di Mimmo Calopresti

Presentato nella giornata dedicata dalla Mostra del cinema di Venezia al dramma delle morti sul lavoro, La fabbrica dei tedeschi racconta la tragedia della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni di Torino in cui, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, un incendio divampa e sette operai perdono la vita. I colleghi, giunti in loro aiuto, tentano invano di spegnere le fiamme, ma gli estintori non funzionano. Un incidente fatale, che si poteva evitare, se fossero stati effettuati i controlli e una manutenzione regolari. La fabbrica dei tedeschi è una pellicola che dà voce alla rabbia, alle domande senza risposta di come sia potuto accadere, al dolore dei parenti delle vittime, alle accuse ai responsabili dell'azienda. 
Un'occasione per riflettere su "sicurezza e lavoro" e ricordare chi il 13 giugno 1960 nel magazzino Villani e Pranzo di Calimera perse tragicamente la vita nell'incendio 
scoppiato durante dei lavori di disinfestazione condotti irresponsabilmente senza nessun rispetto delle norme di sicurezza... 
Al dibattito successivo alla proiezione hanno partecipato: 
BOCCUZZI ANTONIO (unico sopravvissuto della squadra arsa viva alla ThyssenKrupp di Torino, parlamentare del PD, membro de XI COMMISSIONE LAVORO PUBBLICO E PRIVATO 
TOMMASI APOLLONIO (rappresentante CGIL) 
SICURO STEFANIA (segretario PD Calimera)

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